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Furbetti dei rifiuti: “Sindaca Raggi, qual è la verità?” | VIDEO

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

Signora sindaca di Roma, ma allora le abbiamo segnalato “una presunta truffa” che non conosceva, un disservizio diffusissimo di cui sembrava non essere consapevole o abbiamo fatto "l'ennesimo servizio diffamatorio"? E la commissione tecnica di controllo di Ama, sulla raccolta dei rifiuti, c’era come ci ha detto lei o non c’era, come abbiamo sostenuto noi?

Torniamo a parlare del caso dei furbetti della raccolta dei rifiuti delle utenze non domestiche nella capitale, di cui vi abbiamo raccontato nelle inchieste di Filippo Roma e Marco Occhipinti (l'ultimo servizio lo potete rivedere qui sopra).

Alcuni operatori dell’azienda Roma Multiservizi, che raccoglie i rifiuti per conto dell'Ama, azienda municipalizzata, sono stati filmati, mentre passano presso bar, negozi, ristoranti, sempre di notte, mentre sono chiusi. Dalle immagini si vede chiaramente che questi addetti alla raccolta “beggiano” con il loro palmarino il codice a barre posto fuori le attività commerciali, facendo risultare di essere passati, però non ritirano i rifiuti prodotti dagli esercizi commerciali. 

In primo luogo ci concentriamo sulla commissione tecnica di controllo, che deve essere nominata dal Comune di Roma e che avrebbe dovuto vigilare nel complesso sul servizio assicurato dall'Ama, (l’azienda pubblica, controllata dal Comune di Roma, che gestisce tutta la raccolta dei rifiuti a Roma). Di questa commissione di controllo ci aveva parlato Alessandro Onorato, che oltre ad essere un ristoratore è anche un consigliere comunale di Roma: “Il 31 maggio 2019 la giunta comunale ha approvato il contratto di servizio dell’Ama. La cosa assurda è che dopo aver approvato il contratto di servizio, il comune di Roma aveva 30 giorni per nominare una commissione tecnica per la verifica della qualità dei servizi erogati da parte Ama. Sono passati più di sei mesi e questa commissione tecnica non c’è!”.

Onorato, contratto di servizio di Ama alla mano, ci legge un passaggio che sembra inequivocabile: “L’Ama può ricevere i soldi soltanto dopo che questa commissione tecnica è andata a fare una reportistica, una rendicontazione puntuale di quello che l’Ama ha fatto per la città”.

“La prima domanda che io ho presentato oggi alla Raggi attraverso una interrogazione è: uno, perché questa commissione tecnica non è stata ancora nominata e sono passati oltre sei mesi? E poi perché l’Ama continua a ricevere i soldi se questa commissione tecnica non va a fare la reportistica?”, aggiunge il consigliere comunale. 

“Questi soldi all’Ama possono andare o meno? Ma soprattutto la cosa incredibile è che quando è stato approvato questo contratto di servizio dell’Ama, il 31 maggio, e nei trenta giorni successivi, l’assessore all’Ambiente non c’era”. La delega, sostiene ancora Onorato, era in capo proprio alla sindaca Raggi che quindi “doveva stimolare il dipartimento e dire di nominare la commissione tecnica”.

Secondo il consigliere comunale Alessandro Onorato dunque, il Comune guidato da Virginia Raggi avrebbe dovuto nominare una commissione di controllo indispensabile per valutare l’operato dell’Ama e per decidere sull’importo del pagamento.

Quando eravamo tornati dalla sindaca Raggi, il giorno dopo la turbolenta manifestazione “Italia 5 Stelle” a Napoli (con tanto di aggressione a Filippo Roma e al suo operatore per impedirgli di fare poche semplici domande alla sindaca Raggi) lei ci aveva risposto: “credo di sì, perché è una... commissione che devono istituire gli uffici e ama quindi immagino che sia stata istituita e stia lavorando”. Come sindaca, Raggi, non era la delegata ai rifiuti in tutti questi mesi di emergenza immondizia a Roma? Non dovrebbe dunque saperlo con certezza?

Insomma, questa importante commissione di controllo non è mai stata nominata, come sostiene il consigliere Alessandro Onorato o è stata nominata e sta già lavorando come pensa Virginia Raggi? E se non ha ancora preso vita, come risulta anche a noi, perché il Comune ha pagato Ama lo stesso?

Come per magia il giorno dopo la nostra intervista, con data 15 ottobre, il Dipartimento della Tutela ambientale ha nominato la tanto discussa Commissione, che quindi fino a quel momento non esisteva e sopratutto non stava già lavorando, come sostenuto da Virginia Raggi.

La sindaca interviene oggi su questo tema con un lungo post pubblicato sua pagina Facebook, in cui dà una nuova versione dei fatti: “Roma Capitale ha avviato il procedimento di nomina il 20 giugno del 2019, quindi perfettamente nei termini previsti dal contratto. Da allora, prima il mancato accordo di Ama sul nome del presidente individuato, poi il successivo ritardo di Ama per la designazione dei suoi componenti e, infine, in data 11 ottobre, la rinuncia, per sopraggiunti motivi personali, del nuovo presidente esterno individuato il 26 settembre, ha fatto sì che la commissione si sia insediata solo con il nuovo Cda. La mia presunta colpa? Non aver avuto aggiornamenti tra l'11 ottobre e il 14 ottobre (intervista de Le Iene) e aver ritenuto che la commissione stesse operando regolarmente”.

Per riassumere: anche lei conferma che la Commissione il 14 ottobre, giorno dell'intervista, ancora non era stata nominata e non era funzionante.

Nonostante ciò la sindaca aggiunge:  “Preciso che comunque tutti i controlli sulla regolarità del servizio sono stati disposti, senza soluzioni di continuità, attraverso l’incarico all'Agenzia per la qualità il controllo dei servizi di Roma Capitale e che, come previsto dal contratto, Ama a oggi non ha percepito il 3% residuo mensile che è soggetto a trattenute sulla base della regolarità del servizio. Quindi il fatto che Roma Capitale abbia corrisposto ad Ama importi non dovuti perché soggetti a controllo da parte della Commissione non corrisponde al vero”.

Anche sul tema dei furbetti della raccolta dei rifiuti delle utenze non domestiche, la sindaca Raggi sembra dare una versione diversa rispetto a quella iniziale. Quando l’avevamo incontrata la prima volta, aveva detto al nostro Filippo Roma: “Questa segnalazione la prendo e la approfondisco. Questa è una truffa. Siccome sta denunciando una truffa, se ci date qualche documento o materiale ci vediamo e possiamo approfondire”. 

E sulla sua pagina Facebook aveva scritto: “Andavano in giro per Roma per raccogliere i rifiuti di ristoranti, bar e negozi ma non ritiravano nulla. E per di più segnavano sui loro palmari di aver svolto il lavoro. È quanto emerso dal servizio mandato in onda ieri sera dalla trasmissione tv Le Iene a proposito di una presunta truffa sulla raccolta dei rifiuti delle cosiddette utenze non domestiche”. E aveva chiuso il post ringraziandoci: “Ringrazio Le Iene per la segnalazione e tutti i cittadini che ci indicano anomalie e irregolarità”.

Qualche giorno dopo però, nel post di Facebook odierno, quel ringraziamento pubblico è diventato un’accusa diretta, parlando dell’“ennesimo servizio evidentemente diffamatorio e falso de Le Iene”. Signora sindaca, siamo sicuri che questa sia la sua risposta definitiva?

Guarda qui sotto i servizi e i video che abbiamo dedicato alla vicenda dei furbetti della raccolta rifiuti a Roma.

 

La Grande monnezza: i furbetti della raccolta dei rifiuti a Roma

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