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Raccolta rifiuti a Roma: dopo le truffe, ecco i fancazzisti | VIDEO

Filippo Roma e Marco Occhipinti tornano a occuparsi dei rifiuti a Roma, questa volta dei fancazzisti, con delle immagini clamorose. Dopo averci parlato della presunta truffa dei badge e il "mischione" della raccolta differenziata, seguono alcuni operatori Ama e li scoprono durante il lavoro al telefono, a fare la spesa, a mangiare…

Torniamo a occuparci di raccolta dei rifiuti a Roma. Filippo Roma e Marco Occhipinti, nelle scorse puntate della loro inchiesta “La Grande Monnezza”, ci hanno mostrato tutte le cose che sembrano proprio non tornare. A partire dai presunti furbetti che beggiano due volte fuori dai negozi del centro e che non raccolgono porta a porta, come dovrebbero, l’immondizia dei commercianti.

Poi vi abbiamo fatto entrare dentro un centro di Ama, per vedere i rifiuti che andrebbero differenziati, ma che poi sembrano essere buttati tutti insieme nello stesso compattatore destinato alla sola spazzatura indifferenziata. Infine vi abbiamo mostrato i mezzi dell’Ama che scaricano direttamente i diversi cassonetti di carta e indifferenziata tutti insieme nello stesso camion di raccolta.

Ma quello che vi documentiamo adesso, francamente, è ancora più clamoroso: alcuni di quegli uomini e quelle donne che dovrebbero raccogliere la spazzatura romana, in piena emergenza rifiuti e durante le ore di lavoro perdono tempo in questioni del tutto personali?

Ci siamo piazzati davanti a Campo Boario, il centro dell’Ama che avevamo già monitorato per capire se la differenziata venisse rispettata oppure no.

Ecco cosa abbiamo documentato. È venerdì pomeriggio: dal cancello del centro Ama esce un furgoncino con due operatori a bordo. La squadra dovrebbe iniziare il suo turno di raccolta che dura sei ore, ma gli operatori dell’Ama si mettono a girare per circa 45 minuti, apparentemente senza mai fermarsi a raccogliere nulla. La strada che fanno è parecchia, li vediamo passare davanti a secchioni pieni di spazzatura e a un certo punto addirittura il camioncino inizia a tornare indietro, in direzione del centro Ama.

Il mezzo si ferma e uno dei due operatori scende, per mettersi al telefono, a cui resta per diversi minuti. Dopo un po’ la coppia di operatori dell’Ama riparte, ma ecco che non passano 100 metri e si fermano di nuovo: tappa in pasticceria.

Da quando gli operatori sono usciti da campo Boario, sarà passata più di un’ora, intanto il furgoncino non l’abbiamo visto raccogliere nulla!

Si è fatto buio nel mentre e gli operatori di Ama si fermano davanti a un punto vendita di un operatore telefonico: uno dei due scende, entra nel negozio di telefonia e si mette a parlare con la commessa, mentre il suo collega lo aspetta sul camioncino. Quando ha finito risale sul furgoncino e ripartono: pochi metri e accostano di nuovo, questa volta davanti a un alimentari.

Ci avviciniamo agli operatori, per capirne di più del loro comportamento: “Scusi, una domanda, come sta andando oggi la raccolta dei rifiuti?”, chiede Filippo Roma. Ma l’accoglienza non è, ovviamente, delle migliori: ”Dai non posso parlare. Aò, te ne devi andare”.

Insomma quegli operatori di Ama li abbiamo visti fare proprio di tutto, da  quello che dorme sul furgoncino a quella al telefono, fino a chi fa la spesa in un alimentari e a chi prova addirittura a rimorchiare una collega.

C’è poi anche chi non compera nulla e si “limita” a starsene al calduccio nel furgoncino. Filippo Roma lo avvicina: “Buonasera, che sta guardando di bello sul cellulare? un bel film? Quanta immondizia avete raccolto fino ad adesso?”. Ma dall’altra parte negano categoricamente: ”Niente niente, non vediamo niente. Non stavo a vede’ niente”.

E qualcuno lo becchiamo anche più volte. Come un operatore che sta nel suo camioncino tranquillamente a guardare il cellulare e che il giorno troviamo in compagnia di un collega. Il loro turno pomeridiano inizia con un po’ di giri a vuoto e poi si fermano davanti a una ferramenta, dove uno dei due va a farsi fare un duplicato di una chiave

Poco tempo dopo quello stesso furgoncino si ferma davanti a un supermercato: uno dei due entra, si fa un giro tra gli scaffali e poi fa alcuni acquisti.

Ci sembra abbastanza: andiamo a  parlare con un responsabile di Campo Boario. Ma dal campo ci rispondono così: “Non possiamo essere noi a darvi una risposta! Noi stiamo lavorando come tutti i giorni, tutti i turni, su tutto il lavoro che facciamo, non possiamo dare risposte in merito al servizio per una disposizione nostra interna, di Ama”.

Ecco qui sotto tutti i servizi e gli articoli che abbiamo dedicato all'inchiesta sulla "Grande monnezza".

 

 

 

La Grande monnezza: i furbetti della raccolta dei rifiuti a Roma

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