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Speciale Le Iene su Pantani 4: il Pirata fregato dalla camorra? | VIDEO

Il test di Madonna Di Campiglio che ha distrutto la carriera di Marco Pantani potrebbe essere stato alterato dalla camorra. Il giro di scommesse clandestine attorno alla sua vittoria nel giro sarebbe stato troppo sbilanciato: o perdeva Pantani o perdeva la camorra. Alessandro De Giuseppe ci racconta tutto nella quarta parte dello Speciale

Quarta parte dello Speciale Le Iene dedicato a Marco Pantani: continuiamo a parlarvi dei dubbi sull'esclusione dal Giro del 1999 e dei possibili legami con la camorra come abbiamo fatto nella terza parte. Nella prima vi abbiamo riassunto i motivi che fanno pensare a un omicidio del Pirata e nella seconda i suoi trionfi nonostante la sfortuna che lo perseguitava.

Ripartiamo dell’esame del sangue di Madonna di Campiglio che costa l’esclusione a Pantani dal Giro d’Italia del 1999: mostra delle anomalie. Pantani aveva 53 di ematocrito ma dopo poche ore, durante un altro esame a Imola, l’ematocrito scende a 48. Ancora più strano è il dato delle piastrine, a Campiglio sono 117 mila mentre a Imola sono 162 mila. Due oscillazioni nei valori che richiedono una spiegazione.

Alessandro De Giuseppe la cerca nei tre medici che hanno fatto quell’esame del sangue a Pantani: Eugenio Sala, Mario Spinelli e Michele Partenope. I primi due non dicono nulla. Partenope invece, dopo qualche resistenza risponde alle nostre domande.

Riguardo l’ematocrito, “Pantani potrebbe semplicemente aver bevuto e quindi aver diluito il valore” dice Partenope. Questo spiegherebbe il passaggio da 53 a 48 di ematocrito, ma sarebbe incompatibile con l’innalzamento del valore delle piastrine. Quindi quella risposta non risolve i risultati di Imola. Per uscire dall’impasse, Partenope dice: “Per me Imola non esiste. Non sono due dati confrontabili. Posso dire solo che quello di Campiglio è corretto”.

L’intera vicenda del test del sangue si conclude quando il giudice Monica Calassi respinge la richiesta dei carabinieri di richiamare i medici a deporre. Lo fa con una relazione conclusiva in cui si legge: “Una moltitudine di riscontri fanno emergere il ragionevole dubbio che il campione ematico di Marco Pantani sia stato manipolato al fine di ottenere la sua squalifica al Giro D’Italia del 1999. Ma a causa dell’omertà di alcuni soggetti, della genericità di alcune informazioni, della non procedibilità di alcune violazioni per intervenuta prescrizione, non si è potuto proseguire oltre nell’attività investigativa”.

Dopo Campiglio tutta Italia parla di Marco Pantani. La madre Tonina ci racconta di come casa loro, in quei giorni fosse sotto assedio dai giornalisti: “Sono uscita per andare a prendere da mangiare, si sono buttati sul cofano della macchina”.

La madre, il massaggiatore e il fisioterapista del campione ci raccontano il suo stato d’animo in quei giorni terribili. “Non riusciva a credere di essere passato da esempio per tutti a una specie di ladro. Si chiedeva perché nessuno avesse messo in dubbio che ci fosse stato un errore nelle analisi”.

Dopo qualche tempo, il Pirata rompe il silenzio e rilascia una storica intervista a Gianni Minà. “Rabbia, frustrazione, vergogna, sono diverse sensazioni che ho dentro. La mia coscienza era a posto ma non potevo fare nulla”, racconta Marco. “Non mi hanno riesaminato, non esiste una contro analisi, se avessi avuto la coscienza sporca avrei potuto pulire il mio sangue prima delle analisi di Campiglio, qualcuno mi ha voluto fregare. Non so come o perché ma sicuramente l’uomo è corrompibile e nel ciclismo si scommette molto”.

Quell’anno Marco decide di non presentarsi al Tour de France. “Lui era orgoglioso di essere un esempio per tutti con le sue vittorie. L’hanno portato a vergognarsi di vincere”, ci dice il suo fisioterapista Fabrizio Borra. Da Campiglio in avanti tutti sembravano cercare nel suo corpo la sostanza che non avevano mai trovato. In questo vortice di sospetti Pantani soffre e dedica molte energie a fronteggiare le polemiche, energie che poi mancano quando deve fronteggiare gli avversari.  

“A Campiglio l’hanno fregato”, dice la mamma. Resta da capire chi possa essere stato. Forse la risposta è da cercare nel giro di scommesse attorno al ciclismo: 200 miliardi di lire sono solo quelle ufficiali, poi ci sono le scommesse sommerse gestite dalla camorra. La criminalità organizzata nel 1999 aveva la possibilità di guadagnare fiumi di denaro se solo Pantani non avesse vinto quel Giro. In caso di vittoria, avrebbe rischiato la bancarotta per ripagare tutti gli scommettitori.

Il più celebre bandito d’Italia, Renato Vallanzasca, nella sua autobiografia conferma tutto questo: “Ero nel carcere di Novara. Un camorrista mi ha avvicinato e mi ha detto di scommettere su Pantani perdente”. Sette giorni quella conversazione il Pirata viene fermato a Madonna di Campiglio.

Il Boss Rosario Tolomelli viene intercettato durante una telefonata con un familiare, conferma tutto: “La camorra ha fatto perdere il giro d’Italia a Pantani facendolo risultare dopato”. Parole poi confermate da Augusto Latorre esponente della criminalità organizzata di Mondragone che nel 2014 ha raccontato ai carabinieri: “L’esclusione di Pantani era stata voluta da clan operanti su Napoli. Altrimenti la Camorra avrebbe dovuto pagare troppi soldi agli scommettitori com’era successo con Maradona”.

Ecco qui sotto tutte le sei parti dello Speciale Le Iene di Alessandro De Giuseppe.

Speciale de Le Iene: com'è morto Marco Pantani?

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