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Coronavirus, finalmente arriva il tampone per tutti i lavoratori dell'azienda del paziente 1

Con Iene.it avevamo raccolto la denuncia di un operaio dell'azienda dove lavorava il 38enne risultato positivo al coronavirus che non era stato chiamato per fare il tampone. Ieri la notizia rassicurante

"Finalmente ci hanno chiamato dall'azienda per fare il tampone a tutti quelli dell'agenzia". Si è chiusa ieri la vicenda che vi abbiamo raccontato sabato, legata all'azienda dove lavorava il primo paziente che ha contratto il coronavirus in Italia, il 38enne che avrebbe contagiato anche anche la moglie, incinta al settimo mese, un amico, figlio del titolare di un bar, e tre clienti di quel bar.

Paolo, nome di fantasia, ci aveva contattato perché nessuno aveva saputo dirgli se e quando fare il tampone per verificare il contagio da coronavirus. Aveva visto al telegiornale che era stato contagiato un lavoratore della sua azienda, e che avevano fatto il tampone a diversi dipendenti. Ma lui venerdì non era di turno e fa parte dei lavoratori dell’agenzia del lavoro. Così non l'aveva chiamato nessuno”. In totale i lavoratori che gravitano intorno all'azienda sarebbero 500. Così venerdì Paolo chiama l’agenzia del lavoro. “Ma non hanno saputo dirmi se dovevo fare o meno il tampone. Mi hanno detto che non sapevano cosa dovevano fare, perché loro non erano preparati. Non mi hanno saputo dire se mi sarei dovuto presentare al lavoro e neanche se eventualmente le giornate a casa mi sarebbero state pagate”.

Ma la preoccupazione più grande di Paolo è un’altra: “Ho a casa un bambino piccolo che ha appena fatto il vaccino e gli è venuta la febbre. Come faccio a sapere se è normale febbre post vaccino oppure se l’ha presa da me?”. Così va alla stazione dei carabinieri per chiedere informazioni. “Mi hanno detto di chiamare il 1500. È quello che ho fatto, ma non mi ha mai risposto nessuno. È dalle 8 del mattino che sono attaccato al telefono”. Il 1500 è il numero attivato dal ministro Speranza per rispondere alle domande dei cittadini sul coronavirus, a disposizione h24 dalla sala operativa del ministero della Salute. Così proviamo a chiamare anche noi. Diverse volte ci dà occupato, mentre una volta ascoltiamo un messaggio registrato: “A causa dell’elevato numero di chiamate pervenute, si informa che tutte le linee sono occupate”. Così Paolo venerdì sera prova a chiamare il 112. “Mi hanno detto che mi avrebbero richiamato, ma non mi ha richiamato nessuno". Prova a richiamare il giorno dopo ma rimane in attesa per quattro o cinque minuti, senza che gli risponda nessuno.

Finalmente ieri la comunicazione da parte dell'agenzia del lavoro, che faranno il tampone a tutti i lavoratori. Anche perché i luoghi di lavoro in comune erano diversi. “Non so se lo conoscevo o meno, lui lavorava in un altro settore. Ma sicuramente frequentavamo gli stessi spazi comuni: la mensa, le macchinette del caffè...”.  Vi terremo aggiornati sulla vicenda.

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Oltre, come sempre, al 112 e al numero 1500 messo a disposizione dal ministero della Salute, sono stati attivati due altri numeri da chiamare: 800894545 per la Lombardia e 800462340 per il Veneto.

Chiunque si trovasse nei luoghi dei contagi in Italia e volesse mettersi in contatto con noi, può scriverci su redazioneiene@mediaset.it.

 

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