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Genova: i funerali di Stato e le non scuse di Autostrade per l'Italia

L’addio alle vittime, salite a 43, del crollo del Ponte Morandi dell’autostrada A10 tra applausi per Mattarella, governo e soccorritori (e fischi per i politici Pd). La società gestita dai Benetton si scusa perché percepita come distante ma non si assume la responsabilità della strage. L’esecutivo: via la concessione. Video e foto raccontano la tragedia 

Commozione e dolore ieri ai funerali di Stato per le vittime, diventate intanto 43 del crollo del Ponte Morandi dell’autostrada A10 del 14 agosto. “Genova è ferita, ma non si arrende”, ha detto il cardinale Angelo Bagnasco che ha officiato la cerimonia. Applausi per i Vigili del Fuoco, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Luigi Di Maio, capo politico dei 5 Stelle, e Matteo Salvini, segretario della Lega. Fischi per gli ex ministri Pd, Maurizio Martina, ora segretario del Partito democratico, e Roberta Pinotti, senatrice.

Resta lo scontro con Autostrade per l’Italia. Il governo ribadisce di voler togliere la concessione alla società gestita dalla famiglia Benetton. Dal canto suo Autostrade per l’Italia in una conferenza stampa si è scusata solo per essere stata percepita come distante ma, dichiarandosi pronta a demolire il vecchio ponte e ricostruirne uno nuovo in acciaio in 8 mesi, non si è assunta la responsabilità della strage.

Continuano anche la ricerca delle cause del crollo, partendo dall'ipotesi della rottura di uno dei cavi tiranti del ponte, e le polemiche per gli allarmi lanciati, anche dai tecnici, e non ascoltati.

Qui in basso potete trovare gli articoli, i video e le foto che raccontano la tragedia.

 

Strage a Genova, crolla ponte dell'autostrada: articoli, video, foto

dopo il nostro servizio

Insetti al pronto soccorso, dove per un altro episodio i parenti di una paziente hanno rotto il naso a una dottoressa. Anche dalle formiche al San Giovanni Bosco di Napoli è partita l’inchiesta de Le Iene con Gaetano Pecoraro sugli ospedali da incubo in Campania e in Calabria. Il governo ora dimissionario aveva detto di voler combattere la malasanità in queste due regioni. Che fine farà ora questo impegno?

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