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Giulia Innocenzi racconta cosa succede dopo i nostri servizi, come facciamo ogni giorno in tempo reale sul nostro sito

OSPEDALI DA INCUBO. UNA PICCOLA VITTORIA CONTRO LA ‘NDRANGHETA

La prima piccola vittoria nella saga degli ospedali da incubo. Il Consiglio dei ministri ha sciolto l’Asp di Reggio Calabria. La ministra della Sanità Giulia Grillo ci aveva annunciato dei provvedimenti e dobbiamo dire che ha mantenuto la parola. Nei servizi di Gaetano Pecoraro vi avevamo mostrato la condizione drammatica degli ospedali di Locri e Polistena.

Troppe cose fuori norma. Le uscite di emergenza, gli ascensori, i gruppi elettrogeni e poi la mancanza di personale rendevano quasi tutti i reparti inutilizzabili. Il sindaco di Locri aveva persino dichiarato che chi non può permettersi di andare all’ospedale privato, e quindi deve curarsi in questi ospedali “muore”. Inutili ma costosi e infatti l’Asp di Reggio Calabria era una voragine succhia soldi pubblici. Centinaia di milioni di euro spariti nel nulla. Dietro a tutto questo c’è la 'ndrangheta e infatti in questi giorni l’Asp è stata sciolta.

 

DOPO IL MASSACRO ALLA SCUOLA DIAZ, QUALCUNO PAGHERÀ

Dopo quasi 20 anni dalle torture e i pestaggi avvenuti nella scuola Diaz durante il G8 di Genova, i funzionari e poliziotti coinvolti in quella vicenda pagheranno. Noi qualche tempo avevamo intervistato un settantenne che la notte del massacro si trovava proprio dentro quella scuola. A quel tempo aveva 61 anni, ma nonostante l’età non era stato risparmiato.

L’uomo racconta che stavano tutti dormendo quando la polizia ha fatto irruzione nella scuola e ha cominciato quella che poi verrà soprannominata “macelleria messicana”. “Ragazzi di tutte le lingue che gridavano mamma mentre venivano picchiati e torturati”. Quell’uomo è Arnaldo Cestaro ed è grazie a lui se oggi in Italia è stato introdotto il reato di tortura. Arnaldo infatti ha avanzato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo e nel luglio 2017 in Italia è stato introdotto il reato di tortura.

In questi giorni c’è una novità su tutta questa storia, la corte dei conti ha stabilito che i 27 poliziotti risarciscano 5 milioni di euro per danno d’immagine e 3 per danni patrimoniali.

 

SOLO DUE DI PICCHE PER IL 70ENNE CHE CERCA MOGLIE

Per il nostro 70enne Franco in cerca di moglie sono arrivate solo 4 email, e una non era nemmeno per lui. Ma facciamo un passo indietro fino agli anni 90 quando Alessia Marcuzzi conduceva Colpo di Fulmine. Alessandro Di Sarno ha provato a indossare i panni della nostra Alessia e diventare il cupido del signor Franco. Ma le cose non vanno molto bene. Su e giù per la sua Bergamo l’improbabile duo ferma molte donne ma nessuna sembra volersi prendere Franco come sposo.

Non ci resta che chiedere aiuto proprio ad Alessia. Di Sarno porta Franco nello studio de Le Iene e Alessia cerca tra il pubblico una ragazza per lui. Ci prova con Sara ma Franco sussurra all’orecchio di Nicola Savino che se le “già schiacciata”! Probabilmente è solo una battuta di Nicola e quindi abbiamo lanciato l’appello di Franco a tutti i telespettatori. Ma finora sono arrivate solo 4 email. Una non era nemmeno destinata a Franco ma a Sara, che obiettivamente è proprio una bella ragazza.

 

POLEMICA SUL RECUPERO DEI CORPI DI DANIELE NARDI E TOM BALLARD

Daniele Nardi e Tom Ballard sono morti da scalatori inseguendo il loro sogno. Ma dal giorno in cui sono stati avvistati senza vita sul Nanga Parbat si è accesa una polemica sul recupero dei loro corpi. I due scalatori stavano tentando di raggiungere la nona vetta più alta del mondo passando per il Mummery, uno sperone di roccia e ghiaccio alto mille metri.

Dalla fotografia del ritrovamento dei corpi sono state fatte delle ipotesi su quello che sarebbe successo. Nardi e Ballard potrebbero essere stati sorpresi dal vento e dal freddo proprio mentre scalavano la parete. Qualcuno a mezzo stampa si è fatto avanti per andare a recuperare i corpi. Così la famiglia Nardi ha fatto sapere che procederà al recupero del corpo di Daniele in forma privata, mentre la famiglia Ballard ha risposto così: “Per rispettare l’etica e quella che sarebbe la sua volontà, vogliamo che i resti di Tom diventino piano piano parte del Nanga Parbat e quindi non autorizziamo alcuna rimozione del corpo”.

I bambini della scuola elementare di Sezze, la città natale di Daniele in provincia di Latina, hanno voluto ricordare il grande scalatore con tanti palloncini bianchi.

 

UN PASSO VERSO LA VERITÀ SULLA MORTE DEL MILITARE FRANCESCO POSITANO

Dopo 8 anni la verità sulla morte del militare pugliese Francesco Positano sembra essere più vicina. Sua madre Rosa non si darà pace finché quella verità non verrà fuori. La sera del 23 giugno 2010 Rosa vede arrivare tre militari. Capisce subito che si tratta di suo figlio. La informano che Francesco, allora 28enne è morto durante una missione in Afghanistan, sarebbe caduto da un mezzo militare fermo e nella caduta si è fratturato il cranio. Questa versione però non convince perché le ferite di Francesco sono troppo gravi per essere giustificate da una semplice caduta.

Secondo la perizia che facciamo fare a un esperto, sembra molto più probabile che il militare sia morto dopo essere stato investito da quel mezzo. Le due versioni sono molto diverse, la prima non prevede responsabilità, la seconda sì. In questi giorni però c’è una notizia che potrebbe far emergere la verità. Per 8 militari è stato richiesto il rinvio al giudizio. Due di loro sono forse coinvolti direttamente nella morte di Francesco mentre gli altri 6 sono accusati di falsa testimonianza.

 

L’ORDINE DEI MEDICI CONTRO IL DOTTORE CHE FACEVA GLI ESAMI FINTI

Esami finti e soldi in nero. Non proprio un biglietto da visita eccezionale per un medico. Eppure a Giulio Golia lo presentano così, “faceva l’elettrocardiogramma, ma lo faceva a macchina spenta. A volte faceva l’ecografia a macchina spenta”. La ragazza che ci racconta tutte queste cose lavora nel suo studio come traduttrice. La maggior parte dei pazienti di questo medico sono cinesi e serve qualcuno che li aiuti a comunicare. Ma soprattutto qualcuno che metta in chiaro quanto costano le visite. Da quanto possiamo vedere con le nostre microcamere quel medico non sembra molto scrupoloso nelle visite. Per esempio dopo aver fatto il tampone a un paziente lo butta nel cestino e torna con la diagnosi e il conto da pagare.

Il comportamento di questo dottore ha fatto arrabbiare parecchio sia i pazienti, sia l’azienda sanitaria per cui lavora. E infatti dopo il nostro servizio l’Asl ha denunciato il medico di base. Anche l’Ordine dei medici ha cominciato a raccogliere le informazioni su questo caso. Aspettiamo per vedere se la diagnosi sarà la radiazione dall’albo.

 

CHIESTI 16 ANNI PER L’UNTORE DELL’HIV

È arrivata la sentenza in primo grado per Claudio Pinti l’uomo che pur sapendo di avere l’Hiv ha continuato a fare sesso non protetto mettendo a rischio la salute di oltre 200 persone. Tempo fa Roberta Rei ha incontrato Romina, una ragazza che era stata contagiata proprio da lui. Romina ci ha raccontato tutta la loro storia. Lui non ha mai fatto il gesto di proteggersi durante i loro rapporti sessuali. Quando Romina scopre di essere affetta dal virus dell’Hiv lui nega perfino che questo virus esista. Claudio mentre stava con Romina faceva sesso con svariati partner, maschi e femmine. Il suo nome e il suo numero di telefono erano su tutti i principali siti di incontri.

Dopo la messa in onda del nostro primo servizio ci contatta Giuseppe, un uomo che avrebbe fatto sesso con lui. Anche in questo caso non hanno usato nessuna protezione. Roberta Rei accompagna Giuseppe a fare il test e per fortuna c’è un piccolo lieto fine. Il test è negativo e per Giuseppe tutta questa storia si chiude solo con un grande spavento. In questi giorni Claudio Pinti è stato condannato in primo grado a 16 anni. L’accusa è di lesioni gravissime e omicidio volontario. Noi ovviamente seguiremo il processo e vi faremo sapere come andrà a finire.

Se qualcuno di voi ha avuto rapporti non protetti con Claudio vada subito a fare il test dell’hiv.

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