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Le Iene sono state le ultime a intervistare lo scalatore Daniele Nardi prima della partenza per il Nanga Parbat, dove ha perso la vita. Qui tutti gli aggiornamenti dopo i nostri servizi

Le sagome erano di Nardi e Ballard, le ricerche dei due scalatori sono concluse

È arrivata la notizia che non avremmo mai voluto darvi. Le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard sul Nanga Parbat sono finite. Gli alpinisti erano dispersi dal 24 febbraio. Quel giorno stavano per tentare l’impresa di salire sulla vetta della montagna passando per il Mummary, uno sperone di roccia e ghiaccio alto mille metri. Dopo la perdita del contatto radio e della localizzazione satellitare la montagna è stata perlustrata da campo 1 a campo 3 e i droni sono saliti fino a 6500 metri. Nemmeno i tentativi con gli elicotteri sono serviti.

Ieri dalla pagina Facebook di Daniele Nardi l’annuncio che mette fine a tutto: “Siamo affranti dal dolore; vi comunichiamo che le ricerche di Daniele e Tom sono concluse. Una parte di loro rimarrà per sempre al Nanga Parbat”. E pochi minuti dopo l’ambasciatore italiano in Pakistan Stefano Pontecorvo è intervenuto su Twitter per confermare che le sagome avvistate dai soccorsi qualche giorno prima erano proprio  “quelle di Daniele e Tom”. Ma ora che le ricerche si sono concluse sono destinati a rimanere su quella montagna per sempre.

Daniele Nardi nell'ultima intervista che aveva rilasciato a noi prima di partire ci aveva detto: "Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile impossibile e però non si è arreso. Che se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti, non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un’idea".

 

La ministra Grillo negli ospedali da incubo in Calabria dopo il nostro servizio

"La situazione all’ospedale di Locri è veramente ai confini della realtà, se mi permettete questa espressione". Le permettiamo eccome questa espressione! La ministra della salute Giulia Grillo è indignata dopo la sua visita all’ospedale di Locri e Polistena in Calabria. Cioè le strutture che vi avevamo mostrato nei servizi di Gaetano Pecoraro, dove la situazione è veramente drammatica. La Iena ha trovato strutture semidistrutte, fuori norma in materia di sicurezza. Dove le diagnosi si fanno a occhio. E chi ci lavora, come il chirurgo Pasquale Ceratti, commenta così: "Io non curerei mai mia figlia nell’ospedale di Locri in cui io lavoro, perché l’ospedale non funziona".

Tutto questo è talmente vergognoso che subito dopo il nostro servizio la ministra della salute Giulia Grillo ha visitato quegli ospedali. E ha trovato "1765 medicinali scaduti nel reparto di pneumologia, ascensori non omologati, sterilizzatori non omologati, gruppo elettrogeno non omologato". E nel corso della conferenza stampa ha aggiunto: "Veramente non riesco a descrivere la situazione che ho visto". E ora speriamo che dalla denuncia si passi ai fatti, e al più presto. Per i pazienti non c’è davvero tempo da perdere.

 

Anche la procura di Mantova vuole fare chiarezza sul ragazzo accoltellato per una rissa d'amore

"Sei un figlio di puttana, un giorno la pagherai anche cara". Così Marco minaccia Cristian al cellulare. Il ragazzo, infatti, sembra non aver preso bene la breve storia che Cristian ha avuto con la sua ex. Ma dalle parole una sera Marco passa ai fatti, e aggredisce Cristian con una bottiglia rotta.

Una rissa d’amore finita con una ferita gravissima. Il dottore ha detto a Cristian che ha sfiorato la morte o la paralisi. Matteo Viviani ha messo Cristian faccia a faccia con Marco per cercare di far emergere la verità. Però lui nega tutto, e dice: "Sicuramente io non vi vengo a dire 'sì sono stato io'. Sì certo, ho fatto, ho parlato... Queste sono cose che dite voi".

Resta il fatto che è successa una cosa grave e le colpe si devono accertare. I carabinieri che hanno fatto il verbale in ospedale hanno detto a Cristian che la denuncia è partita d’ufficio ma quando andiamo a vedere a che punto è la denuncia ci rispondono che "non c’è nulla". E a stupirsi di questa mancanza c’è anche la procura di Mantova e dopo il nostro servizio ha aperto il caso per fare chiarezza. La cosa certa, comunque, è che la violenza è un modo molto imbecille di dimostrare il proprio amore

 

I pastori sardi dopo la battaglia raggiungono l'accordo sul latte

Per settimane i pastori sardi hanno inondato di latte le strade della Sardegna. Nell'isola ci sono migliaia di piccole aziende che producono il latte di pecora. Poi ci sono i caseifici che lo acquistano per produrre il pecorino. Ma negli ultimi anni la produzione di latte è cresciuta, la richiesta di formaggio invece è scesa. E quindi calano anche i prezzi. Nel 2015 il pecorino costava 10 euro al chilo, oggi ne costa 5. E anche il prezzo del latte ha seguito questo andamento. Nel 2015 veniva pagato 1 e 20 al litro, oggi soltanto 60 centesimi e per i pastori è difficilissimo rientrare delle spese.

Ed è per questo che hanno combattuto e proprio in questi giorni la battaglia dei pastori sardi è arrivata a una svolta: hanno raggiunto l'accordo sul prezzo a 74 centesimi al litro. È quanto stabilito dal tavolo di trattativa indetto dal prefetto Giuseppe Marani. E a novembre arriva pure il conguaglio in base al prezzo del pecorino romano. E noi siamo contenti anche perché quel latte è proprio buono!

 

Tante offerte di lavoro per chi chiederà il reddito di cittadinanza!

Da mercoledì scorso è possibile fare domanda per ottenere il reddito di cittadinanza. E centinaia di migliaia di italiani l’hanno già fatto. Le regioni con il maggior numero di richieste sono la Campania e la Lombardia.

Noi siamo andati a conoscere le persone che ne hanno bisogno, come Patrizia, che non ha una casa, mangia all’Opera San Francesco e dorme al dormitorio. Poi c’è Christian, trentenne che vive di lavori occasionali e vive nella casa comprata dai genitori. Alì, lavoratore straniero in Italia dal '98 che vive con la moglie e i suoi 4 figli in una casa molto piccola dove dormono tutti insieme. E Rosaria, madre di due figli che dopo il divorzio non ha più potuto pagare il mutuo, e così la sua casa è finita all'asta ed è stata venduta.

Ma dopo il nostro servizio è successa una cosa molto bella. Dal pubblico de Le Iene sono arrivate delle offerte di lavoro proprio per queste persone. E Gaetano lo ha detto a Rosaria, che ha risposto: "Sono contenta! Preferisco avere il lavoro che il reddito di cittadinanza".

 

Finalmente è arrivata la scorta per la giornalista antimafia Marilù Mastrogiovanni

"Sono entrati in giardino per uccidere il cane a bastonate. Io sono arrivata, era sera tardi, con i due bambini, ho aperto il cancello e m’è venuto incontro il cane agonizzante". A farci questo racconto straziante è Marilù Mastrogiovanni, la direttrice del giornale online “Il tacco d’Italia”. Un giornale dove racconta la verità del suo paese e per questo è finita nel mirino della Sacra Corona Unita.

Con le sue indagini infatti Marilù cerca di dimostrare quali siano i legami tra Igeco, l’azienda di raccolta rifiuti del basso Salento, la Sacra Corona Unita e i tentativi di infiltrazione sul comune di Casarano attraverso un consigliere comunale amico del boss. Proprio da quel consigliere comunale erano arrivati degli insulti pesantissimi: "troia dimmi dove stai perché sto venendo". E mentre in Italia tutti premiavano gli articoli di Marilù, nel suo comune il sindaco ha fatto affiggere in tutto paese dei manifesti in cui dice che tutto quello che ha scritto è falso e invita i cittadini a reagire contro chi infanga il buon nome della città.

Marilù dopo l’inchiesta sulle ecomafie pugliesi è stata costretta ad abbandonare casa sua. Ma dopo le minacce di morte della Sacra Corona Unita per Marilù è arrivata la scorta. Noi siamo con Marilù, e speriamo che presto possa tornare a vivere a casa sua!

 

La terra dei fuochi per la Corte di Strasburgo "un attentato alla vita"

Un attentato alla vita. Così la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha definito la terra dei fuochi. Dove il rischio di ammalarsi di tumore è tre volte più alto che nel resto d’Italia. Una vera e propria strage consumata tra le province di Napoli e Caserta, dove per decenni la camorra ha smaltito in modo illegale rifiuti pericolosi, come ci ha raccontato Carmine Schiavone, ex boss dei casalesi ora pentito.

La lista dei rifiuti che ci ha fatto l'ex camorrista è paurosa: "fanghi tossici, pitture, coloranti, residui di eternit, amianto, piombo, cadmio, tutto quello che Cristo ha creato". Quando non vengono interrati i rifiuti vengono bruciati. Così, inquinando acqua, terra e aria gli effetti sulla salute sono devastanti. Perché le persone quell’acqua la bevono, mangiano i frutti di quelle terre e respirano quell’aria.

E ora la Corte europea ha avviato un procedimento per valutare se l’Italia ha fatto tutto il possibile per evitare i decessi per cancro nella terra dei fuochi. Perché l’articolo 2 della convenzione europea dice una cosa molto precisa: il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge!

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