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Bramini, i ministri Calenda e Madia scrivono al presidente della Sicilia

L’imprenditore Sergio Bramini, fallito nonostante 4 milioni di crediti con lo Stato, il 18 maggio verrà sgomberato anche da casa. Ha chiesto aiuto al governo, che si muove, ma non basta

Sergio Bramini ha lanciato una settimana fa un appello al governo. L’imprenditore è fallito, nonostante i 4 milioni di euro di crediti mai pagati dallo Stato, e il 18 maggio è previsto pure lo sgombero dalla sua casa.  Chiedeva aiuto al premier Paolo Gentiloni e ai ministri dell'Interno Marco Minniti, dell’economia Pier Carlo Padoan, dello sviluppo economico Carlo Calenda e della pubblica amministrazione Marianna Madia.

Abbiamo contattato il governo e i ministri citati, che si sono interessati al caso ma per ora, in concreto non sono riusciti a fermare nemmeno lo sgombero da casa di Bramini.

I ministri Calenda e Madia, come potete vedere anche dal documento che riportiamo sotto in originale, hanno scritto al neopresidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, da cui si attende una risposta. Ecco quanto hanno scritto.

“In recenti puntate della trasmissione televisiva ‘Le Iene’ è stato rappresentato, anche attraverso un appello rivolto ai sottoscritti Ministri, il problema dell’imprenditore sig. Sergio Bramini, ex titolare della ICOM SPA, il quale a causa di ingenti crediti non liquidati vantati, in particolare, nei confronti di amministrazioni siciliane operanti nel settore della gestione rifiuti, sarebbe stato costretto al fallimento.  Il sig. Bramini, a causa della mancata riscossione dei crediti, si sarebbe esposto economicamente verso diversi istituiti di credito che, conseguentemente, starebbero agendo per lo sfratto esecutivo dalla sua abitazione.

In questi anni il Governo italiano si è impegnato per la progressiva riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, anche grazie all’istituzione di un meccanismo di monitoraggio costante del processo di estinzione dei loro debiti commerciali.

Tuttavia, nel caso di specie, considerato che - dopo una rapida istruttoria svolta -  i crediti sembrerebbero principalmente derivanti da rapporti commerciali con enti territoriali della Regione siciliana, a prescindere dalle pur complesse vicende che riguardano la specifica procedura fallimentare, Le chiediamo di valutare la possibilità di svolgere ulteriori approfondimenti in merito e di volerci tenere aggiornati sugli eventuali sviluppi della vicenda”.   


Un primo passo, ma troppo poco per risolvere la situazione dell’imprenditore. Noi de Le Le Iene da tempo seguiamo il caso Bramini e certo non ci fermeremo qui.

Ecco le ultime tappe della sua storia. Avevamo seguito il caso Bramini con i due servizi della Iena Alessandro De Giuseppe “Quando lo Stato non paga i debiti” e “Quando lo Stato ti porta via tutto”.  Lo sgombero era previsto per il 16 aprile: avevamo seguito anche il sit-in convocato a Monza per cercare di fermarlo. In una giornata concitata e piena di colpi di scena che vi abbiamo raccontato anche in diretta via Facebook, lo sgombero era stato posticipato all’1 giugno.

Oltre il danno, ora è arrivata anche la beffaè stato anticipato al 18 maggio, perché il primo giugno, a causa della Festa della Repubblica dell'indomani, le forze dell’ordine potrebbero essere sotto organico. Bramini intanto si è appellato anche alla neopresidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, visto che la sua casa è stata scelta come domicilio parlamentare dal senatore Gianmarco Corbetta (M5S).

Domenica 29 aprile è andato in onda un nuovo servizio di Alessandro de Giuseppe sul caso (con tanto di fuga di un giudice dalle sue domande).

Sulla vicenda, il 24 aprile, il presidente del Tribunale di Monza, Laura Cosentini, ci aveva inviato i propri "Chiarimenti sulla vicenda giudiziaria del sig. Bramini", che potete leggere integralmente cliccando qui sotto.

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In precedenza, il 6 aprile, il presidente del Tribunale di Monza ci aveva mandato i propri "Chiarimenti sul servizio 'Quando lo Stato ti porta via tutto'". Potete leggere anche questi cliccando qui sotto.

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Qui sotto trovate tutti i servizi e gli articoli che abbiamo dedicato al caso Bramini.

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