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Aggiornamenti Iene.it: rogo alla Thyssen, interviene la Corte europea dei diritti dell'uomo

Herald Espenhahn e Gerald Priegnitz sono stati condannati dai tribunali italiani per il rogo alla Thyssen di Torino in cui morirono sette operai, ma sono ancora in libertà. Ora interviene la Corte di Strasburgo. Giulia Innocenzi ci racconta tutti gli aggiornamenti di Iene.it dopo i nostri servizi

ROGO ALLA THYSSEN A TORINO, INTERVIENE LA CORTE DI STRASBURGO

La corte europea per i diritti dell’uomo chiede informazioni sull’esecuzione della pena per i due dirigenti tedeschi responsabili del rogo alla Thyssen di Torino. La tragedia è avvenuta la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, quando un irregolare scorrimento del nastro di un macchinario produce un forte attrito e una scintilla genera la prime fiamme, che raggiungono un tubo dove passa olio bollente. Il tubo esplode e sette operai muoiono bruciati vivi. Il processo condanna quattro dirigenti italiani, che si consegnano per scontare la pena, e due dirigenti tedeschi, oggi ancora a piede libero. Si tratta di Gerald Priegnitz e Herald Espenhahn. Alessandro Politi era andato a parlare con loro. Ma ora c’è una nuova speranza per i familiari delle vittime che chiedono giustizia. La Corte di Strasburgo è infatti intervenuta: i giudici europei chiedono conto al governo tedesco e a quello italiano della mancata esecuzione della sentenza, al fine di eseguire senza ulteriore ritardo la condanna dei due dirigenti tedeschi della Thyssen. 

 

ASSISTENTE ARRESTATO PER MAFIA, OCCHIONERO: “MI SCUSO PER L'AGGRESSIONE ALLA IENA”

Ismaele si è preso un bello spavento quando ha raggiunto la deputata renziana, Giuseppina Occhionero, per farle quale domandina su Nicosia, un suo collaboratore. Sembra che Nicosia abbia sfruttato la sua collaborazione con la deputata per portare messaggi ai mafiosi. L’onorevole non ha preso bene la nostra intervista. Ma a terrorizzare Ismaele è stato il padre: “se questa roba va in onda in televisione vi ammazzo!”, ha urlato inseguendo la Iena. E dopo lo spavento sono arrivate le scuse di Occhionero: "Gentile, Ismaele, mi dispiace per l’accaduto. Non condivido l’atteggiamento di mio padre perché il linguaggio della violenza, in tutte le sue forme, non mi appartiene”. Le scuse le abbiamo, ora mancano solo le risposte!

 

POLIZIOTTO SI GIUSTIFICA SULLE TELECAMERE: "LE HO INSTALLATE SU RICHIESTA DEI CITTADINI”

Si difende il poliziotto che ha trasformato il suo paese nella casa del Grande Fratello. Luigi Pelazza ha fatto scoppiare il caso di Montesabinese, nel cuore dell’Abruzzo. Qui abita Angelo, un poliziotto molto particolare che ha messo telecamere proprio ovunque. Secondo i paesani l’ha fatto perché così può riempirli di multe. Quando abbiamo fatto vedere la situazione alla sindaca, lei ci è parsa veramente stupita! Ma ora spunta una nuova versione e il poliziotto si difende così: “Le ho installate su richiesta dei cittadini” dopo i continui furti. E la sindaca lo sapeva. Per sapere qual è la verità dovremo aspettare che la procura di Avezzano finisca le indagini.

 

ERIKA E LA LAUREA NEGATA, VIA LIBERA ALL'ISCRIZIONE DAL RETTORE

Erika Borellini ha 25 anni e vive con Lorenza, la madre di cui si prende cura ogni giorno da quando, sei anni fa, ha avuto un ictus ed è rimasta gravemente disabile. Erika divide le sue giornate tra studio e cura della madre. Ma quando arriva il momento di iscriversi alla Laurea magistrale in Ingegneria Elettronica cominciano i problemi: “Non mi sono potuta iscrivere perché il mio voto era ritenuto troppo basso”, ha raccontato a Silvio Schembri. Il paradosso è che se fosse stata una studentessa lavoratrice, Erika avrebbe avuto due punti in più sul voto finale. “Se mi fossero stati riconosciuti sarei entrata. A quanto pare non è un lavoro accudire una persona disabile”, ci ha detto. Così inizia la sua battaglia per continuare gli studi e alla fine il suo impegno ha avuto la meglio: qualche settimana fa il ministro dell’istruzione ha dato l’ok per la Magistrale e pochi giorni fa anche l’Università di Modena e Reggio ha reso ufficiale questa conquista. “Il rettore ha finalmente firmato davanti ai miei occhi il documento che mi permette di iscrivermi alla Laurea Magistrale”, ci ha detto Erika. “Sono veramente felicissima e spero di cuore che questo possa essere d’aiuto a tanti altri ragazzi nelle mie condizioni!”.  

 

ALESSANDRO PROTO PATTEGGIA 4 ANNI

Alessandro Proto pagherà per la truffa ad Anna. Con Veronica Ruggeri vi abbiamo raccontato chi è davvero questo immobiliarista, imprenditore, e re delle fake news. Nel tempo è riuscito a far diffondere notizie false come i finti affari con Trump, le finte vendite di ville a Clooney, Johnny Depp e altri divi di Hollywood. Tra le decine di persone che lo accusano di truffa, c’è Anna, malata di cancro. Si è fidata di Proto e gli ha dato 130mila euro. Soldi che le servivano per fare la chemioterapia in Amerika. “Vorrei sapere che io muoio ma questa vicenda non è stata vana”, ha detto la donna a Veronica Ruggeri. “Perché quello che fa è l’equivalente di un omicidio. Quando tu hai tolto tutto quello che possiede a una persona tu l’hai ammazzato”. Ma forse adesso Anna potrà riprendersi ciò che è suo. Alessandro Proto ha infatti patteggiato quattro anni di reclusione per la truffa ad Anna. E non è finita qui: il gip ha disposto la confisca di 130mila euro come risarcimento per la vittima. E speriamo che Anna possa mettere la parola fine a questo incubo.

 

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