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Ramunni, vittime del Re della truffa con figli malati: la raccolta fondi | VIDEO

Adele e Antonio Quarta  sono state le prime vittime di Stefano Ramunni. Il re della truffa, incastrato e arrestato grazie a Giulio Golia, ha approfittato di loro, che hanno due figli affetti dalla sindrome di Duchenne. Ora Sergio e Marco sono morti, ma ci sono bollette arretrate da pagare per 27mila euro: noi de Le Iene vogliamo aiutarli con una raccolta fondi

Sono state le prime vittime di Stefano Ramunni, conosciuto come il “re della truffa”. Oggi la famiglia Quarta rischia di vivere un dramma nel dramma, come ci ha raccontato Giulio Golia nel servizio che vi riproponiamo qui sopra. Per questo noi de Le Iene vogliamo aiutare Adele e Antonio Quarta con una raccolta fondi che potete sottoscrivere sulla piattaforma Gofundme.

CLICCA QUI PER LA RACCOLTA FONDI DESTINATA ALLE VITTIME DI RAMUNNI SULLA PIATTAFORMA GOFUNDME

Per anni la coppia ha assistito i due figli affetti dalla sindrome di Duchenne.  Le cure e i macchinari a cui erano attaccati per vivere hanno fatto accumulare debiti e ritardi nei pagamenti delle bollette tanto da rischiare il pignoramento della casa. I due fratelli Sergio e Marco sono morti (il primo nel 2016, l’altro a inizio ottobre) e ora i due genitori devono fare i conti con il dolore per la loro scomparsa e con la situazione economica.

“Entrambi i figli sono stati per 20 anni attaccati alle macchine e i genitori, che vivono solo della pensione di 800 euro di Antonio, hanno accumulato un debito con le società di luce e gas, oltre a tasse rifiuti e quant'altro”, spiega Stefano Gallotta, avvocato della famiglia. “Con la morte di Marco, viene a cadere il presupposto per cui non si è mai provveduto a staccare le utenze, che erano nell'elenco delle forniture non disalimentabili. Dopo 40 anni a gestire i figli malati i due genitori rischiano il pignoramento della casa e di finire per strada”.

Ramunni ha approfittato di loro proprio nel momento del bisogno. I Quarta sono andati in tv per raccontare la loro storia nel tentativo di ricevere una mano da qualcuno. Proprio a uno di questi appelli ha risposto il Re della truffa. “Un prete ci ha contattato per donarci 1.000 euro, ma ci ha chiesto di mandargli la carta d’identità di Marco”, spiega Antonio. Il prete sparisce e a casa dei Quarta arriva un telegramma dalla società American Express. “Ci dicevano che Marco aveva aperto una carta, ma era impossibile”, dice la mamma. Qualcuno aveva rubato l’identità del ragazzo approfittando della sua tragica situazione. Quel prete, in realtà, era il truffatore Ramunni.

Giulio Golia si mette sulle tracce dell'uomo, che è riuscito a truffare perfino la moglie. “Mi ha rovinato la vita”, dice lei. E pure il suo complice è rimasto scottato: “Non guarda in faccia a nessuno, amici compresi”. Così come i suoi amanti: “Non merita pietà, ha fatto tanto del male”. Ramunni è talmente pieno di denunce e procedimenti aperti a suo carico da fingersi morto, con un documento falso fatto talmente bene che le procure di mezza Italia ci sono cascate.

Negli anni l’uomo è arrivato a rubare moltissime identità fingendosi medico, avvocato, prete, finanziere. Ed è finito in carcere a Treviso. Peccato però che nonostante una sentenza del Riesame e il parere negativo del pm, dopo un paio di mesi il giudice Angelo Mascolo lo abbia scarcerato, come potete vedere nel servizio cliccando qui. Con lui è uscito pure il suo complice.

Li abbiamo beccati insieme a Genova con in tasca altri documenti falsi. Con Giulio Golia abbiamo filmato il nuovo arresto di Ramunni. Lui e il suo complice Giovanni Chiaramonte sono stati condannati rispettivamente a 5 e 3 anni di carcere, pena da poco ridotta di un anno.

Il dramma della famiglia Quarta però, con l’arresto, non è finito. Ora ci sono bollette arretrare e debiti per 27mila euro che devono essere pagati per non rischiare il pignoramento della casa. È possibile aiutare Adele e Antonio Quarta con una donazione libera, tanto o poco che sia, per fargli capire che in questo incubo non sono soli.

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