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Nuovo processo per Ramunni, “il re della truffa” arrestato grazie a Le Iene | VIDEO

Il truffatore seriale Stefano Ramunni e il suo complice Giovannni Chiaramonte, specializzati nei furti di identità, sono stati rinviati a giudizio per una serie di truffe ai danni di negozi di Treviso. Con Giulio Golia siamo riusciti a farlo arrestare nel 2018, dopo una serratissima “caccia all’uomo”

Nuovi guai per il “re della truffa” Stefano Ramunni, l’uomo arrestato nel 2018 dopo che Giulio Golia l’aveva trovato e intervistato nel servizio che potete vedere qui sopra.

Per lui e per il suo complice Giovanni Chiaramonte, già condannati rispettivamente a 5 e 3 anni per truffa, adesso arriva un nuovo colpo. I due sono infatti stati rinviati a giudizio per una serie di truffe che sarebbero avvenute ai danni di negozi della zona di Treviso, oltre che per il furto di documenti all’interno dell’abitazione di un avvocato. Al momento del fermo i due avrebbero addirittura mostrato documenti di identità dello Stato del Vaticano.  

Parliamo di un uomo, di cui vi aveva raccontato Giulio Golia, capace di falsificare il suo certificato di morte e di inviarlo ai tribunali di mezza Italia per bloccare i processi a suo carico. 

Ramunni era già finito in carcere grazie alla nostra “caccia all’uomo”, dopo che erano arrivate numerose vostre segnalazioni. Era stato rimesso in libertà con obbligo di firma a Milano e si era dato subito subito dopo latitante. La Iena Giulio Golia si è messo sulle sue tracce per incontrarlo. Gli è sfuggito la prima volta, di poco, mentre il re della truffa si stata già preparando a colpire ancora.

Nel primo servizio sul truffatore seriale del 28 febbraio 2018, abbiamo raccontato i mille colpi di Ramunni, uomo dalle svariate identità e dall’indubbio genio (del male), che ha raggirato non solo parenti, amici, soci, banche e sconosciuti. Tra i primi che abbiamo incontrato c’è Marco, costretto da 20 anni a letto da una grave malattia, truffato anche lui da Ramunni, e che ora, dice la madre, “vuole morire per i debiti in cui è finito”.

Giulio Golia, grazie alla segnalazione di alcuni ragazzi, l’ha beccato a Genova: giusto il tempo per un’intervista e poi l’ha lasciato nelle mani delle forze dell’ordine. Era stato rilasciato dal gip Angelo Mascolo che, intervistato poi dalla nostra Iena ammetterà con qualche difficoltà l’errore, nell’ultimo di una serie di servizi da vedere e rivedere che vi riproponiamo qui sotto. Per lui l’obbligo di dimora e di firma a Milano era sufficiente a fermare i reati del 54enne.

Come vi abbiamo mostrato, tutto ha fatto Ramunni con il suo complice fuorché recarsi a Milano. Arrivati a Padova i due sono rimasti chiusi per tre ore in un Internet Point. Golia ha controllato le carte stampate da Ramunni e il suo complice, appena fuggiti: tra codici fiscali, documenti e nominativi di persone residenti in Svizzera, sono saltati fuori anche i dati del neodeputato del Movimento 5 Stelle, Alvise Maniero (l’ex sindaco di Mira ha poi denunciato Ramunni, che probabilmente stava cercando di rubargli l’identità).

Ecco qui in basso tutti gli articoli e i servizi che abbiamo dedicato al caso Ramunni.

 

Ramunni, tutti i servizi sul caso

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