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Ramunni, subito in aula il “re della truffa” arrestato grazie a Le Iene

Il 5 luglio ci sarà a Treviso l’udienza con rito abbreviato per Stefano Ramunni, il truffatore seriale, e a suo modo geniale, arrestato grazie al nostro Giulio Golia

Il “re della truffa”, Stefano Ramunni, e il suo complice Giovanni Chiaramonte, dopo essere stati arrestati in aprile grazie a Giulio Golia, dovranno affrontare il 5 luglio l’udienza con rito a Treviso. L’accusa è di possesso di documenti falsi validi per l'espatrio, tentata truffa e sostituzione di persona. Ramunni è finito in carcere poco dopo essere stato rimesso in libertà con obbligo di firma a Milano ed essersi dato subito dopo latitante. È stata la nostra Iena a mettersi sulle sue tracce per incontrarlo appena saputo della scarcerazione. Gli è sfuggito la prima volta, come raccontiamo nel servizio del 22 aprile 2018, mentre il re della truffa si preparava a colpire ancora.

Nel primo servizio sul truffatore seriale, del 28 febbraio 2018, Giulio Golia ha raccontato i mille colpi di Ramunni, uomo dalle svariate identità e dall’indubbio genio (del male), che ha raggirato non solo parenti, amici, soci, banche e sconosciuti, ma anche decine di tribunali italiani inviando falsi certificati della sua morte per  estinguere i processi a suo carico

Giulio Golia, grazie alla segnalazione di alcuni ragazzi, l’ha beccato a Genova: giusto il tempo per un’intervista volante e poi l’ha lasciato nelle mani delle forze dell’ordine. L’ultima volta Stefano Ramunni era finito in carcere per sostituzione di persona, falsità materiale e indebito utilizzo di carte di credito. Rimasto per tre mesi nel carcere di Treviso, era stato rilasciato dal gip Angelo Mascolo (poi intervistato dalla nostra Iena), per il quale l’obbligo di dimora e firma a Milano era sufficiente a bloccare i reati del 54enne.

Come vi abbiamo mostrato nel servizio andato in onda domenica 22 aprile, tutto ha fatto Ramunni con il suo complice fuorché recarsi a Milano. Arrivati a Padova i due sono rimasti chiusi per tre ore in un Internet Point. Golia ha controllato le carte stampate da Ramunni e il suo complice: tra codici fiscali, documenti e nominativi di persone residenti in Svizzera, sono saltati fuori anche i dati del neodeputato del Movimento 5 Stelle, Alvise Maniero (l’ex sindaco di Mira ha poi denunciato Ramunni, che probabilmente stava cercando di rubargli l’identità).

Guarda qui in basso gli articoli e i servizi che abbiamo dedicato al caso Ramunni.

Ramunni, tutti i servizi sul caso

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