>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
Play
Mariam è morta dopo un pestaggio di un gruppo di bulle in Inghilterra. Ora hanno confessato tutte. Tutti gli aggiornamenti dopo i nostri servizi

CONFESSANO TUTTE LE RAGAZZE DEL PESTAGGIO DI MARIAM

Nuove confessioni sulla tragica morte di Mariam Moustafa; ci eravamo occupati di questa storia con Pablo Trincia. Mariam era una ragazza italiana nata a Roma da genitori egiziani. Lei e la sua famiglia si trasferiscono a Nottingham, ma ambientarsi non è affatto facile.

La ragazza aveva paura perché soffriva di una malformazione al cuore. Le sue prime esperienze con i medici inglesi le fanno temere di non essere curata correttamente. E aveva anche pubblicato un video sui social: “Cosa state aspettando? Che muoia per mandarmi da uno specialista? Per favore aiutatemi, ho paura”.

Il 20 febbraio del 2018 viene aggredita da un gruppo di ragazze che la scambia per un’altra persona. Mariam è seduta in un angolo su un sedile, prende un pugno in testa, ma non fa nemmeno il gesto di difendersi. In seguito all’aggressione si sente male, ma dopo qualche ora in ospedale la dimettono dicendo che sta bene. Non è così e il mattino dopo viene riportata in ospedale d’urgenza. Mariam non ce la fa e muore il 14 marzo dopo tre settimane di coma. E proprio ieri hanno confessato anche le altre ragazze del gruppo: tutte e sei hanno ammesso la loro responsabilità nell’aggressione di Mariam Moustafa. La giustizia va avanti, noi speriamo che il ricordo di questa ragazza possa aiutare la lotta contro il bullismo.

 

SAN LUCA, IL CUORE DELLA ‘NDRANGHETA, TORNA A VOTARE DOPO 6 ANNI

Nel paese di San Luca in Calabria non c’è un sindaco dal 2013. Quest’anno però arriva una novità. Giulio Golia era stato lì, nel cuore dell’Aspromonte e della ‘ndrangheta. In questo piccolo regno delle cosche è stata sospesa la democrazia, perché praticamente tutti gli abitanti hanno un cognome molto pesante. E così nel 2013 il comune di San Luca viene sciolto a 5 giorni dalle elezioni. Il sindaco era Sebastiano Giorgi, che ha un altro cognome niente male. Basta vedere l’elenco dei latitanti italiani di massima pericolosità: accanto a Matteo Messina Denaro c’è proprio Giuseppe Giorgi.

Ora però, si aspetta il 27 maggio: il cuore della ‘ndrangheta tornerà a votare dopo 6 anni. E speriamo che tutti i paesani possano fare buon uso della democrazia ritrovata!
 

RISCHIO MULTA DALL’EUROPA PER LE SPIAGGE CONCESSE SENZA GARA

Sembra che governo e Unione europea non siano molto d’accordo sulla gestione delle nostre spiagge.

Filippo Roma ci aveva parlato delle concessioni in Italia: gli stabilimenti balneari pagano degli affitti ridicoli allo stato, parliamo di una media di 1,50 euro al metro quadro per le parti coperte e 0,88 per la parti scoperte. Per esempio Briatore con il suo Twiga di Forte dei Marmi fattura 4 milioni di euro e paga solo 17.619 euro l’anno ed è lui stesso a dire che paga poco, tanto che ha dichiarato al Corriere della sera che dovrebbe versare almeno 100mila euro l’anno.

Questo è assurdo, ma la cosa ancora più assurda è che ci sono molti balneari che hanno le spiagge in concessione a prezzi ridicoli e che poi le subaffittano a prezzi molto più alti, insomma guadagnano sulle spalle dello stato. E come se non bastasse a beneficiare di questo regalo sono sempre gli stessi. In Italia infatti le spiagge sono state date in concessione senza nessuna gara pubblica e questo privilegio di gestirle pagando due soldi spesso viene passato di padre in figlio.

Privilegio che il governo ha prolungato fino al 2034. E questo potrebbe costare parecchio a tutti gli italiani. Per le spiagge ai privati senza gara l’Unione europea vuole multare l’Italia. Insomma, per permettere sempre agli stessi di guadagnare sfruttando le nostre coste rischiamo di rimetterci tutti! Una bella fregatura!

 

TARANTO CITTÀ RECORD PER I TUMORI SUL LAVORO. AL VIA IL CONCERTO DELL’UNO MAGGIO

I lavoratori dell’Ilva di Taranto hanno un triste primato, come emerge dai nuovi dati dell’Inail e dell’osservatorio nazionale amianto: il 500% di casi di cancro in più rispetto alla media degli abitanti della città.

Nadia Toffa è stata tante volte a Taranto per raccontare questa emergenza, dove una delle principali fonti di inquinamento dell’acciaieria è il parco minerale, cioè un enorme deposito a cielo aperto dove vengono ammassate tonnellate e tonnellate di ferro e carbone. L’aria, le case, i parchi, l’intera zona è infestata da questi minerali. Ma le principali vittime dell’Ilva sono i più piccoli. Come ci racconta la mamma di una bambina colpita da un sarcoma: “Vorremmo scappare, ma non possiamo permettercelo. Io voglio veder crescere le mie figlie, voglio vederle sposate”.

Per l’impegno con cui si è battuta per denunciare questa vergogna, Nadia è stata nominata cittadina onoraria di Taranto. Ed è stata invitata al concertone dell’uno maggio, che si terrà anche quest’anno, organizzato fra gli altri da Michele Riondino.

L’attore ci ha raccontato che suo papà lavorava all’Ilva: “E’ un ex operaio, è dovuto andare in prepensionamento per l’amianto. Uno degli accordi di questo prepensionamento infatti era che il suo primogenito dovesse prendere il suo posto in fabbrica e praticamente tutti i contributi che io avrei versato gli avrei versati sul prepensionamento di mio padre”. E Michele Riondino, con il Comitato Liberi e Pensanti che organizza il concerto dell’uno maggio a Taranto, propone una cosa ben precisa: la chiusura dell’Ilva, la decontaminazione dell’area, la bonifica dei territori circostanti e soprattutto il riutilizzo della forza lavoro.

Altri servizi di questa puntata

video più visti

vedi tutti

Ultime puntate

Archivio Puntate
2019
2019
  • 2019
  • 2018
  • 2017
  • 2016
  • 2015
  • 2014
  • 2013
  • 2012
  • 2011
  • 2010
  • 2009
  • 2008
  • 2007
  • 2006
  • 2005
  • 2004
  • 2003
  • 2002
  • 2001
  • 2000
  • 1999
  • 1998
  • 1997
Apr
Apr
mar 30
mar 30

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.