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Riccardo, dottore di base in prima linea anti Covid a Nembro: ora è senza lavoro | VIDEO

Riccardo Munda non si è mai fermato in questa pandemia e ha sempre continuato a visitare anche a casa i suoi pazienti come medico di famiglia nella Val Seriana epicentro dell’epidemia di coronavirus. A dicembre abbiamo passato una giornata con lui tra visite e pazienti. Ora il periodo di sostituzione è finito e Riccardo tra pochi giorni si troverà senza lavoro

Ha passato un anno a lottare in prima linea contro il Covid e tra pochi giorni non avrà più un lavoro. Stiamo parlando di Riccardo Munda, il medico di base di 39 anni che abbiamo conosciuto nel dicembre scorso con il servizio di Alice Martinelli che potete vedere qui sopra.  

Riccardo è stato uno dei nostri medici-eroi: durante la pandemia ha continuato a visitare anche casa i suoi pazienti, nonostante le limitazioni e la paura del coronavirus. “Secondo me il ruolo della medicina territoriale è fondamentale ora più che mai”, ci aveva detto. Abbiamo passato una giornata di lavoro con lui. Riccardo è un medico sostituto non specializzato e durante la pandemia ha preso il posto di colleghi ammalati.

Ma ora, come riporta Repubblica, il suo periodo di sostituzione sta per finire. Il 19 marzo sarà il suo ultimo giorno di servizio a Nembro, mentre è già terminato il periodo a Selvino. Così questo medico, che ha dato tutto se stesso assistendo senza sosta i pazienti affetti dal Covid, tra pochi giorni sarà senza lavoro. “Sia a Selvino sia a Nembro sono stati nominati i titolari”, ha detto a Repubblica, aggiungendo che la storia finisce “un po’ con l’amaro in bocca”.

Avevamo visto il lavoro incessante di questo medico di famiglia che ha seguito circa 1.400 pazienti in piena pandemia. Abbiamo visto il suo telefono intasato di messaggi mentre instancabile continuava a fare le sue visite. “Lavoro 18 ore al giorno tutti i giorni”, ci aveva raccontato.

"Ho fatto una scelta di vita. Diversa dai miei colleghi che si sono specializzati", dice a Repubblica. "E dunque prima o poi doveva arrivare il momento di cedere il posto ai colleghi titolari. Ho detto ai pazienti che sono gli ultimi giorni, molti si sono messi a piangere  e io con loro”.

Quando a dicembre gli abbiamo chiesto se non avesse paura di contagiarsi, ha risposto: “Non ci penso, se mi contagio mi curo. Sono giovane e non ho patologie”. Non aveva dubbi: “Ho visitato centinaia di persone. Tornassi indietro lo rifarei e lo farò ancora. Finché ho la forza spero di poter continuare il più possibile così”. 

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