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News | di Matteo Gamba |

Massacrato davanti ai figli: le rose fuori e le perizie in aula | VIDEO

Prima udienza ad Asti del processo per il pestaggio di Iasen, ridotto in stato vegetativo due anni e mezzo fa per una lite condominiale.  Con una rosa bianca in mano come aveva chiesto la moglie, con un appello video su questo sito

È iniziato finalmente al Tribunale di Asti, due anni e mezzo dopo i fatti, il processo per il pestaggio di Iasen, ridotto in stato vegetativo per una lite condominiale, un caso che stiamo seguendo passo per passo, dopo averne parlato per primi con Nina Palmieri

Fuori, come racconta nel video qui sopra Mattia Alfano, l’avvocato della famiglia di Iasen (tutti i nomi sono di fantasia e i volti di moglie e figli sono oscurati per tutelare i minori coinvolti), chi voleva sostenere la famiglia è arrivato ieri con una rosa bianca in mano, “simbolo della non violenza”, come aveva chiesto Milena nell’appello video che ci ha mandato. “Speriamo che la giustizia faccia il suo dovere, sono senza parole…”, dice Milena.

In aula, la difesa ha chiesto un incidente probatorio, per acquisire la testimonianza dei minori figli di Iasen che, come hanno raccontato nel servizio di Nina Palmieri, hanno assistito al massacro del padre dal balcone. Il giudice l’ha negato perché, secondo lui, avrebbe provocato uno stress eccessivo ai ragazzi.

La difesa dei presunti aggressori, tre fratelli dell’Est Europa, come la vittima, ma di un altro Paese, rimasti finora a piede libero, ha chiesto il rito abbreviato, condizionato a una nuova perizia medico legale, che possa ricostruire la vicenda. La difesa ha chiesto l’acquisizione delle testimonianze di due connazionali di Iasen presenti ai fatti.

Il giudice ha ammesso le richieste, rinviando il processo al 28 settembre per il giuramento del perito. “Quel giorno sarà fondamentale la presenza di un consulenze che possa assistere la famiglia e dunque formuliamo un nuovo appello a tutti i medici legali che vorranno aiutare”, ci ha detto al telefono l’avvocato Alfano dopo la conclusione dell'udienza.

“Siamo molto dispiaciuti per aver perso la possibilità di far raccontare ai ragazzi quanto hanno visto: seppur è vero che appare indubbia la ricostruzione della vicenda, li avrebbe certamente aiutati da un punto di vista psicologico essere parte attiva nel raccontare quanto visto accadere al proprio padre”, conclude “Ringraziamo i cittadini di Asti che questa mattina sono passati a supportare la famiglia e confidiamo nell'aiuto di validi medici legali che ci possano supportare in questa battaglia per la giustizia.”


Il 3 dicembre 2017 vi abbiamo raccontato per primi questa storia con Nina Palmieri, nel servizio che vi riproponiamo in basso assieme agli altri articoli principali dedicati al caso. A raccontarci la tragedia sono stati proprio tre dei quattro figli, allora tutti minorenni, che dal balcone hanno assistito terrorizzati alla scena. Iasen, 40 anni, nel marzo 2016, dicono, è stato pestato a sangue con “bastoni, mazze e spranghe di ferro”, come recita anche la richiesta di rinvio a giudizio.

Prima di essere ridotto nelle condizioni che vedete sopra nella foto, Iasen era un ex militare di un metro e novanta per 100 chili (per questo non abbiamo oscurato il suo volto, ci ha già pensato questa tragedia a renderlo irriconoscibile).

Tutto per l’ultima di una lunga serie di liti, in un piccolo condominio, per il frastuono che arrivava alla famiglia di Iasen dal piano di sotto dove abitano i tre fratelli. L'uomo scende, alterato, per fermare una festa con tanto di gazebo che si teneva in cortile: da un diverbio si sarebbe passati suo pestaggio sistematico, prima all'aperto e poi dentro a un garage.

Dopo il servizio, vi abbiamo raccontato su questo sito di come la famiglia di Iasen abbia finalmente trovato un avvocato e dei vari passi processuali, dalla chiusura indagini alla richiesta di rinvio a giudizio, come anche di una inquietante minaccia in ospedale. I presunti aggressori sono ancora liberi, con il rischio per la famiglia di incrociarli, come è già avvenuto, nello stesso paese dove sono rimasti tutti a vivere. Noi, naturalmente continueremo a tenervi aggiornati su questa storia terribile.

Guarda qui sotto il servizio e i gli articoli principali che abbiamo dedicato al caso.


 

Massacrato davanti ai figli: gli articoli e il servizio

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