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“Noi, vittime del contraccettivo Essure”: donne in piazza a Roma | VIDEO

Salute a rischio per aver impiantato il contraccettivo: con Roberta Rei abbiamo raccolto le denunce di molte donne. L’ex ministra Grillo aveva promesso di occuparsi del caso. Non è successo: dopo 7 mesi la protesta contro Essure arriva nelle strade della Capitale

“Svenivo, mi girava sempre la testa, era come se io fossi diventata solo quel dolore”. A parlare è di una delle molte donne a cui è stato impiantato l’anticoncezionale Essure e che ci hanno raccontato il calvario che avrebbero attraversato da quel giorno. Vi abbiamo raccontato le loro denunce nel servizio del 10 febbraio di Roberta Rei che vedete qui sopra.

L’ex ministra della Salute Giulia Grillo aveva promesso di occuparsi del caso. Non è successo, dopo sette mesi queste donne manifestano oggi a Roma, alle 11 in piazza Esquilino. 

“La Grillo aveva promesso di incontrarci, di darci delle risposte. E invece non è successo nulla, siamo state lasciate sole. Alla manifestazione ci saranno anche donne francesi, spagnole e inglesi che nei loro Paesi stanno portando avanti questa battaglia”. Il grido d’aiuto arriva da Annabel Cavalida, una delle organizzatrici della protesta, che aveva già denunciato a Roberta Rei di aver subito danni da Essure.

Che cos’è Essure? È una piccola spirale anticoncezionale, destinata a chi decide di non avere figli. Viene impiantata con un piccolo intervento che blocca il passaggio degli spermatozoi alle ovaie e impedisce così la gravidanza. Un sistema pratico ed efficace, che però potrebbe aver causato seri problemi ad alcune delle donne che lo hanno impiantato.

In Italia il servizio sanitario ha rimborsato il costo di 7mila di questi anticoncezionali, ma non esiste un registro pubblico delle persone che hanno subito l’intervento di impianto ed è quindi impossibile sapere la reale diffusione di Essure.

Il dispositivo anticoncezionale è stato approvato in Europa e negli Stati Uniti nel novembre 2002 ma nel 2017 è stato ritirato in Italia

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