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Omicidio Willy Branchi, indagato il sarto per false dichiarazioni | VIDEO

Il sarto di Goro, in provincia di Ferrara, è indagato per false dichiarazioni nell’omicidio di Willy Branchi. Ad Antonino Monteleone aveva ricostruito la scena del delitto, i possibili moventi, ma gli aveva confidato anche le sue paure

Due nuovi indagati nell’omicidio di Willy Branchi, si tratta del sarto di Goro e di sua moglie. Per loro l’accusa è di false dichiarazioni. Un altro tassello si aggiunge all’omicidio del ragazzo ritrovato morto il 30 settembre 1988 lungo l'argine del Po a Goro nel Ferrarese. Antonino Monteleone e Riccardo Spagnoli nei mesi scorsi hanno ricostruito quanto successo oltre trent’anni fa ascoltando testimoni esclusivi alcuni dei quali mai sentiti prima dagli inquirenti.

Proprio il sarto, finito ora indagato per aver rilasciato false dichiarazioni al pm, è stato ascoltato dalla Iena, come potete vedere nel video qui sopra. È don Tiziano Bruscagin, parroco del paese, a indirizzarci in quella sartoria perché il titolare viveva “muro con muro” con il presunto assassino.

“Quella sera lì io ero a giocare a poker, sono venuto a casa all’una di notte”, ha detto subito ad Antonino Monteleone. “Erano in due e o tre che l’hanno preso mentre legava la bicicletta e l’hanno ammazzato”. Ci colpisce nelle sue parole la descrizione della scena, troppo ricca di dettagli per uno che dice di non aver visto nulla. Ma subito aggiunge: “Me l’hanno detto i vicini che non parlano”. E sul suo vicino (il presunto assassino) precisa: “Aveva dei figli, ma era anche omosessuale. Può darsi che prima questo ragazzo che non era normale ci andasse insieme”.

Il sarto ci porta poi su un’altra strada. “Non è stata questione di omosessualità, ma di droga”. Per lui Willy faceva uso di sostanze stupefacenti? No, la sua verità è un’altra. “Lui la portava. Ma se era tagliata e dopo c’erano delle conseguenze…”. Insomma, era al servizio di qualche spacciatore della zona. L’uomo ci confida il suo timore: “Se poi quelli che lo hanno ammazzato mi incendiano la casa? Lasciamo perdere, meglio starne fuori”. Lui ha una supposizione, ma proprio non la vuole dire per paura di ritorsioni e allora “meglio lasciar perdere tutto”.

Oggi però quelle supposizioni dovrà dirle agli inquirenti, già in passato non avrebbe dato risposte o le avrebbe date discordanti rispetto al racconto di sua moglie. Sono ora in tutto sei le persone accusate di aver detto il falso, tra loro c'è anche l'ex parroco del paese, don Tiziano Bruscagin. Ma anche Pierluigi Bordoni e Patrizio Mantovani finiti indagati ai primi di dicembre, pochi giorni dopo la messa in onda dei nostri servizi. 

La svolta nell’omicidio di Willy Branchi potrebbe essere più vicina a 30 anni dal ritrovamento, nudo e con la testa fracassata. Le nuove indagini erano state ordinate lo scorso anno dal Gip dopo che la famiglia di Branchi, difesa dall'avvocato Simone Bianchi, si era opposta alla richiesta di archiviazione della Procura.

Nei due servizi Antonino Monteleone e Riccardo Spagnoli seguono una nuova pista, quella dei festini omosessuali con minorenni.

Il prete, Don Tiziano, ha confidato al giornalista Nicola Bianchi il nome del presunto assassino che proprio nei giorni successivi all’omicidio finisce in cura psichiatrica. La testimonianza si aggiunge a quella del medico del paese ai tempi sposato con la sorella del presunto omicida di cui il sarto, ora indagato, pare conoscere davvero tanti dettagli. 

Guarda qui sotto i due servizi completi di Antonino Monteleone e Riccardo Spagnoli sull’omicidio di Willy Branchi

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