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Bogdan ha girato un filmino hard a casa Sarti con un'altra? | VIDEO

Parla Matteo De Micheli, ex collaboratore della Social Tv di Andrea Bogdan Tibusche, ex fidanzato della parlamentare M5S, Giulia Sarti. De Micheli racconta a Filippo Roma di una donna, che frequentava il rumeno, che sarebbe stata filmata a sua insaputa nel letto di casa Sarti

L’ex collaboratore e fidanzato di Giulia Sarti, Andrea Bogdan Tibusche, è una “vittima” delle scelte dell’onorevole o è lui stesso "un carnefice" del “revenge porn”? Ce lo stiamo chiedendo da quando abbiamo raccolto la testimonianza esclusiva di un uomo, Matteo De Micheli, ex collaboratore di Bogdan nella sua Social Tv

Un uomo che ci ha raccontato una storia che potrebbe aprire qualche crepa sulla credibilità dell’ex collaboratore e fidanzato di Giulia Sarti. Eh sì, perché ai microfoni di Filippo Roma, quando si parlava degli ormai famosi “video-controlli di Dedo e Luca”, ovvero l’impianto di videosorveglianza e registrazione che sarebbe stato pagato con i soldi non restituiti ai Cinque Stelle dalla parlamentare, Bogdan era stato chiaro, dicendo di aver solo installato il sistema. E che per sapere come e cosa occorreva rivolgersi a Giulia Sarti.

Ma Matteo De Micheli, che con Bogdan ha lavorato e dice conoscerlo bene, racconta una storia molto particolare, a luci rosse: “Conosco una ragazza che mi ha raccontato di essere stata per un certo periodo insieme con Bogdan… Lei è stata nella casa dell'onorevole Giulia Sarti, hanno fatto sesso con Bogdan in quella stanza…. Questo impianto di video sorveglianza non sarebbe stato a uso esclusivo di Giulia Sarti, ma lo avrebbe utilizzato anche Bogdan, tanto che Bogdan le ha detto di averla registrata mentre facevano sesso”. Le parti sembrerebbero essersi invertite dunque, e l’uomo aggiunge un dettaglio, che gli sarebbe stato riferito sempre da quella ragazza filmata a sua insaputa.

“Quando mi aveva registrato”, avrebbe detto a De Micheli la ragazza, “io gli avevo detto di no, lui mi diceva: no, ma non ti preoccupare sono tipo a circuito chiuso si ricancellano ogni giorno, ma era solo per vedere chi mi entra in casa, perché sennò io so talmente tante cose che mi potrebbe entrare chiunque in casa, e i servizi segreti per mettere la droga dove non c'è, per mettermi in galera... e quindi io ho queste telecamere direttamente collegate al mio cellulare”.

La ragazza sarebbe molto spaventata da tutta questa storia e all’ex collaboratore di Bogdan avrebbe ancora confidato: "Non mi va che la gente veda cose che ho fatto io con un uomo con cui sono andata a letto, non mi pare normale, soprattutto pensare che poi ho gente qui vicino a me, che gli farebbero la pelle a 'sto stronzo".

Dichiarazioni che metterebbero a rischio la credibilità di Bogdan sulle responsabilità di gestione di quell’impianto di video sorveglianza. Una credibilità, racconta ancora De Micheli, già alquanto traballante: “A noi ha raccontato diverse palle, si presentava a tutti come una specie di 007 informatico a servizio del Quirinale. Una volta, mi ricordo, addirittura, disse che era in missione speciale per destabilizzare un pericolosissimo dittatore, diceva di possedere interi quartieri negli Stati Uniti, manco me le ricordo tutte quelle che mi ha detto, ma tante tante ... “.

Insomma Bogdan non si sarebbe limitato a filmare questa ragazza, ma avrebbe fatto la stessa cosa anche con altre ragazze, mandando poi quei filmati proprio a lei. Prosegue De Micheli: “Mi ha raccontato che addirittura Bogdan le avrebbe inviato tre filmini: non so come definirli, hard, a luci rosse, filmati in questa stanza dove lei dice di aver riconosciuto chiaramente Bogdan e dove insieme a lui c'è una ragazza che però non si può riconoscere".

Una scena, spiega ancora la ragazza, filmata proprio nel letto di casa Sarti, e ancora una volta all’insaputa della partner filmata. Confidenze che De Micheli dice di avere ricevuto e conservato, tramite dei messaggi su whatsapp, su telegram e su altre chat. Insomma una storiaccia, come quella delle foto di nudo e dei video fake della parlamentare che sarebbero tornati a circolare in queste settimane sul web e sui telefonini di giornalisti di tutta Italia (attraverso la messaggistica di whatsapp).

Giornalisti come l’autorevolissimo ex direttore della Sera, Paolo Mieli, che durante la trasmissione tv “Otto e mezzo” condotta da Lilli Gruber aveva detto di avere sul suo cellulare foto rubate dalla sua email. Possesso che, lo ricordiamo, è comunque ipotizzabile come reato, in quanto si tratta di immagini private sottratte senza il consenso dell’interessata.

E noi siamo andati proprio da Paolo Mieli, a chiedergli perché non abbia rivolto un invito pubblico a denunciare chi invia queste immagini, e lui si è giustificato in questo modo: “Io l'ho denunciato in televisione, quindi... più di questo non devo fare altre denunce con Lei. Le avevo ricevute quel pomeriggio, le avevo nel momento in cui l'ho detto, perché se mi fosse stato chiesto le potevo esibire, e poi le ho cancellate immediatamente come fa un normale cittadino”. 

Guarda qui sotto la storia con tutti gli articoli e i servizi dedicati al caso Rimborsopoli

 

 

Giulia Sarti: rimborsopoli M5S e quei video hard

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