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La sabbia blocca il Mose: a rischio i nuovi test sull'opera | VIDEO

Oggi al via nuovi test alle dighe mobili che dovranno proteggere Venezia: nelle ultime prove la sabbia si insinuava sotto le paratie e ne impediva la chiusura. Funzionerà mai un’opera che ci è già costata più di cinque miliardi di euro? Il nostro Giulio Golia è andato di persona a controllare l’avanzamento dei lavori

La sabbia rischia di impedire al Mose di funzionare: la ciclopica opera che dovrebbe proteggere Venezia dall’acqua alta ha un nuovo problema. Negli ultimi test di funzionamento si è visto che, dopo il sollevamento delle immense paratoie che dovrebbero arginare il mare, la sabbia si insinua sotto gli alloggiamenti vuoti e impedisce così alle dighe mobili di ritornare alla posizione di partenza.

Non è ancora chiaro se si tratti di un problema isolato o se invece sarà un problema ricorrente: per questo oggi partiranno dei nuovi test per verificare il comportamento di altre paratoie che compongono il Mose. L’opera, secondo quanto detto dalle stesse autorità, dovrebbe diventare operativa nel 2022. Già da questo autunno, però, dovrebbe essere possibile attivare le dighe in caso di eventi eccezionali come quello che ha colpito Venezia l’anno scorso: due persone sono morte a causa dell’alta marea straordinaria e si sono registrati danni per miliardi di euro.

Cifre esorbitanti insomma, come quelle che è già costato il Mose finora: quasi 5,5 miliardi di euro di fondi pubblici e lavori che vanno avanti da quasi vent’anni, intervallati da inchieste giudiziarie che hanno portato in carcere varie persone e rallentato il completamento dell’opera. La promessa è che adesso il Mose sia finalmente quasi pronto: oltre il 90% della struttura è completata.

Ci sono però ancora tanti problemi da risolvere, e forse la promessa di un Mose sul punto di essere varato è ancora lontana dal realizzarsi. La più seria difficoltà è questa: una volta che l’opera sarà pronta, chi dovrà decidere e autorizzare la messa in funzione? Chi stabilirà i criteri per l’attivazione del Mose? Perché incredibilmente ancora non esiste una norma che stabilisca chi fa cosa. E sono passati quasi venti anni dall’inizio dei lavori.

Noi de Le Iene ci stiamo occupando di questo scandalo nazionale: con Giulio Golia, che potete vedere qui sopra, vi abbiamo mostrato il disastro provocato dall’ultima acqua alta a Venezia e vi abbiamo parlato di alcuni dei problemi che affliggono il Mose, tra cui i ritardi nella costruzione. È vero che l’opera è stata completata oltre il 90%? “Forse la parte strutturale, ma quella elettronica che comanda ed è più delicata? Nessuno lo sa”, ci ha detto il professore Giuseppe Gambolati.

Inoltre nel servizio vi abbiamo mostrato le condizioni di alcune paratoie sott’acqua, e l’immagine che ne è emersa non è proprio consolante: sabbia ovunque, un pezzo d’acciaio piegato come se fosse danneggiato, detriti e incrostazioni. C’è una paratoia sollevata dal fondo. Immagini forti, tanto che il Provveditorato delle Opere pubbliche del Triveneto ha chiesto di fare alcune verifiche al consorzio Venezia Nuova. Devono capire se le immagini che avete visto corrispondono allo stato attuale delle paratoie.

Insomma, il Mose sarà davvero pronto in autunno? A pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina…

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