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Non hanno lasciato nemmeno i 100 euro di mancia destinati ai ragazzi Down che lavorano nel ristorante. Qui tutti gli aggiornamenti di Iene.it a cura di Giulia Innocenzi

I ladri alla Locanda dei Girasoli. I ragazzi Down: “Restituiteci il maltolto”

“Lo voglio dire con tutto il cuore, mi fate schifo. Mi fate veramente schifo!”. La rabbia di Giulio Golia è rivolta ai ladri che qualche notte fa hanno rubato alla Locanda dei Girasoli di Roma, il ristorante dove lavorano 10 ragazzi con la sindrome di Down.

Giulio era stato a mangiare in quel ristorante poco tempo fa e ci aveva raccontato la bellissima storia di quella Locanda e dei suoi dipendenti speciali. E per loro è veramente importante lavorare lì perché così possono stare insieme. Purtroppo la Locanda non si trova nelle vie centrali di Roma dove passano migliaia di persone, quindi gli affari vanno bene ma non benissimo. Anche perché le spese sono tante. Un normale ristorante riduce i dipendenti nei periodi di bassa stagione, questi ragazzi invece sono assunti tutto l’anno.

I ladri hanno rubato computer, stampanti e persino le mance. Cento euro che erano destinati ai ragazzi. Che si rivolgono direttamente ai ladri: “restituite i nostri oggetti che avete rubato per favore!”

 

Tanti coni d'ombra sui mancati rimborsi di Giulia Sarti. L'ex fidanzato accenna anche a video privati?

Giulia Sarti non ci risponde più al telefono, qualcuno sa che fine ha fatto? Noi vogliamo solo chiarire con lei questa storia.

Un anno fa quando dopo un nostro servizio scoppia il caso Rimborsopoli, cioè quei parlamentari 5 stelle che non hanno restituito come promesso a tutti gli italiani metà dello stipendio. Tra questi c’era anche la deputata Giulia Sarti: nel suo caso mancavano all’appello più di 23mila euro. Lei ha sostenuto che fosse l’ex fidanzato e anche ex collaboratore Andrea Bogdan Tibusche a essersi occupato dei bonifici non andati a buon fine, e l’ha pure denunciato.

Ma la denuncia non sarebbe un’idea sua. La Sarti infatti scrive a Bogdan il giorno prima di denunciarlo che a chiederle di denunciarlo sarebbero stati “Ilaria con Rocco per salvarmi la faccia”.

Rocco Casalino però, il responsabile della comunicazione, nega tutto, Di Maio non dice nulla, e l’unico che parla è Bogdan e dice alla Sarti delle cose che aprono uno scenario, diciamo così, pruriginoso. Infatti le scrive: “Ma nei 2000 euro che ti avrei rubato ha conteggiato anche i 4000 che abbiamo speso per i video controlli di Dedo e Luca?”

Bogdan in una chat con un suo conoscentesemrerebbe accennare a dei video privati con la parlamentare. Non saranno mica i video controllo del costo di 4000 mila euro cui fa accenno? Bogdan ci ha detto che spiegherà tutto soltanto quando l’indagine sarà archiviata. Nel frattempo un aggiornamento su Cecconi, Martelli e Buccarella, gli altri furbetti che non hanno restituito i soldi. Ve li ricordate? Di Maio alla d'Urso aveva detto: “Gli chiederò di firmare la rinuncia alla loro elezione, altrimenti li denuncerò per danno di immagine”. E invece sono ancora in Parlamento! E non gli ha neanche chiesto il danno d’immagine!

 

Ecco perché Antonio Ciontoli è stato condannato a cinque anni per l’omicidio di Marco Vannini

La sera del 17 maggio 2015 Marco Vannini è stato ammazzato. Un proiettile gli ha attraversato il braccio, gli ha perforato il polmone, ha attraversato il cuore e si è fermato su una costola. A sparare è stato Antonio Ciontoli. Ma quella sera a casa oltre al padre Antonio e la fidanzata Martina era presente la famiglia Ciontoli al completo.

Il padre sostiene che gli sia partito solo un colpo d’aria. Ma Marco Vannini sta male e dopo 20 minuti dallo sparo il figlio di Ciontoli, Federico, fa la prima telefonata al 118: “Eh mi serve un’ambulanza… nel caso richiamiamo”.

Federico trova il bossolo e lo dice a tutti, a quel punto è chiaro che è partito anche un proiettile. 25 minuti dopo la prima telefonata richiamano il 118: “un infortunio praticamente in vasca, è caduto e si è bucato un pochino con un… come si chiama? Il pettine”. A parlare è Antonio Ciontoli.

Tutte queste omissioni ai medici e il ritardo nei soccorsi hanno portato alla morte di Marco dopo tre ore di agonia. Antonio Ciontoli è stato condannato a 5 anni di carcere per aver sparato a Marco Vannini. E proprio ieri sono uscite le motivazioni della sentenza, che dicono che lo sparo è stato involontario ma soccorsi sono stati ritardati consapevolmente.

 

Chiuse le indagini della procura di Catania su mafia e scommesse online

Qualche tempo fa Dino Giarrusso ha indagato sui centri illegali di scommesse. Accanto al mondo delle scommesse regolari, infatti, c’è un mondo parallelo di scommesse irregolari che evadono il fisco grande come l’oceano. Abbiamo fatto una piccola verifica a Catania. Su 20 centri dove siamo andati a scommettere 14 erano illegali e solo 6 in regola. E siccome è così in tutte le città italiane, lo stato perde un sacco di soldi. Inoltre chi va in un centro scommesse non autorizzato e fa una scommessa può essere multato.

Forse qualche passo nella direzione giusta è stato fatto. In questi giorni si sono chiuse le indagini proprio della procura di Catania su mafia e scommesse online. E ricordiamo una cosa molto importante. Il gioco d’azzardo legale o illegale può diventare una malattia!

 

Nessuna traccia dello scalatore Daniele Nardi e di Tom Ballard

Ormai serve un miracolo per ritrovare in vita Daniele Nardi, lo scalatore scomparso mentre tentava l’impresa di scalare il Nanga Parbat, una delle montagne più alte del mondo. Da domenica scorsa non abbiamo più sue notizie. L’ultima volta che l’abbiamo sentito era felice perché finalmente poteva tentare l’impresa: “Siamo saliti oltre 6200 metri su un terreno veramente molto ripido, ghiaccio, roccia, tutta scalata bellissima. Siamo su un cucuzzolo, con 500 metri sotto di noi.

Nardi è con Tom Ballard, uno scalatore inglese molto esperto, e per arrivare in cima hanno scelto di passare per il Mummery, uno sperone di roccia e ghiaccio alto mille metri. Ma le persone che ci hanno provato prima di lui sono tutte morte.

Da domenica scorsa all’improvviso abbiamo perso ogni contatto con lo scalatore. Così sono cominciate le ricerche. Oggi la montagna è stata perlustrata da campo 1 a campo 3, i droni sono saliti fino a 6500 metri, ma non è stata trovata nessuna traccia dei due scalatori.

Gli amici di Nardi però sperano ancora nel miracolo e vogliono continuare a perlustrare la montagna con gli elicotteri. Ma quei voli sono molto costosi: si può arrivare anche a 50mila euro a volo.

Per questo hanno aperto una raccolta fondi da destinare alle ricerche,  e sono già stati donati 137mila euro.

CLICCA QUI PER FARE LA TUA DONAZIONE TRAMITE LA PIATTAFORMA GOFUNDME.

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