>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
×

Mediaset, da sempre attenta alla protezione dei dati del suo pubblico, si adegua al nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, il GDPR - Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, in vigore dal 25 Maggio 2018.
Leggi la nuova informativa privacy Mediaset

News |

Foto rubate e caricate nelle “stanze di perversioni”: più di 100 denunce a Firenze | VIDEO

Dopo il servizio di Matteo Viviani, molte ragazze fiorentine hanno sporto denuncia alla polizia postale dopo aver saputo, tramite passaparola, che le loro foto, normalissime, erano state rubate dai profili Facebook e caricate su un sito porno

“Dopo il servizio de Le Iene una mia amica ha visto la mia foto su quel sito e mi ha telefonato subito. A mia volta ho visto le immagini di altre ragazze che conosco e tutte insieme ci siamo ritrovate a condividere questa esperienza che non auguro a nessuno”. Sono più di cento le denunce arrivate alla polizia postale di Firenze da ragazze che hanno scoperto tramite il passaparola che le loro foto, del tutto innocue, erano state rubate dai profili Facebook e Instagram, per essere poi caricate in alcune delle “stanze virtuali chiuse” di cui vi abbiamo parlato nel servizio di Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli.

Foto, come vi abbiamo mostrato attraverso un lungo viaggio dentro uno di questi siti di gruppi chiusi, che diventano oggetto di commenti a sfondo sessuale spesso violenti. La polizia postale, raccolte le denunce, le porterà in procura. L’obiettivo sarà quello di far chiudere questi siti e cercare di risalire a chi ha caricato le foto. Come vi abbiamo spiegato, gli utenti potrebbero incorrere nel reato di violazione della privacy, che significa trattamento illecito dei dati personali. E si rischia perfino di andare in carcere. Ma non finisce qui. Chi pubblica commenti offensivi nei confronti delle protagoniste delle foto incorre anche nel reato di diffamazione. Qualora ci fosse un processo, chi ha diffamato potrebbe essere anche chiamato a risarcire il danno morale ed esistenziale provocato alle vittime. Nei siti e nelle stanze più violente si può arrivare, come abbiamo visto nel servizio andato in onda, anche alla fantasia di stupro collettiva e qui la posizione degli utenti si aggrava. Quando nei commenti si dichiara di voler fare del male fisico o sessuale verso una specifica ragazza, si incorre nel reato di minacce

“È come se qualcuno ci avesse sporcato”, ha raccontato una delle ragazze al Corriere Fiorentino. “Ho saputo da una mia compagna di liceo che ero finita in uno di questi siti di cui non conoscevo l’esistenza”. Così la ragazza va alla polizia postale per sporgere denuncia e una volta lì scopre che “c’erano ben 12 fotografie mie su quel sito, tutte prese da Facebook e una da Instagram dove oltretutto ho un profilo privato”. Il rischio è anche, come vi abbiamo raccontato nel servizio, che dalla fantasia si passi alla realtà. Infatti dalla “stanza” in cui sono finite queste giovani sembra che tutti sappiano dove vivono, come si chiamano, cosa fanno.

Dopo la nostra inchiesta e il primo articolo “In diretta dentro un gruppo di foto rubate e perversioni”, la stanza nella quale ci eravamo infiltrati è stata chiusa e abbandonata dagli utenti. Ma è stata solo una battaglia vinta, perché probabilmente quegli stessi utenti sono semplicemente migrati in altre stanze o altri siti. Queste cento denunce alla polizia postale di Firenze potrebbero essere un ulteriore passo in avanti nel combattere questi siti e chiudere le stanze di foto rubate. Noi vi terremo, naturalmente, aggiornati sugli eventuali sviluppi.

 

Guarda qui sotto il servizio di Matteo Viviani sulle foto rubate e le stanze virtuali.

Attenzione!
La visione di questo video è vietata ai minori. Accedi per verificare i tuoi dati.Ci dispiace, la tua età non ti permette di accedere alla visione di questo contenuto.

 

L'ultima puntata

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.