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Corinaldo, il video dell'incontro tra Sfera Ebbasta e la banda dello spray

I ragazzi arrestati per la strage in discoteca a Corinaldo, nell’attesa di un concerto di Sfera Ebbasta, incrociarono subito dopo proprio il trapper,  per caso, in un autogrill. Ecco il video postato da uno di loro: “Se non era per i morti, rubavamo la collana anche a lui”

Poco dopo la strage di Corinaldo (di cui anche noi di Iene.it ci siamo occupati con un'inchiesta esclusiva) i ragazzi arrestati incontrarono casualmente Sfera Ebbasta in un autogrill lungo l'autostrada. Uno gli si avvicina come un qualsiasi fan a caccia di un selfie video. Ugo Di Puorto invece era di ritorno proprio dalla discoteca Lanterna Azzurra dove assieme ai suoi complici secondo gli inquirenti avrebbe provocato sei morti. Il suo atteggiamento si fa subito aggressivo, come vedete nelle immagini qui sopra postate da Di Puorto su Instagram e poi rimosse. Il trapper non reagisce alle provocazioni e fa il gesto di tenere la bocca cucita.

Secondo le intercettazioni, la banda stava pensando di rapinare anche Sfera Ebbasta: “Se non era per i morti, rubavamo la collana anche a lui”.

Poco prima, l’8 dicembre scorso, tentando una rapina con lo spray urticante nella discoteca in provincia di Ancona, i ventenni della banda arrestati sabato scorso, avevano scatenato il panico e una calca tra la folla che aspettava un concerto proprio del trapper. Il bilancio è stato di 6 morti (5 ragazzini di 14-16 anni e una mamma di 39 che accompagnava la figlia di 11) e 197 feriti.

“Oo lo schifo proprio come persona… ci stavo per litigare in autogrill lo stavo per bussare quel figlio dì (...) diceva con quella faccia da (...) e la collana così fuori. La collana quella con la chitarra fra... lì se non era stato per i morti te lo giuro (....) lì gliela faceva, lo guardava in un modo...”, dice dell’incontro con Sfera Ebbasta uno dei ragazzi in un’intercettazione parlando di un “collega”.

Da tutte le frasi e le intercettazioni di questa baby gang che sarebbero agli atti, appare il quadro inquietante di un gruppo criminale cinico, ben organizzato e disposto a tutto pur di continuare con le loro rapine realizzate creando il panico nei locali con lo spray al peperoncino. Clicca qui per leggerle tutte tra aggressioni agli “sbirri”, rivalità con altri gruppi, colpi riusciti e meno e vera adorazione per soldi e adrenalina.

Secondo il gip, la banda colpiva in molte discoteche del centro-nord e ha continuato anche dopo il panico e i morti alla Lanterna Azzurra: sono 60 le rapine contestate, in nove regioni italiane e anche all’estero fino a Parigi, a Disneyland. Con un bottino complessivo in media di 15 mila euro al mese, sempre con la tecnica dello spray urticante. La stessa che ha provocato la strage di piazza San Carlo a Torino del 3 giugno 2017 durante la proiezione su maxischermo della finale di Champions League per cui sono stati condannati altri giovanissimi criminali.

“Eleonora e gli altri ragazzi sono morti perché qualcuno ha trasformato quel locale, che non aveva l’agibilità, in una discoteca”, sostiene in un'intervista a Repubblica Palo Curi, marito di Eleonora Girolimini, la mamma morta nella tragedia. “Lì dentro non sarebbe dovuto entrare nessuno, invece c’erano migliaia di persone. Mia moglie e io abbiamo avuto paura subito. C’era una folla pazzesca. Centinaia di ragazzini che fumavano liberamente. Ricordo di aver pensato: se qui scoppia un incendio moriamo tutti".

Proprio sui problemi di sicurezza e sull’ipotesi che quella sera alla Lanterna Azzurra di Corinaldo ci fossero troppe persone (i magistrati stanno lavorando anche su questi due fronti con 17 indagati), noi di Iene.it ci siamo concentrati con una nostra inchiesta: clicca qui per quello che abbiamo scoperto e raccontato grazie a documenti e testimonianze esclusivi.

Ecco qui sotto tutti gli articoli che abbiamo dedicato a questo caso.

La strage di Corinaldo e gli arresti: i nostri articoli

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