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Pfas: 136 milioni per salvare 300mila veneti dai veleni

Per bonificare dai veleni finiti nella falda acquifera di un’area compresa tra le province di Padova, Vicenza e Verona servono 136,8 milioni di euro. L'azienda prodotti dalla Miteni, che li ha prodotti, però è fallita e non pagherà. Nadia Toffa si è occupata dal 2016 di questo disastro ambientale

Trecentomila persone in Veneto sono state contaminate o sono comunque a rischio per i veleni finiti nella falda acquifera. Per bonificare l’area servono 136,8 milioni di euro. Lo ha certificato l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Questo è il bilancio economico del caso Pfas, di cui ci siamo occupati dal 2016 con Nadia Toffa, al centro del quale c'è la Miteni, l'azienda che produceva le pericolose sostanze perfluoroalchiliche usate come impermeabilizzanti per pentole tessuti, scarpe e persino i cartoni della pizza.

L’area a rischio interessa parte delle province Padova, Vicenza e Verona. La Miteni infatti 50 anni fa è stata costruita proprio sopra la falda acquifera che rifornisce questa zona.

Gli indagati per questo disastro sono da pochi giorni 13. Mentre il processo va avanti una certezza c'è già: la Miteni non pagherà un euro dei milioni necessari per la bonifica perché ha chiuso l'attività il 26 ottobre scorso dopo aver presentato istanza di fallimento.

Quindi deve intervenire lo Stato che ha già previsto 90 milioni per la bonifica dell'intera area.

Noi avevamo denunciato questa emergenza già nel 2016 con Nadia Toffa, che ha poi realizzato altri due servizi su questo argomento.

Guarda qui sotto tutti i servizi di Nadia Toffa e gli articoli sul caso Pfas.

Caso Pfas: emergenza ambientale in Veneto

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