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Rissa per amore, dopo Le Iene arriva il divieto di avvicinamento | VIDEO

Marco, il ragazzo che avrebbe aggredito Cristian con un collo di bottiglia, di cui vi abbiamo parlato nel servizio di Matteo Viviani, dopo il nostro servizio è indagato per tentato omicidio. Intanto, è arrivato anche un provvedimento restrittivo nei confronti del 26enne: non può avvicinarsi a Cristian

Dopo essere finito sotto indagine per tentato omicidio in seguito al servizio di Matteo Viviani, nei confronti del 26enne Marco è arrivato anche un provvedimento restrittivo: non può avvicinarsi a Cristian. Nel caso dovesse violare la restrizione, finirebbe direttamente in carcere. A raccontarci questa storia è stato Cristian, il ragazzo che Marco avrebbe colpito al collo con una bottiglia rotta per una rivalità amorosa. Dopo mesi dall’aggressione, ha raccontato Cristian a Matteo Viviani, le forze dell’ordine non erano ancora intervenute in alcun modo.

Dopo la rissa, infatti, Cristian viene portato da ambulanza e carabinieri in ospedale, dove esce con una prognosi di 20 giorni, per cui la denuncia sarebbe dovuta partire direttamente dall’ospedale. Ma nei mesi successivi le forze dell’ordine non sembrano prendere provvedimenti.

“Il carabiniere che mi ha fatto il verbale continuava a sminuire la cosa”, ha raccontato Cristian alla Iena. Si scopre così che la denuncia per aggressione non era nemmeno partita, nonostante le ripetute sollecitazioni che il ragazzo avrebbe fatto.

Dopo il nostro servizio, i Carabinieri di Chiassi hanno presentato con mesi di ritardo la denuncia ai danni di Cristian, che è sfociata in un’indagine per tentato omicidio.

Nella mattina di ieri si è tenuto l’interrogatorio di garanzia a Marco, che si è avvalso davanti al giudice della facoltà di non rispondere.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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