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Omicidio Vannini: è il giorno della Cassazione. Fuori sostenitori anche per Federico Ciontoli: “Innocente” | VIDEO

Alle 10 di oggi è iniziata l’udienza che dovrebbe concludersi con la sentenza della Cassazione per la morte di Marco Vannini. La famiglia di Antonio Ciontoli condannata a vario titolo per questo omicidio teme il carcere come hanno scritto in una recente lettera. Presenti in aula Martina e Federico Ciontoli. Seguiamo anche questa giornata con Giulio Golia e Francesca Di Stefano 

 

Sono fiduciosa, spero che finalmente arrivi la giustizia dopo 6 anni”. Così Marina e Valerio Vannini hanno detto entrando in tribunale a Roma. Alle 10 di oggi è iniziata l’udienza che dovrebbe concludersi con la sentenza in Cassazione per l’omicidio del loro figlio Marco, ucciso appena 20enne con un colpo di pistola la notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 nella casa della sua ex fidanzata. 

Antonio Ciontoli è stato condannato nell’Appello bis a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale. Per i suoi figli Federico e Martina, l’ex fidanzata di Marco, e la moglie Maria Pezzillo la condanna è stata a 9 anni e 4 mesi per concorso anomalo in omicidio volontario. Da tempo vi raccontiamo questo caso con Giulio Golia e Francesca Di Stefano che anche oggi stanno seguendo la giornata per noi. L’udienza potrebbe mettere la parola fine a una lunga vicenda giudiziaria e umana. Per la prima volta all’esterno del palazzo di Giustizia sono presenti anche alcuni sostenitori di Federico Ciontoli. Si sono presentati con uno striscione nero con sopra una scritta bianca: “Federico innocente”. Così hanno accolto lui e sua sorella Martina, presenti in aula. 

Sono stati in silenzio per 6 anni e oggi si mettono a parlare sui social. Credo che i giudici ormai hanno ben chiaro tutto quello che è successo”, ha detto Valerio Vannini. Il papà di Marco fa riferimento alla lettera di Martina Ciontoli: “Non ho mai davvero pensato al carcere neanche come ipotesi nel mio futuro di fronte alla consapevolezza della verità. Fra poco probabilmente dovrò confrontarmi con questa possibilità”, scriveva Martina, la figlia di Antonio Ciontoli, parlando anche di un abbraccio che vorrebbe mandare ai genitori di Marco “ma a questa immagine inorridiscono. Per loro è impensabile e io devo accettarlo e rispettarlo”. 

Uno si pente subito dopo l’evento, non dopo 6 anni. Quale abbraccio vuole darci Martina? Noi vogliamo solo giustizia”, ha aggiunto Valerio. “Speriamo di mettere la parola fine e la conferma della sentenza dell’Appello bis con il riconoscimento dell’omicidio volontario. Solo così Marco può riposare in pace”, ha detto Roberto Carlini, lo zio di Marco. Anche lui ha commentato la lettera di Martina Ciontoli: “Hanno contribuito a destabilizzarci. Per noi è una scelta tardiva, lei non si è mai fatta viva. Sarebbe stato più comprensibile scrivere alla famiglia perché per loro è sempre stata come una figlia. Comunque vada oggi non vince nessuno né i Vannini, né i Ciontoli. Sarebbe solo togliere una pena in meno a questa famiglia che ha già perso un figlio”. 

Marco Vannini, ucciso a 20 anni dal padre della fidanzata

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