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Omicidio Vannini, nuovi documenti esclusivi | VIDEO

Antonio Ciontoli è stato indagato per rapina da due prostitute nel 2000. Il procedimento è stato archiviato. In questa circostanza sarebbe stato difeso da Celestino Gnazi, attuale legale della famiglia di Marco Vannini (Ciontoli è stato condannato per l’omicidio del fidanzato della figlia, avvenuto nel 2015). Con Giulio Golia e Francesca Di Stefano, vi mostriamo il documento esclusivo che lo confermerebbe

Abbiamo la conferma di un'indiscrezione che da tempo circolava sul conto di Antonio Ciontoli. Una vicenda che potrebbe anche gettare ulteriori ombre sulla figura di Ciontoli, che, nell’ambito del processo per la morte di Vannini, secondo la ricostruzione processuale avrebbe sparato al ragazzo di 20 anni, fidanzato della figlia, nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015. Per questo è stato condannato in primo grado a 14 anni di carcere per omicidio volontario ridotti a 5 anni in secondo grado per omicidio colposo. La Cassazione ha annullato, il 7 febbraio scorso, questa sentenza e ha stabilito che il processo d’Appello è da rifare per lui e tutti i suoi familiari (clicca qui per l’articolo).

Ora a questa vicenda si aggiunge un nuovo elemento sul passato di Ciontoli. In una registrazione si sentiva affermare: “C’è un fascicolo all’interno della caserma di Carabinieri di Ladispoli dove è presente ‘Fascicolo personale Ciontoli Antonio’. All’interno di questo fascicolo c’è l’informativa… udite udite… che riguarda una rapina o estorsione, di preciso non lo so questo… che il Ciontoli avrebbe fatto nei confronti di una mignotta… dove il Ciontoli era stato difeso da Gnazi”, direbbe un ex ufficiale della Guardia di Finanza in una registrazione.

Se non vi abbiamo mai parlato di questa vicenda è perché mai nessuno era riuscito a trovare il documento che la confermasse o la smentisse.

I medici legali di Tor Vergata avrebbero trovato una ferita di 7 centimetri sul cuore del 21enne ucciso a Colleferro e gli organi interni tutti lesionati. A parlarci della brutalità del branco che avrebbe infierito su Willy Monteiro Duarte era già stato un testimone indiretto della rissa: “Gabriele gli ha dato un calcio al torace e un pugno alla tempia, poi una volta a terra lo hanno colpito tutti”

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