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Chiuse in casa col carnefice: femminicidi triplicati durante il lockdown

Il dossier sulle attività criminali nel 2020 del ministero dell’Interno: negli 87 giorni di lockdown i femminicidi sono stati tre volte più numerosi del periodo senza restrizioni

Femminicidi triplicati durante il lockdown. Il dato terribile e’ contenuto nel report Dossier Viminale, presentato dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Nei mesi di convivenza forzata tra le pareti domestiche c’e’ stato in media un femminicidio ogni due giorni. La relazione analizza il periodo che va dal 9 marzo al 3 giugno, contando 58 omicidi in ambito affettivo-familiare di cui 44 hanno avuto per vittima una donna. 

Un dato che va di pari passo con l’aumento dei reati in generale, nonostante la “reclusione” forzata a casa: +41% per le rapine, +13% per i furti, gli omicidi in generale che sono passati da 0,6 al giorno a 1,2.

Ma sono i delitti contro le donne, come abbiamo detto, a preoccupare maggiormente. Oltre il 53% degli omicidi avviene In generale in ambito familiare e di questi quasi il 70% ha per vittima una donna.

Vi abbiamo raccontato proprio di uno di questi tragici episodi, il femminicidio avvenuto alle porte di Milano, a Trucazzano. La vittima, Alessandra Cità, aveva 47 anni e faceva l’autista dell’Atm, da due  settimane era stata costretta a convivere per la quarantena con il compagno che voleva lasciare. L’uomo, che si è poi presentato nella caserma di Cassano d'Adda, ha confessato di averla uccisa sparandole alla testa con il fucile regolarmente detenuto in casa.

E’ diventato purtroppo un simbolo della violenza sulle donne durante la quarantena anche un video che vi abbiamo mostrato. Nelle immagini, condivise sui social, si vede una donna che suona il flauto dal terrazzo e viene bruscamente interrotta e aggredita da un uomo con cui vive. Su questa storia ha indagato poi in onda la nostra Veronica Ruggeri con il servizio che potete vedere cliccando qui). Purtroppo virali, durante il lockdown sono diventate anche le immagini di altre violenze subite da una donna da parte del suo convivente.

E infine, pochi giorni fa, dopo aver parlato di questo allarme nelle interviste con la psichiatra Nicoletta Gosio e con lo psicoanalista Maurizio Montanari, vi abbiamo raccontato la tragedia di Maria Paola Gaglione, la 20enne morta dopo uno scontro in motorino con il fratello, che l’avrebbe speronata perché contrario alla sua relazione con un ragazzo trans. Continuando a denunciare le violenze di genere che purtroppo continuano anche dopo la quarantena.

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