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Gli abusi di don Barone, Giada: "si muoveva nel letto avanti e indietro"

Avevamo conosciuto la ragazzina di 14 anni a febbraio del 2018, quando Gaetano Pecoraro aveva dato il via all’inchiesta che ha portato all’arresto del prete abusatore. Ci aveva chiamato la sorella maggiore di Giada, che però all’epoca difendeva il suo presunto aguzzino

Don Barone si sarebbe steso nel letto in mezzo a lei e alla segretaria e durante la notte avrebbe iniziato "a muoversi avanti e indietro". Sono le dichiarazioni shock di una quattordicenne, emerse durante il processo per abusi a carico del sacerdote, di cui Le iene vi hanno raccontato la storia a partire dal febbraio del 2018. Un’inchiesta che poi ha portato alle indagini e all’arresto di Don Barone.

E proprio durante questa udienza del processo al prete la psicologa Petrillo ha riferito del suo lavoro fatto insieme allo  psichiatra Sperandeo, per aiutare la quattordicenne a ricordare gli abusi subiti. Abusi raccontati anche in due lettere dalla stessa ragazzina, lettere poi rese pubbliche durante il processo.

E noi di questa ragazzina (all’epoca dei fatti tredicenne) vi  avevamo raccontato nel servizio del 14 febbraio scorso, quando di abusi ci aveva parlato la sorella maggiorenne della ragazzina, Arianna.

Arianna (un nome di fantasia come quello della presunta vittima, Giada) si era rivolta a Le Iene perché “abbandonata dalla sua famiglia e dalle istituzioni”.

Tutto era iniziato, stando al racconto di Arianna, quando Giada era piccola. A casa era scoppiato un litigio: i genitori avevano scoperto l'omosessualità di Arianna, reagendo con violenza. Giada aveva avuto una grave reazione psicosomatica: “Tutto d'un tratto non riusciva più a muovere le gambe”, ci ha raccontato Arianna. E allora i medici consigliano una psicoterapia accompagnata da farmaci leggeri.

E Arianna spiega ancora che i genitori portano la sorella ad alcune “messe di guarigione”, poi si rivolgono a un sacerdote famoso per le sue apparizioni in televisione in cui parla di esorcismi: don Michele Barone. Il prete avrebbe fatto interrompere le cure della bambina, iniziando rituali, anche violenti, su Giada. La sorella maggiore sarebbe stata poi allontanata con l'accusa di avere un legame con il demonio. Per impedirle di denunciare, spiega ancora Arianna.

E così la sorella maggiore della presunta vittima si è rivolta alla polizia, presentando un esposto per allontanare don Michele da Giada e dalla sua famiglia. Ma un poliziotto, seguace del sacerdote, avrebbe risposto ad Arianna di "stare tranquilla perché Giada è in mani sicure”. E la ragazza dice di più: il vescovo Angelo Spinillo (che però smentisce di averlo fatto) e la stessa madre l’avrebbero invitata a ritirare l'esposto, in cambio della possibilità di rivedere la sorella più piccola. Un ricatto.

Quando però avevamo provato ad avvicinare la quattordicenne (nel servizio che potete vedere sopra)e Giada attraverso una telecamera nascosta indossata dalla sorella maggiore, la piccola aveva di fatto negato di essere stata abusat da don Barone e aveva accusato la sorella: “per me questo non è stato per niente un aiuto – le aveva detto - perché sto più male di prima. Tu lo sai come mi ero affezionata a don Michele. L’hanno incarcerato perché dicono che mi ha violentato, però non è vero”.

Ma proprio durante le udienze del processo al prete presunto abusatore, la quattordicenne ha deciso di raccontare la sua verità.

E Giada avrebbe riferito un episodio molto simile a quello descritto da due donne, anche nei nostri servizi, ex adepte della sua setta pseudoreligiosa, a cui appartenevano circa cento persone.

Il sacerdote si sarebbe steso nel letto in mezzo a lei e la segretaria e durante la notte avrebbe iniziato  "a muoversi avanti e indietro". E Giada era stata anche “preparata” da don Barone, che le avrebbe mostrato proprio il nostro servizio, chiedendole di proteggerlo e di "aiutarlo come lui aveva aiutato lei".

Guarda qui sotto i principali servizi di Gaetano Pecoraro sul caso dei presunti abusi di don Michele Barone.

Don Barone, le tappe della vicenda

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