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"Medico porcone", al via il processo: "Sentivo l'erezione dietro il sedere" | VIDEO

Il 12 luglio si è tenuta l'udienza del processo contro GianfrancoDe Lorenzis, il medico accusato di violenza sessuale. Sono emersi baci, palpeggiamenti e sfregamenti alle pazienti. 

Sono state ascoltate nuove testimoni al processo contro Gianfranco De Lorenzis, il medico di Parma accusato da venticinque donne di violenza sessuale. Nel corso dell'udienza del 12 luglio una di loro, una parrucchiera reggiana, in aula ha dichiarato di aver perso la dignità di donna: “Io ero il suo cane e lui il mio padrone”.  
Giulio Golia aveva documentato le molestie con l’aiuto di una complice, che durante la visita si era sentita avanzare proposte del tipo: “Ti leccherei la f**a subito. Te lo darei in bocca, poi te lo metterei dentro e ti farei venire. Sono bravo, molto bravo!” E davanti al rifiuto della nostra complice rispondeva: “Perché ti vergogni? Pensi di non piacermi? Pensi di essere brutta?”.   


Gianfranco De Lorenzis era presente in aula, accanto ai suoi difensori Gianluca Paglia e Maria Tangari. Dalle testimonianze raccolte emergono baci, palpeggiamenti e sfregamenti alle pazienti. De Lorenzis ha tentato di dare spiegazioni cliniche di manovre viste come molestie: “Una paziente obesa incorre in un rischio triplo di tumore al seno. Per questo è doveroso da parte mia procedere a una visita al seno”.  

Tante sue ex pazienti avevano raccontato a Giulio Golia come le visite si tramutavano in veri e propri film porno. “Con le sue ginocchia apriva le mie gambe e si appoggiava alle mie parti intime. Io ero solo in slip con il seno scoperto, e mi ha baciata anche lì”. Un’altra aveva raccontato: “Ho sentito l’erezione, era completamente attaccato al mio sedere, e nel momento in cui mi sono girata lui si stava alzando la cerniera dei pantaloni.”  

La stessa scena si era ripetuta con la nostra complice, che il medico aveva tirato forte a sé per farle sentire la sua eccitazione. “No, no dottore no!” diceva lei. Ma lui imperterrito aveva continuato come un polipo a tenerla stretta dal collo e a massaggiarle il seno. 
Atteggiamenti e frasi che pare avesse con molte pazienti. “Io ho avuto le carte del tribunale a casa e ho potuto leggere le dichiarazioni delle altre donne” dice una di loro. “Persone che non si conoscono, tutte con la stessa dichiarazione . Lui è un seriale”.  
Il medico porcone aveva anche detto durante una visita: “Uno deve far fatica per ricordarsi che fa il medico e non avere voglia di... Perché la voglia c’è”.  


Voglia che con la nostra complice si è manifestata con un bacio in bocca. Purtroppo però a Maria è andata molto peggio: “Alla prima visita mi ha fatta spogliare per una visita ginecologica. Di punto in bianco mi leccava le parti intime” aveva raccontato scossa a Giulio Golia. “Io ho provato a ritirarmi chiedendogli cosa facesse e lui mi rispose di fare piano che la moglie era nella stanza accanto”. Con la paziente poi si era giustificato così: “Il mio comportamento è causa tua. Hai qualcosa che mi manda in bestia”. Ma la bestia in tutta questa vicenda è lui. 
L’orrore di Maria non finisce alla prima visita: “A un certo punt o me lo sono ritrovato sopra di me. Prima mi ha spostato gli slip da una parte, poi con la mano sinistra mi ha tappato la bocca. Sono stata penetrata da lui. Ho cercato di reagire, ma non sono riuscita a muovermi, può sembrare assurdo”. Esattamente come ci hanno raccontato le altre testimoni: “Io lì per lì sono rimasta pietrificata, il mio corpo non rispondeva”. E le vittime arrivano persino a colpevolizzarsi, come spiega Maria: “Vorrei cancellare tutto: in tutti questi anni ho pensato di essere io la colpevole. Sono arrivata a 47 anni a piangere la notte. Ma perché tornavo?” 


Ma c’è di più. Il dottore sottoponeva le sue pazienti al bendaggio gastrico, un intervento chirurgico per la riduzione delle dimensioni dello stomaco, che in seguito all’operazione può essere stretto o allargato tramite una valvola. De Lorenzis apriva e richiudeva in continuazione la valvola delle pazienti in modo che stessero male e dovessero tornare nuovamente da lui. Faceva una vera e propria pressione psicologica alle donne che si erano rivolte a lui per perdere peso “Questo bendaggio lo so governare io, non lo sa governare nessun altro chirurgo.”  

E le conseguenze ci sono state: in pochissimo tempo Maria ha infatti perso 127 chili: “Da 167 chili sono passata a 40, con un BMI (indice di massa corporea) pari a 15. Sono diventata anoressica”. 
E mentre il medico continua a sminuire i suoi comportamenti, a distanza di anni i traumi provocati alle povere donne non sono scomparsi. Oggi le ex pazienti di De Lorenzis sono seguite da psicologi e psichiatri per riuscire a dare un nome alle loro paure. 

Entro fine anno saranno oltre 70 le persone che verranno ascoltate. Intanto De Lorenzis, nonostante le accuse di violenza sessuale, continua a esercitare la professione di medico.

Ecco qui tutti i servizi e gli articoli che abbiamo dedicato al caso.

Il medico porcone di Parma

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

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