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“Metà popolazione immune”, Mosca riapre bar e discoteche. Merito del vaccino Sputnik V?

In Russia i casi di coronavirus sono ancora vicini a quota 20mila, ma nella capitale le autorità sanitarie hanno annunciato che “metà della popolazione è immune” e ha rimosso praticamente tutte le restrizioni. Bar, ristoranti e discoteche tornano ad aprire. Per le autorità è anche grazie al vaccino Sputnik V, anche se ci sono dubbi sui veri numeri della campagna di immunizzazione

Bar, ristoranti e discoteche che riaprono, restrizioni ormai quasi completamente annullate, una vita che tende a tornare alla normalità. E’ questo che sta accadendo a Mosca: nella capitale della Russia le autorità sanitarie hanno annunciato che “metà della popolazione è immune”, e quindi le limitazioni imposte per contenere il coronavirus non sarebbero più necessarie.

Negli ultimi 7 giorni a Mosca si sono registrati in media meno di 3mila contagi giornalieri, e i posti negli ospedali dedicati ai pazienti Covid-19 sono occupati per meno del 50%. Come si è arrivati a questo? Grazie anche - almeno secondo le autorità russe - alla corsa alla vaccinazione con lo Sputnik V, iniziata il 5 dicembre nella capitale e il 10 in tutto il paese. Un vaccino che come vi abbiamo raccontato è disponibile anche al supermercato.

La situazione della Russia, bisogna dire, non è certo rose e fiori: ieri i casi sono stati 17.464, con una media settimanale di 19.794 nuovi positivi giornalieri. Le vittime ieri sono invece state 580, sopra alla media settimanale di 537 morti quotidiani per il coronavirus. Nella capitale però le cose sembrano andare un pochino meglio: negli ultimi 7 giorni i casi medi sono stati “meno di 3mila”, ha annunciato il sindaco Serghei Sobyanin.

Come detto le autorità russe hanno elogiato l’efficacia e la distribuzione del vaccino Sputnik V, anche se i dati sul numero di vaccinati non sono pubblici. Nei giorni scorsi le stime parlavano di circa un milione di persone inoculate, quasi tutte a Mosca: ma considerando che la capitale russa ha circa 12 milioni di abitanti, sarebbe una quota ben lontana dalla metà della popolazione immune.

Insomma mentre la Russia elogia il suo vaccino, rimangono dubbi sullo Sputnik V, sono solo sulla sua effettiva distribuzione ma anche sulla reale efficacia: i risultati della fase 3 della sperimentazione del prodotto infatti non sono stati resi pubblici. Ciò non ha fermato però l’Europa, alle prese con le difficoltà con la sua campagna vaccinale e con i nuovi problemi con AstraZeneca a prendere in considerazione la verifica e l’acquisto dello Sputnik V.

L’Agenzia europea del farmaco, come abbiamo detto, sta valutando l’approvazione del vaccino russo per permettere eventualmente all’Ue di acquistarlo. Ma c’è già chi si è mosso in questa direzione: l’Ungheria pochi giorni fa ha autonomamente approvato lo Sputnik V, con un duro atto d’accusa all’Unione europea. “Se da Bruxelles le dosi arrivano a questa velocità, siamo costretti a ricorrere a fonti alternative”, ha dichiarato il portavoce del primo ministro Gergely Gulyas.

E anche l’ambasciatore italiano a Mosca Pasquale Terracciano ha deciso di farsi inoculare il prodotto russo, ufficialmente per “ragioni famigliari”. La stessa scelta è stata fatta da Melita Vujnovic, la rappresentate di Mosca all’Organizzazione mondiale della sanità. Anche la vicepresidente ed ex presidente dell’Argentina Cristina Kirchner lo ha ricevuto lunedì. Insomma, la discussione sul vaccino russo resta aperta: sarà lo Sputnik V a soccorrere l’Europa in difficoltà con l’immunizzazione contro il coronavirus?

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