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Bramini il giorno dello sgombero: “Aspetto buon senso dalle autorità”

Oggi, 18 maggio, è previsto alle 14 lo sgombero da casa dell’imprenditore Sergio Bramini, fallito con un credito di 4 milioni mai pagati dallo Stato. Noi de Le Iene ci siamo: ecco il suo appello

Io non ho paura ma chiaramente non mi sento tranquillo”. Oggi, venerdì 18 maggio, è previsto per le 14 lo sloggio di Sergio Bramini, l'imprenditore fallito nonostante avesse 4 milioni di crediti mai pagati dallo Stato: “E’ previsto che le forze di polizia vengano in assetto quasi da guerriglia e non vorrei che qualcuno si faccia male perché mi sentirei responsabile”, dice nel video che vedete qui sopra. Sergio è visibilmente preoccupato mentre, intervistato dal nostro Alessandro De Giuseppe, aspetta l’arrivo delle forze dell’ordine. “Sono qua che aspetto sempre un cenno di buon senso da parte delle autorità. Le forze dell’ordine, di cui ho avuto sempre grande stima, eseguono ordini e sono comandate dalla magistratura quindi sono perfettamente scevri dal voler commettere, come in questo caso, violenza gratuita”.

Con la Iena Alessandro De Giuseppe abbiamo seguito e continueremo a seguire la sua vicenda e la lotta per impedire allo Stato di portargli via anche la sua abitazione a Monza. Tanti cittadini, imprenditori, e anche alcuni politici, si sono uniti alla causa di Sergio. E’ intervenuto perfino il presidente dell'Enpa di Monza, Giorgio Riva, che ha aperto le porte ai due cani di Bramini.

Noi abbiamo seguito questa incredibile vicenda, per primi, sin dall'inizio. Ci siamo fatti portavoce dell'appello dell'imprenditore di Monza ai ministri Minniti, Padoan, Calenda e Madia, insieme al primo ministro Gentiloni, con la speranza che sospendessero lo sloggio e cercassero una soluzione definitiva.

Abbiamo ottenuto una lettera, a firma del ministro dello Sviluppo economico Calenda e della Pubblica amministrazione Madia, rivolta al presidente della Regione Sicilia, ente da cui Bramini attende una percentuale importante di denaro per la sua attività di riciclaggio dei rifiuti. Ma non ci sono stati sviluppi ulteriori.

Ecco le tappe della sua storia. Avevamo seguito il caso Bramini con i due servizi della Iena Alessandro De Giuseppe “Quando lo Stato non paga i debiti” e “Quando lo Stato ti porta via tutto”.  Lo sgombero da casa era previsto per il 16 aprile: c’eravamo anche per il sit-in convocato a Monza per cercare di fermarlo. In una giornata concitata e piena di colpi di scena, che vi abbiamo raccontato anche in diretta via Facebook, lo sgombero era stato posticipato all’1 giugno.

Oltre il danno, poi è arrivata anche la beffa: lo sgombero è stato anticipato al 18 maggio, perché il primo giugno, a causa della Festa della Repubblica dell'indomani, le forze dell’ordine potrebbero essere sotto organico. Bramini intanto si è appellato anche alla neopresidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, visto che la sua casa è stata scelta come domicilio parlamentare dal senatore Gianmarco Corbetta (M5S). Domenica 29 aprile è andato in onda un nuovo servizio di Alessandro de Giuseppe sul caso (con tanto di fuga di un giudice dalle sue domande).

Allo sgombero è prevista per le 11 la presenza anche del leader della Lega, Matteo Salvini, mentre ieri sera il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ha incontrato a casa l’imprenditore.

Noi, naturalmente, ci siamo con Alessandro De Giuseppe, per sostenere Sergio e combattere un'ingiustizia.

Sulla vicenda, il 24 aprile, il presidente del Tribunale di Monza, Laura Cosentini, ci aveva inviato i propri "Chiarimenti sulla vicenda giudiziaria del sig. Bramini", che potete leggere integralmente cliccando qui sotto.

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In precedenza, il 6 aprile, il presidente del Tribunale di Monza ci aveva mandato i propri "Chiarimenti sul servizio 'Quando lo Stato ti porta via tutto'". Potete leggere anche questi cliccando qui sotto.

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Qui sotto trovate tutti i servizi e gli articoli che abbiamo dedicato al caso Bramini.

Bramini, i nostri articoli e i servizi sul caso

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