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Omicidio Vannini, Ciontoli: “Siamo persone normali, non meritiamo questo male”

Antonio Ciontoli chiede il perdono alla famiglia di Marco Vannini. Lo fa nella seconda parte dell’intervista a “Storie maledette” di Franca Leosini su Rai3. Nel corso della puntata, l’ex ufficiale della Marina ha parlato anche dell’ipotesi che a sparare non sia stato lui: “Mio figlio è diventato bersaglio di certe trasmissioni” con riferimento a Le Iene e all’intervista esclusiva a Davide Vannicola di Giulio Golia e Francesca Di Stefano

Alla famiglia di Marco Vannini chiedo perdono e misericordia”. Antonio Ciontoli si riferisce direttamente a Valerio e Marina, i genitori del ragazzo ucciso il 18 maggio 2015 nella villetta di Ladispoli. L’ex ufficiale lo ha detto nella seconda puntata di “Storie maledette”, ospite di Franca Leosini, su Rai3. Nella prima parte dell’intervista ha ricostruito le ultime ore di vita di Marco, provoncado l'indignazione della mamma del ragazzo. In questa vicenda sono ancora molte le domande aperte, a cui noi de Le Iene abbiamo provato a dare una risposta nello speciale “Bugie e verità” di Giulio Golia e Francesca Di Stefano.

“Sono fermo a quel maledetto giorno, il tempo si è fermato a quella data. I genitori di Marco ci hanno comprensibilmente chiuso le porte, io cerco uno spiraglio di perdono”, ha detto Ciontoli. "Questo è il mio fardello. Sopravvivere a quel poco che resta della mia dignità”.

Nel corso dell’intervista, Ciontoli ha parlato anche di “certe trasmissioni” (con chiaro riferimento a Le Iene) che hanno sollevato dubbi sull’ipotesi che a sparare non sia stato lui. “Non me lo spiego perché mio figlio Federico sia diventato il bersaglio di certe trasmissioni. E non so da chi sia partita questa lotta contro di lui”, ha detto Ciontoli. “I media dovrebbero aiutare una mamma disperata per la perdita di un figlio. A lei è dovuto e permesso tutto. Aiutarla non significa innescare dei dubbi per il solo scopo del processo mediatico”.

Noi de Le Iene ci siamo occupati di chi avesse sparato quella notte: secondo Davide Vannicola sarebbe stato uno dei familiari di Ciontoli e non Antonio, come ha raccontato in esclusiva a Giulio Golia. "Questo signore è un millantatore e non lo conosco", ha detto Ciontoli a Rai3.

Davide Vannicola, amico dell'ex comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo, racconta a Le Iene: "Un giorno Izzo mi viene a trovare in negozio e mi dice: 'Amico mio, forse ho fatto una cazzata, che forse a livello di coscienza non si può recuperare perché è morto un ragazzo. E' una cosa che mi porterò dentro tutta la vita'". Poi l'ex comandante, a dire di Vannicola, gli avrebbe chiesto: "Hai sentito parlare del caso Vannini?", e gli avrebbe confidato questo dettaglio clamoroso, come racconta Vannicola: “Ciontoli aveva chiamato Izzo dicendo 'Hanno fatto un guaio grosso, mi devi aiutare, c'è il ragazzo di mia figlia ferito nella vasca”. "Hanno fatto?", "Sì, gli aveva detto così", conferma Vannicola a Golia. Se la testimonianza venisse confermata, Ciontoli avrebbe spiegato implicitamente di non essere stato lui a sparare, ma qualcun altro.

Dopo Le Iene sia Davide Vannicola che Roberto Izzo sono stati ascoltati dalla Procura di Civitavecchia. Il maresciallo Izzo avrebbe risposto alle domande dei magistrati e non si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.

Io e mia moglie viviamo chiusi in casa, io esco in orari meno affollati per andare a fare un po’ di spesa. I miei figli vivacchiano, lavoricchiano lontano da me", dice Ciontoli. "Stiamo soffrendo anche noi è come vivere in un carcere a cielo aperto". L'ex sottoufficiale della Marina distaccato ai Servizi segreti ha poi parlato della sua situazione lavorativa: "Sono sospeso dal servizio e al minimo dello stipendio".

Guarda qui sotto i servizi e gli articoli dedicati all'omicidio di Marco Vannini e lo Speciale "Bugie e verità" di Giulio Golia e Francesca Di Stefano. 

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