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In Yemen otto bambini uccisi al giorno. Le Iene dentro un ospedale di MSF | VIDEO

Da quattro anni la guerra di aggressione a guida saudita soffoca la popolazione civile in Yemen. Con Medici senza Frontiere vi mostriamo la vita di un ospedale a due ore dal fronte 

"Nello Yemen ogni giorno otto bambini vengono uccisi o feriti nelle 31 zone del Paese in cui il conflitto è attivo". A renderlo noto è il direttore generale dell'UNICEF, Henrietta Fore. Che aggiunge: "Tre giorni fa cinque bambini che giocavano in casa sono stati uccisi in un attacco nel distretto di Tahita, a sud di Hodeida". 

 

I colloqui e le conferenze in cerca di un accordo di pace hanno finora fatto ben poco per cambiare la realtà per i bambini sul campo. In Yemen da quattro anni è in corso una guerra di aggressione da parte di una coalizione a guida dell'Arabia Saudita che non dà tregua alla popolazione civile. L’aumento dei prezzi dei beni alimentari, unito alla mancanza di fonti di reddito, sta costringendo la popolazione a misure disperate per poter sopravvivere. Nel governatorato di Amran, nel nord del Paese, tante famiglie stremate, rimaste senza cibo e senza una casa, arrivano al punto di dare in matrimonio figlie anche piccolissime, in un caso anche di tre anni, per poter comprare cibo e salvare il resto della famiglia. È la denuncia lanciata da Oxfam, in occasione della Conferenza dei Paesi donatori sulla crisi che si è svolta a fine febbraio a Ginevra.

E Le Iene con Medici senza Frontiere vogliono mostrarvi la vita di un ospedale che si trova a due ore dal fronte, a Mocha. In questo terzo episodio potete vedere i danni provocati dalle mine, che colpiscono anche i bambini. Come Amarah, curata nell'ospedale. A raccontare quello che le è successo è Fatma, sua nonna: "Stava giocando nei campi con i suoi cugini quando ha visto una mina. Non sapevano cosa fosse e l'hanno toccata. Tutto il villaggio ha sentito l'esplosione". E l'altro bambino che era con lei non ce l'ha fatta: aveva ustioni su tutto il corpo. 

 

Degli ospedali di Medici senza frontiere che operano in Yemen, ben cinque sono stati bombardati. Una violazione gravissima della legge internazionale. L'Arabia Saudita ha accusato l'ong di non aver segnalato correttamente il centro yemenita di trattamento del colera di Abs, bombardato nel giugno 2018. Accusa respinta in maniera netta e sdegnata da Medici senza Frontiere, visto che il bombardamento ricade invece sotto la piena e diretta responsabilità dell’Arabia Saudita, che nel martoriato paese in guerra guida una coalizione militare insieme agli Emirati Arabi Uniti contro i ribelli Houti. “Il centro era regolarmente contrassegnato da loghi e segnalato 12 volte per iscritto alle autorità competenti – spiega Teresa Sancristoval, direttrice delle operazioni di MSF -. "È unicamente responsabilità delle parti in conflitto prendere tutte le misure necessarie per garantire che le strutture protette non vengano attaccate", spiega la direttrice. "L’onere non può ricadere su medici e civili

 

L’ennesima barbarie in un paese ormai allo stremo, in cui solo la metà delle strutture sanitarie è pienamente funzionante e più di 11 milioni di persone hanno bisogni umanitari acuti. Quello in Yemen è il più grande intervento di MSF in una zona di conflitto, con oltre 2.200 operatori umanitari attivi in 11 governatorati.

Il Papa ha appena ricordato il dramma dei civili, e in particolare dei bambini, che muoiono nella guerra in Yemen. “Con grande preoccupazione seguo la crisi umanitaria nello Yemen”, ha detto Papa Francesco, prima di partire per la sua storica missione negli Emirati arabi uniti che lo ha appena visto celebrare la prima messa pubblica nell’area del Golfo. “La popolazione è stremata dal lungo conflitto e molti bambini soffrono la fame: il loro grido e quello loro genitori sale al cospetto di Dio”.

Noi de Le Iene ce ne siamo occupati più volte, soprattutto delle bombe fabbricate in Italia e lanciate su quegli stessi civili, e vi stiamo proponendo una web serie di Medici senza frontiere che li cura di cui sopra potete vedere la seconda puntata (qui trovate la prima puntata). E presto lo faremo anche con un nuovo servizio in onda.


Dal 2015 nello Yemen, che si trova nella parte sudoccidentale della penisola araba, si fronteggiano i ribelli Huthi, sciiti e vicini all’Iran, e una coalizione guidata dalla confinante Arabia Saudita. Nel conflitto sono entrati “in proprio” anche Al Qaeda e l’Isis che hanno conquistato alcune porzioni di territorio del più povero tra i Paesi arabi. Alla guerra si è aggiunta la carestia. Oltre alle decine di migliaia di combattenti e civili morti, si stimano 85 mila bambini sotto i cinque anni uccisi dal 2015 a oggi dalla guerra e dalla fame.

L’8 dicembre scorso siamo tornati a parlare della vendita di armi, di bombe in particolare che vendono sganciate sui civili, da parte dell’Italia all’Arabia Saudita. Lo permetterebbe un accordo segreto che aggira il divieto di vendere armamenti a Paesi in guerra, che violano i diritti umani e senza l’autorizzazione dell’Onu. L’Arabia purtroppo rispetta tutti i requisiti del divieto, come vi abbiamo raccontato con i servizi di Dino Giarrusso Dove finiscono le bombe italiane?, L'Italia ha le mani sporche di sangue e Bombe e bambini.

Abbiamo incontrato anche Roberto Scaini di Medici senza frontiere (Msf) poco prima che partisse per la sua quinta missione in Yemen dove Msf è impegnata in prima linea nel curare le vittime della guerra. Nella prima puntata della web serie che vedete cliccando qui, vi mostriamo le immagini dell’ospedale di Mocha aperto da Msf nell’agosto 2018, unico della regione a disposizione anche dei civili.

Si trova a metà strada tra Aden e Hodeidah, dove si stanno concentrando alcuni dei combattimenti più sanguinosi e la crisi umanitaria più grave. Il porto di Hodeidah è sottoposto a continui bombardamenti e a un vero assedio da parte della coalizione a guida saudita che sta di fatto bloccando l’arrivo degli aiuti umanitari di base, come cibo e medicine, per i civili.

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Qui sotto potete vedere gli articoli e i servizi principali che abbiamo dedicato alla guerra in Yemen. Presto torneremo a parlarne, sul sito con le altre puntate della web serie di Medici senza frontiere, e anche in onda.

La guerra in Yemen e le bombe italiane: i nostri articoli e servizi

anticipazione

Carolina Orlandi, figlia di David Rossi, annuncia che la sua famiglia chiederà la riapertura delle indagini sulla morte dell’ex capo dell’area comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena: “la Procura di Siena sarà davvero con noi questa volta?”. Giovedì 21 marzo alle 21.10 su Italia1 non perdetevi lo speciale de Le Iene: “Caso David Rossi: suicidio o omicidio?”

L'ultima puntata

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