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Aggiornamenti Iene.it: Pino, raccolti 10mila euro: “Grazie a tutti per il vostro buon cuore!”

Pino, che ha passato la vita in un manicomio, ringrazia tutti col suo modo dolcissimo per la generosità. Ecco tutti gli aggiornamenti dopo i nostri servizi raccontati da Giulia Innocenzi 

RACCOLTO 10MILA EURO PER PINO!

Pino ha ricevuto da voi un grande aiuto! La sua storia assurda comincia da bambino, per errore resta chiuso di notte in un negozio di alimentari. E così Pino mangia tutto quello che non ha mai mangiato nei suoi pochi anni di vita. A Nina Palmieri ha raccontato le terribili conseguenze della sua voracità: “sono venuti i carabinieri, hanno chiamato mia madre: signora Teresa, vostro figlio non lo vedete più”. Il 15 dicembre 1967 Pino viene portato in manicomio, che lascia 32 anni dopo. Per restituirgli un pezzetto di questa vita rubata l’abbiamo iscritto a scuola. Così potrà almeno imparare a leggere e scrivere! E per aiutarlo è stata aperta una raccolta fondi: abbiamo raggiunto in pochissimi giorni l’obiettivo dei 10.000 euro!

 

FINTI MATRIMONI, LA DIGOS INDAGA PER FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Questo matrimonio non s’ha da fare. Dopo di noi lo dice anche la Digos. Tutto è iniziato con il racconto di Nicola, che ci ha raccontato di un uomo che organizzerebbe matrimoni finti per far ottenere il permesso di soggiorno a ragazze straniere. E le ragazze per ottenere il permesso di soggiorno pagano. Sembra che le autorità si siano subito interessate al nostro servizio: la Digos indaga sui matrimoni finti per permesso di soggiorno e soldi. La carriera di wedding planner di quest’uomo sembra proprio finita!

 

PROCESSO AL “MEDICO PORCONE”, LA TESTIMONIANZA: “MI DISSE ‘TI SVERGINO IO'”

Continua il processo contro il medico Gianfranco De Lorenzis. Giulio Golia l’aveva affrontato e nell’ultima udienza è spuntata una nuova atroce testimonianza: “mi ha chiesto se godevo nel fare rapporti. Io ero minorenne, 17 anni”. Il medico non si ferma nemmeno davanti all’età. Le ha persino chiesto se la ragazza avesse avuto rapporti anali. “Io gli ho detto guarda sono vergine non ti so rispondere e lui ha detto, beh allora la prossima volta vieni che ti svergino io”. E queste parole ora sono finite in tribunale. Il processo è iniziato a luglio e verranno ascoltate circa 70 donne che purtroppo hanno avuto a che fare con lui. Ma speriamo che le loro testimonianze servano a mettere la parola fine a tutto questo.

 

FORNO CREMATORIO DEGLI ORRORI A BIELLA: REVOCATA LA CONCESSIONE?

Il comune di Biella prende provvedimenti contro il tempio crematorio degli orrori. Andrea Agresti ci ha raccontato cosa succedeva ai defunti lì dentro. “Ci veniva chiesto per accontentare il continuo incremento di cremazioni di aumentare le bare all’interno del forno. Magari anche 2, 3 e così via”, ha raccontato alla Iena chi ci lavorava. Le urne poi venivano riempite a casaccio e restituite alle famiglie. La famiglia Ravetti, che gestiva il forno crematorio, è indagata dalla procura, ma ora interviene il comune. L’amministrazione di Biella, infatti, si è attivata per togliere l’incarico alla ditta Ravetti. Nel caso dovranno trovare delle nuove pompe funebri, magari questa volta oneste!

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