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Willy si poteva salvare? L'aggressione e i soccorsi: ecco cos'è successo

La ricostruzione momento per momento dell’aggressione del 21enne Willy Monteiro Duarte. E una domanda: si poteva salvare? È stato pestato a 250 metri dal Pronto Soccorso ma l’ambulanza ci ha messo 40 minuti ad arrivare. Non solo, Willy è stato picchiato a 15 metri dalla caserma dei carabinieri. Abbiamo contattato il comandante di compagnia di Colleferro, Ettore Pagnano, che ci ha raccontato cosa è accaduto. Contestato intanto ai 4 arrestati l'omicidio volontario

Willy Monteiro Duarte poteva essere salvato? Ci sono stati ritardi nei soccorsi? Ce lo chiediamo alla luce di tutta una serie di documenti, immagini, testimonianze e racconti.

La ricostruzione di quello che è avvenuto sabato notte a Colleferro è ancora frammentaria con i 4 arrestati che continuano a rimpallarsi le responsabilità della morte del 21enne. Qualcosa tuttavia sta emergendo in queste ore, con ampi stralci riportati dagli organi di stampa dell’ordinanza del gip che conferma gli arresti dei 4 giovani (Marco e Grabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia). A tutti è stato contestato ora il reato di omicidio volontario (non più preterintenzionale), aggravato dai futili motivi. .

Tutto sarebbe iniziato attorno alle 3 di notte all’esterno del locale “Duedipicche” in Largo Santa Caterina, aColleferro, in provincia di Roma. La lite tra un gruppo di giovani di Paliano e uno di Artena, pare per un apprezzamento a tre ragazze del gruppo di Paliano, sarebbe degenerata a poche decine di metri dal locale all’interno di un giardino pubblico.

Vi mostriamo, attraverso le mappe di Google Maps, i luoghi in cui sono avvenuti i tragici fatti.

 

Nella prima mappa che vedete abbiamo evidenziato il locale vicino al quale tutto sarebbe iniziato, il “Duedipicche”. Accanto, nel cerchio piccolo, il luogo in cui inizia lo scontro tra i due gruppi.

Quello che sarebbe accaduto fuori dal locale dopo alcuni apprezzamenti rivolti alle ragazze del gruppo di Paliano lo racconterebbero, anche se in modo ancora frammentario, le testimonianze riportate nell’ordinanza. Alcuni giovani del gruppo di Paliano avrebbero chiesto spiegazioni di quelle parole a Francesco Belleggia (l’unico dei 4 ora ai domiciliari), che in un primo momento sembra abbia ricomposto la lite. Un secondo amico delle ragazze offese sarebbe poi tornato da lui ricevendo all’improvviso un colpo. Accade sulle scale che dai locali portano sulla strada regionale 609, quelle indicate appunto dal cerchio piccolo. 

Da lì le cose sarebbero precipitate in modo irreversibile. Un giovane del gruppo di Artena avrebbe chiamato in soccorso per telefono i due fratelli Bianchi, che sarebbero arrivati sul luogo dell’omicidio con il loro Suv a rissa già in corso. I fatti accadono pochi metri più in là rispetto alla scalinata.

 

Guardate questa nuova immagine satellitare: nel cerchio a sinistra c’è il luogo esatto in cui Willy è caduto, dopo che era intervenuto a difesa di un suo ex compagno di classe aggredito dal gruppo di Artena. Siamo all’interno di un giardino pubblico mentre nel cerchio più grande di destra c’è un edificio. Si tratta del retro della caserma dei carabinieri di Colleferro. La distanza tra i due punti è davvero minima, 10-15 metri al massimo. Ve lo mostriamo anche attraverso una fotografia che indica chiaramente l’estrema vicinanza tra i due luoghi.

 

Ci ha contattato un giovane che dice di essere un amico di Willy e che parla anche di questa vicinanza di luoghi: “Vi sto scrivendo con le lacrime agli occhi, tra la notte di sabato e domenica il mio amico Willy ci ha lasciato”, dice il giovane, che parla di 5 aggressori, dando una versione dei fatti che ovviamente non è possibile al momento verificare. “Willy è stato assalito e picchiato a morte da 5 ragazzi di corporatura gigante e palestrati che erano il doppio di lui. Penso che nei suoi ultimi minuti di vita, preso da paura e dolore lancinante abbia urlato e cercato aiuto fino all'ultimo respiro: io non mi meraviglio della gente che non è intervenuta, conosco bene il mondo dove viviamo, ma mi spiegate come è possibile che tutto questo sia successo nemmeno a 10 metri di distanza dalla caserma dei carabinieri? Tutti devono sapere che se nel 2020 ti stanno picchiando a morte con calci e pugni, esattamente sotto la caserma, nessuno interverrà, nemmeno chi è pagato per farlo! C’è una vera e propria anarchia e tutto questo in piazza di fronte alla caserma”.

Cercando sui social tra le centinaia di messaggi scritti dai ragazzi del posto sulle pagine che parlano di Willy, si trovano testimonianze simili, ovviamente anch’esse non confermabili. “Lo hanno ammazzato sotto le finestre della caserma”, scrive un utente. Una donna aggiunge: “Sono anni che ci lamentiamo che quella zona è buia e senza videocamera di sorveglianza. Già quando ero adolescente io, là succedeva di tutto! Abbattete quel rudere di bar che sono secoli che è abbandonato, fate luce in quella zona, altrimenti succederà ancora”. Su un altro post si legge: “Non capisco perché nessuno sia andato a chiamare i carabinieri dietro l'angolo”. In un altro messaggio, poi cancellato, una giovane sostiene addirittura che alcuni amici di Willy sarebbero corsi a citofonare in caserma, senza ricevere però risposta. 

Su chi sia davvero intervenuto per primo in soccorso di Willy, c’è il racconto del maresciallo dei carabinieri Antonio Carella, che al Corriere della Sera qualche giorno fa aveva parlato di una scena “tra le più cruente mai viste dei tanti anni passati in servizio”. Racconta di aver sentito per primo le grida dei ragazzi provenienti dalla strada precipitandosi immediatamente sul posto. Carella poi, una volta chiamati i soccorsi e raccolte le primissime testimonianze da parte di chi era con Willy, sarebbe andato con i colleghi ad Artena a cercare i fratelli Bianchi.

Iene.it ha contattato il comando dei carabinieri di Colleferro per chiedere delle gravissime insinuazioni sul mancato intervento e per farsi spiegare l’esatta dinamica dei soccorsi a Willy. E il comandante dicompagnia di Colleferro, Ettore Pagnano, ha confermato il racconto del comandante di stazione, il maresciallo maggiore Carella.

Smentisco in modo categorico che qualcuno sia venuto a citofonarci e che noi non abbiamo risposto. Anzi nessuna segnalazione ci è proprio giunta”, ci dice. “I soccorsi sono partiti dal nostro comandante di stazione, il maresciallo maggiore Carella. Era nel suo alloggio di servizio che affaccia proprio sui giardini dove è avvenuto il fatto quando ha sentito le urla. È sceso subito in strada e ha trovato la vittima già a terra con attorno una decina di amici, attivando immediatamente i soccorsi. L’aggressione in sé sarà durata un minuto, mentre da quando accade l’alterco tra i gruppi sarà passata al massimo una ventina di minuti. Nel gruppo di amici attorno a Willy c’è chi indica al comandante un’auto, quella di alcuni degli arrestati. Il comandante conosce i soggetti e dopo avere atteso l’arrivo dell’ambulanza si reca ad Artena, intercettando gli aggressori nei pressi di un bar. I militari sono in tre contro cinque e all’inizio si sceglie un approccio morbido in attesa delle pattuglie di rinforzo. Viene detto che sono lì per un controllo su un’auto, poi i giovani vengono portati in caserma”.

Il comandante Pagnano ci parla anche del luogo dell’aggressione: “C’era una telecamera che però girava a 360 gradi, mentre le nostre sono perimetrali, non inquadrano quell’area. I giardini erano bui non solo quella notte. Noi ci siamo attivati col comune in passato segnalando la cosa”. Quanti sono oggi gli indagati? “Cinque, ma il quinto non è stato interrogato, perché non abbiamo avuto elementi univoci che ci portino a collocarlo in un ruolo attivo rispetto ai fatti. Le indagini sono però ancora in corso e sono a 360 gradi”.

Anche sull’intervento dei sanitari resta aperta una fondamentale domanda: Willy è stato soccorso in ritardo? A quanto pare l’ambulanza sarebbe giunta sul luogo dell’aggressione dopo circa quaranta minuti dalla chiamata. Secondo quanto ricostruito da La Stampa, l’unica ambulanza di Colleferro sarebbe stata impiegata in un altro intervento. E così si sarebbe stato necessario chiamarne un’altra, la più vicina disponibile da Montelanico, che da Colleferro dista circa quindici chilometri.

Questo dunque spiegherebbe il perché di quella lunga attesa, ma sembra sollevare anche un ulteriore interrogativo: non era possibile trasferire Willy in pronto soccorso con altri mezzi? Anche perché il luogo dove è avvenuta la rissa dista circa 250 metri in linea d’aria dal pronto soccorso di Colleferro. Lo potete vedere voi stessi in quest’ultima mappa, sempre tratta da Google Maps.

 

I due cerchi indicano in alto il giardino in cui Willy ha trovato la morte e in basso il pronto soccorso. Non c’era davvero altro modo di portarlo là, considerati i tempi d’attesa per l’ambulanza e la vicinanza con l’ospedale?

Su Iene.it ci siamo già occupati della tragica morte di Willy raccontandovi e mostrandovi il video dei combattimenti di MMA di Marco Bianchi, uno dei 4 giovani arrestati, i post scherzosi che Gabriele Bianchi aveva messo sulla sua pagina Fb poche ore dopo la morte di Willy, il video del campione di MMA Marvin Vettori che difende il suo sport dalle critiche,  il racconto dell’aggressione di Mario Pincarelli a un vigile urbano che gli aveva detto di mettere la mascherina e il post di un ex leghista che se l’è presa con Willy, la vittima, e che poi ha preso le distanze dal suo stesso commento.

Continueremo a seguire questa vicenda, con testimonianze e notizie esclusive. Se avete da raccontarci qualcosa sulla dinamica dell’aggressione o su tutta questa storia, protagonisti compresi, potete farlo scrivendo alla mail redazioneiene@mediaset.it.

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