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Roma, i furbetti della raccolta rifiuti: nessun controllo su Ama? | VIDEO

Filippo Roma viene aggredito dai militanti dei Cinque Stelle. Voleva solo chiedere spiegazioni alla sindaca Raggi sulla commissione tecnica che avrebbe dovuto verificare l’operato di Ama sulla gestione dei rifiuti. Ecco la nuova puntata dell’inchiesta della Iena e di Marco Occhipinti sui furbetti della mancata raccolta dei rifiuti a Roma

Domenica scorsa 13 ottobre si è tenuta a Napoli “Italia a Cinque Stelle”, il raduno nazionale del movimento pentastellato. Filippo Roma è andato là per cercare di parlare con la sindaca Virginia Raggi della grave situazione della spazzatura non raccolta per le strade di Roma. Volevamo segnalare alla sindaca le novità che abbiamo scoperto in questi giorni sui furbetti della mancata raccolta dei rifiuti nella Capitale, un tema che abbiamo affrontato nei due precedenti capitoli dell’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti.

LA DENUNCIA DI UN OPERATORE

Tutto è cominciato con la denuncia di un operatore della Roma Multiservizi, una delle quattro ditte che dovrebbe raccogliere i rifiuti delle utenze non domestiche (come bar, negozi, ristoranti) per conto di Ama, l’azienda municipalizzata del Comune che dovrebbe tenere pulita la città. “Voglio denunciare una truffa che avviene ai danni dei cittadini romani per quanto riguarda la raccolta differenziata dell’immondizia”, ci ha detto la fonte nel primo servizio. “Noi usciamo per la Roma multiservizi come operatori, per raccogliere la differenziata all’interno delle utenze non domestiche, ma questo non avviene perché uscendo di notte molte utenze sono chiuse”.

Nonostante i negozi siano chiusi, la fonte ha raccontato che gli operatori passano comunque il badge sul codice a barre posto fuori dall’utenza “come se avessimo raccolto la spazzatura, ma l’utenza è chiusa fisicamente, quindi non raccogliamo”. Questa cattiva abitudine di beggiare senza raccogliere i rifiuti non sembra essere un’iniziativa isolata di qualche operatore furbetto. La fonte infatti ci ha letto alcuni messaggi su WhatsApp in cui i dirigenti direbbero agli operatori di “sparare e scappare”, ovvero di passare il badge e andare all’utenza successiva il più velocemente possibile. Il giorno dopo il nostro servizio Virginia Raggi ha avviato un’inchiesta interna, mentre risulta che il presidente della Roma Multiservizi sia indagato dalla procura di Roma per ipotesi di omessa attività di raccolta rifiuti e frode nell’esecuzione di obblighi contrattuali.

LA SINDACA SAPEVA?

Nel secondo servizio siamo tornati dalla sindaca per chiedere spiegazioni in merito a quanto raccontato da Alessandro Onorato un ristoratore di Largo Argentina che è anche consigliere comunale. “Ho avuto modo tre settimane fa di incontrare la sindaca e le ho detto che non funziona nulla e abbiamo un servizio che non esiste”. Ma la Raggi ci ha ribadito di non essere a conoscenza del problema.

A questo punto ci siamo chiesti se i diffusi disservizi riscontrati in primo Municipio e riguardanti la Roma Multiservizi siano gli unici o se a beggiare senza raccogliere siano anche gli operatori di altre ditte vincitrici dell’appalto. Il consigliere Onorato ci aveva infatti detto di aver fatto svariati reclami, ignorati, alla Avr, altra ditta che ha vinto l’appalto. Filippo Roma è così andato nel centro storico di Roma per capire se gli altri negozianti della zona, che dovrebbero essere serviti da questa ditta, siano soddisfatti del servizio.

Per mesi non vediamo nessuno, dobbiamo chiamare l’Ama. Io il sacco nero me lo porto a casa in motorino e fortunatamente non ne faccio tanto!”, ci dice un negoziante. E racconta di aver cercato in tutti i modi di far presente la situazione all’Ama: “Penso di aver fatto una trentina di telefonate negli ultimi sei mesi e di aver mandato tre pec. Ho anche mandato delle mail alla sindaca Raggi”. La sua situazione sembra essere comune tra i negozianti di via dei Banchi Vecchi, nel centro storico della città. Tra i tanti negozianti disperati ne abbiamo incontrato uno che si è fatto più furbo dei furbetti! Un negoziante ci racconta di aver staccato il badge da fuori la sua utenza, “così se devono passare devono entrare da me e glielo faccio badgiare io. Vedevo che passavano e se ne andavano, una volta, due volte, il terzo giorno l’ho preso e l’ho staccato”.

Filippo Roma è tornato da Onorato per chiedere aggiornamenti sui reclami fatti alla ditta Avr. “Non ho sentito nessuno di Avr”, ci ha detto il consigliere. “Però guarda caso il giorno dopo il vostro servizio c’era un loro furgone davanti al nostro locale”. Siamo andati a chiedere spiegazioni e a portare l’immancabile sacco dell’immondizia. “Ci saranno e ci sono sicuramente delle inadempienze”, ha detto a Filippo Roma il responsabile dei rifiuti dell’Avr. “Magari se abbiamo i camion pieni non riescono a scaricare”. Quando gli raccontiamo dei negozianti disperati e delle chiamate che questi avrebbero fatto più volte alla ditta, risponde: “Noi abbiamo un registro dove ci sono tutte le inadempienze. Ci dia queste immagini e queste persone e noi prenderemo provvedimenti perché è inammissibile una cosa del genere”.

NESSUNA COMMISSIONE TECNICA DI CONTROLLO?

Ma non è finita qui. Il consigliere Onorato infatti ci racconta di aver scoperto una cosa ancora più assurda. “Il 31 maggio 2019 la giunta comunale ha approvato il contratto di servizio dell’Ama”. In base a questo contratto, ci spiega il consigliere, l’Ama riceve i soldi che arrivano al Comune di Roma attraverso i cittadini e le imprese. “La cosa assurda è che dopo aver approvato il contratto di servizio, il comune di Roma aveva 30 giorni per nominare una commissione tecnica per la verifica della qualità dei servizi erogati da parte Ama”. Il consigliere ci racconta di essere andato a controllare se questa commissione era stata nominata o meno.

Sono passati più di sei mesi e questa commissione tecnica non c’è!”. Così Onorato ha preso il contratto di servizio, nel quale si legge che “l’Ama può ricevere i soldi soltanto dopo che questa commissione tecnica è andata a fare una reportistica, una rendicontazione puntuale di quello che l’Ama ha fatto per la città. Quindi la prima domanda che io ho presentato oggi alla Raggi attraverso una interrogazione è: uno, perché questa commissione tecnica non è stata ancora nominata e sono passati oltre sei mesi? E poi perché l’Ama continua a ricevere i soldi se questa commissione tecnica non va a fare la reportistica? Questi soldi all’Ama possono andare o meno? Ma soprattutto la cosa incredibile è che quando è stato approvato questo contratto di servizio dell’Ama, il 31 maggio, e nei trenta giorni successivi, l’assessore all’Ambiente non c’era. La delega era in capo alla sindaca Raggi, quindi doveva essere la sindaca stessa a stimolare il dipartimento e dire di  nominare la commissione tecnica”. Secondo il consigliere comunale Alessandro Onorato il Comune quindi avrebbe dovuto nominare una commissione di controllo indispensabile per valutare l’operato dell’Ama e quanto dovrebbe essere pagata.

L’AGGRESSIONE A FILIPPO ROMA

Filippo Roma è andato dalla sindaca durante il raduno dei pentastellati proprio per chiedere spiegazioni su quanto racconta Onorato e per chiederle se era a conoscenza di tutto ciò. Ma i militanti dei Cinque Stelle non hanno preso bene la nostra presenza. Anzi, ci hanno trattato come fossimo dei criminali, più che inviati di un programma che ha scoperto e segnalato alla sindaca quella che lei stessa ha chiamato truffa ai danni di migliaia di cittadini. Mentre cercava di parlare con la sindaca, la Iena è stata travolta da spintoni e insulti. Non siamo riusciti a intervistare Virginia Raggi, che sembrava invece disponibile ad ascoltare le nostre domande.

I cori e gli insulti sono continuati fino a che un militante non è passato dalle parole ai fatti sferrando un pugno che è arrivato dritto in faccia a Filippo Roma. E per fortuna il secondo tiro non è andato a segno. Ma poco dopo la consigliera comunale del M5s di Roma, Cristiana Paciocco ha fatto un cenno col dito a Filippo Roma, come se volesse dirgli qualcosa. Ma quando la Iena si è avvicinata per capire cosa volesse dargli, dalle spalle della consigliera è partito un pugno, che per fortuna è andato a vuoto. La consigliera Paciocco, forse avendo capito che è tutto ripreso dalla telecamera, ha allontanato l’aggressore, il quale anche da altre immagini è sembrato essere un suo conoscente. Insomma, a Italia 5 Stelle è stato impossibile fare domande alla sindaca.

LA VERSIONE DELLA RAGGI

Abbiamo rincontrato Virginia Raggi in un contesto più tranquillo. Le abbiamo spiegato che oltre alla Roma Multiservizi, sembra che anche la Avr spesso non raccoglie i rifiuti dei commercianti. “Subito dopo la vostra segnalazione ho scritto all’Ama”, risponde la sindaca a Filippo Roma. “Abbiamo depositato un esposto alla procura. Ho chiesto di verificare se i fatti che avete mostrato con quel video e riferiti a una specifica ditta, la Multiservizi, fossero replicati anche da altre ditte. L’Ama ha avviato le ispezioni. Adesso mi segnalate questo caso di Avr, quindi segnalerò specificamente all’Ama di procedere a fare indagini su questo e lo farò anche con la mia polizia”. La Iena chiede alla sindaca anche come stanno le cose a proposito della formazione di una commissione di controllo sull’efficienza del servizio svolto da ama prevista dal contratto di servizio tra Ama e Comune. “Credo che la commissione sia stata istituita”, risponde la Raggi. “È una commissione che devono istituire gli uffici e Ama, quindi immagino che sia stata istituita e stia lavorando”. Dal momento che era proprio la Raggi la delegata ai rifiuti in tutti questi mesi di emergenza immondizia a Roma, dovrebbe saperlo se la commissione è stata istituita o no. Insomma, questa importante commissione di controllo non è mai stata nominata come sostiene il consigliere Alessandro Onorato o è stata nominata e sta già lavorando come pensa Virginia Raggi? E se non ha ancora preso vita, come risulta anche a noi, perché il Comune ha pagato l’Ama lo stesso?

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