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Benvenuto Giosuè! Papà Paolo, malato, ti aspetta in Italia per un abbraccio

Paolo, malato di tumore, ci ha chiesto aiuto. Suo figlio stava per nascere in Congo dalla compagna Nora e lui rischiava di non vederlo. Abbiamo chiamato il ministero degli Esteri, che si è attivato. Ora il bambino è nato e tra poco lui e la madre dovrebbero volare da lui

Giosuè è nato nella notte in Congo e, se tutto va come previsto, tra poco potrebbe arrivare a Lodi con la madre ad abbracciare il padre Paolo, molto malato.

Tutto è iniziato con una segnalazione arrivata in redazione. E un videoappello successivo: “Fatemi vedere mio figlio prima che sia troppo tardi”. Paolo Demichele, a cui il 13 aprile è stato diagnosticato un tumore maligno al polmone, chiede aiuto per poter almeno vedere il figlio la cui nascita è prevista a giugno in Congo.

Problemi burocratici stanno bloccando la madre e il futuro figlio: abbiamo contattato il ministero degli Esteri che ci ha assicurato che, non appena il bambino potrà salire in aereo, entrambi verranno ad abbracciare Paolo. Giosuè, che vedete sopra in foto è nato nella notte, pesa 3 chili e 900 grammi, sta bene, come la mamma Nora.

Ecco come siamo arrivati a questo punto. Il primo videoppello, che vi mostriamo qui sotto, è arrivato con Paolo ancora intubato, in una stanza dell'ospedale di Lodi. Chiede aiuto all'Ambasciata italiana in Congo e al ministro degli Esteri.  “Mi hanno riscontrato un tumore maligno al polmone che ha preso in metastasi anche le ossaPurtroppo non è operabile”, racconta. “Respiro solo attraverso una macchina e il 75% di un polmone”.

La storia di Paolo in Africa era cominciata due anni fa a Kinshasa, la capitale del Congo. Lavora come allenatore dei portieri della Ujana, una squadra di calcio della serie B locale. Lo sponsor della squadra però scompare all’improvviso. Lui inizia a fare piccoli lavori edili. Nel frattempo, conosce una ragazza del posto, Nora. Si innamorano, qualche mese fa la bella notizia: Nora aspetta un bambinoPaolo però comincia ad avere problemi di salute sempre più forti fino al rientro obbligato in Italia e alla notizia terribile di aprile. Ogni giorno è appeso a un filo.  

Prova subito a far venire Nora in Italia. I visti temporanei dal Congo all'Europa, quindi anche per il nostro Paese, sono gestiti dal Belgio attraverso la Maison Schenghen, che però è stata chiusa dal 1° febbraio scorso dal governo congolese. L'Ambasciata italiana a Kinshasa fa sapere che "non riceve le domande di visto per le tipologie in rappresentanza alla Maison Schengen e non rilascia nessun visto territorialmente limitato all’Italia".

Appena ricevuta la segnalazione, abbiamo contattato il ministero degli Esteri. La gravidanza è ormai troppo avanti per un viaggio da Kinshasa a Lodi. “Vi chiedo di mandarmi Nora e mio figlio, quando nascerà, il più presto possibile”, chiede Paolo. “Io devo affrontare con loro questa battaglia”.  “Ministro, penso che anche lei almeno una volta sia stato innamorato e sa cosa vuole dire”, conclude nella sua stanza d’ospedale. “Voglio prendermi le mie responsabilità perché l’amore non ha né colore, né razza né religione”.

La risposta del mistero degli Esteri è stata davvero veloce: "La Farnesina, attraverso l'Ambasciata d'Italia a Kinshasa, si è messa subito in contatto diretto con la Signora Nora, che è stata ricevuta presso la nostra Sede ed è stata assistita in vista di in una rapida e positiva soluzione del suo caso.  L'Ambasciata, insieme al Ministero, continua a fornire ogni possibile sostegno alla Signora Nora, così da permettere a lei e al bambino, non appena venuto al mondo, di arrivare in Italia con la massima rapidità".

Con Nora non sono sposati: ora che Giosuè è nato. gli verrà fatto un prelievo di Dna per confermare che è effettivamente figlio di Paolo, e quindi cittadino italiano. A quel punto il piccolo dovrebbe essere autorizzato a partire e Nora dovrebbe poterlo seguire, chiedendo il ricongiungimento familiare.

Volevo ringraziare Le Iene e l’onorevole Cristian Romaniello del Movimento 5 Stelle. La Farnesina ha detto che Nora, non appena avrà partorito, potrà venire in Italia con i bambini”. Paolo Demichele sorride nel secondo videomessaggio all’idea di abbracciare il piccolo e la sua compagna.

“Di Paolo mi ha colpito subito il coraggio e l’energia nell’affrontare la situazione”, ci ha detto il deputato M5S Cristian Romaniello, che si è occupato della vicenda e che abbiamo sentito al telefono. “Ho parlato con l’ambasciatore italiano a Kinshasa e mi ha detto che stanno seguendo Nora e che non appena nascerà il piccolo li faranno partire per l'Italia. Paolo Demichele nel frattempo dovrà concludere alcune formalità”, ci ha spiegato.  “Paolo è di Lodi, un mio concittadino. Quando Massimo Casiraghi, consigliere comunale di Lodi, mi ha chiesto se potevo occuparmi di questa storia, che aveva conosciuto attraverso Le Iene, mi sono sentito in dovere di aiutarlo”.

Ora papà Paolo aspetta Giosuè e Nora a Lodi. Continueremo a raccontarvi questa storia, speriamo risolta almeno in ambito burocratico, grazie a una segnalazione a Le Iene. E, in tempi di figli separati dai genitori per colpa dei confini, se tutto va bene, se vi potremo raccontare l’abbraccio di Paolo a suo figlio appena nato, sarà una notizia ancora più bella.

L'ultima puntata

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