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Furbetti dei rifiuti: la Multiservizi blocca i licenziamenti | VIDEO

Dopo aver annunciato 3.500 licenziamenti la società che dovrebbe raccogliere i rifiuti delle utenze non domestiche nella Capitale fa un passo indietro. Tutto è partito dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti sui furbetti della raccolta differenziata

Non saranno licenziati i 3.500 dipendenti della Roma Multiservizi, una delle quattro ditte che dovrebbe raccogliere i rifiuti delle utenze non domestiche (come bar, negozi, ristoranti) per conto di Ama, l’azienda municipalizzata del Comune che dovrebbe tenere pulita la città. La procedura di mobilità, doveva riguardare il personale addetto ai servizi di pulizia nelle scuole, gli addetti alla guida degli scuolabus e i bidelli della capitale, nell’ambito dell’appalto pubblico denominato “Global”. Il Comune ha però prorogato l’appalto fino a luglio 2020, mentre la gara per il rinnovo è bloccata da un contenzioso in corso al Consiglio di Stato. In seguito alla proroga dell’appalto le procedure di esubero sono quindi state congelate.

I licenziamenti non avrebbero quindi riguardato direttamente gli addetti alla raccolta dei rifiuti delle utenze commerciali di Roma, su cui però pesa come un’ombra gravissima il caso dei furbetti che abbiamo denunciato nell’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti.

Dopo la nostra denuncia tante cose sono successe in merito alla “raccolta rifiuti” a Roma. A partire dall’indagine per truffa e frode delle forniture pubbliche che ha colpito Maurizio Raponi, l’ex generale della Guardia di finanza a capo di Roma Multiservizi. Fino al taglio degli stipendi del 30% per i dipendenti della Roma Multiservizi. Proprio per questi tagli Filippo Roma era andato a parlare con Maurizio Raponi, che si è difeso con questa argomentazione: “Se ci fosse stata un’intervista fatta secondo i crismi, questo sarebbe successo? Lei è venuto nel mio ufficio, ha fatto una pseudo intervista, la poteva fare?”.

Insomma, se i dipendenti di Roma Multiservizi hanno ricevuto la lettera che li informava della decurtazione dello stipendio sarebbe colpa della nostra intervista. Per fortuna però, forse proprio per il nostro pressing al Presidente, l’allarme è rientrato. Ed è rientrato ora anche un altro allarme lanciato dopo il nostro servizio: l’annuncio da parte della Roma Multiservizi di 3.500 lettere di licenziamento.

Dopo il racconto fatto una fonte che lavora per la Roma Multiservizi, avevamo scoperto come alcuni operatori della società avrebbero la brutta abitudine di passare a raccogliere la spazzatura quando i negozi sono chiusi. Il risultato? Il badge veniva comunque passato sul codice a barre all’esterno dei locali per segnalare il passaggio dell’operatore. In questo modo sarebbe risultata una raccolta dei rifiuti che in realtà non avverrebbe proprio perché l’utenza in quel momento è chiusa. Questo avrebbe permesso comunque all’azienda di incassare i corrispettivi pagati da Ama per il servizio. 

Questa abitudine, a quanto racconta l’operatore anonimo della Roma Multiservizi, non era una libera iniziativa degli addetti alla raccolta, ma una precisa direttiva di certi dirigenti, che in alcune chat WhatsApp avrebbero spinto gli operatori a “sparare” velocemente con il palmarino, senza farsi troppi problemi, per poi passare velocemente all’utenza successiva.

 

La Grande monnezza: i furbetti della raccolta dei rifiuti a Roma

dopo il nostro servizio

Il ministro degli Esteri ha sentito in videoconferenza l’ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, per fare il punto della situazione. Noi de Le Iene ci stiamo occupando da tempo del caso di Chico Forti. La prossima settimana torneremo a parlarne con un nuovo servizio del nostro Gaston Zama

L'ultima puntata

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