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Diego ai funerali del figlio: “Papà combatterà la pedofilia nella Chiesa”

Ha raccontato a Le Iene gli abusi subiti a 13 anni dal professore di religione. Dopo l’improvvisa morte del figlio, ha abbandonato anche il nome di fantasia e si mostra per la prima volta in foto: Arturo Borrelli vuole lottare con ancora più forza 

No alla pedofilia”. Diego Esposito, che ci ha raccontato gli abusi subiti dall’età di 13 anni dall’insegnante di religione don Silverio, lo ha voluto gridare dal pulpito ieri, 17 giugno, durante i funerali di suo figlio Luigi. Una morte ad appena 18 anni, una tragedia nella tragedia per papà Arturo Borrelli, che qui sopra si mostra anche in foto per la prima volta e che per anni proprio per tutelare la sua famiglia si è fatto chiamare con il nome di fantasia Diego Esposito. Perché giustizia sia fatta, proprio nei giorni scorsi ha incontrato Papa Francesco, ma la gioia di quel momento atteso da anni è stata spazzata via dallo sgomento per la morte del ragazzo avvenuta tragicamente in un incidente stradale due giorni dopo.

“Il mio è il grido di dolore di un padre che ha perso suo figlio in età giovanissima”, ha sottolineato con grande commozione durante la cerimonia funebre. “Tutta la mia famiglia ha sofferto la fame e il dolore solo perché ho denunciato un prete pedofilo, compreso Luigi”. Proprio per questo papà Arturo vuole avanti la sua battaglia con ancora più forza. “Ho gridato il mio no alla pedofilia perché ha fatto soffrire indirettamente anche mio figlio”, ha ribadito ripercorrendo questi anni. Ha anche ricordato il momento dello sciopero della fame, proclamato proprio per incontrare il Pontefice. “Ricordo quando Luigi mi diceva ‘Babbo, mangia: tanto loro non ti pensano’. E io invece non potevo neppure dargli i soldi per uscire perché in questa brutta storia avevo perso anche il lavoro”.

Proprio in questa tragedia familiare, Arturo trova la forza per proseguire la sua lotta con un motivo in più. “Adesso voglio dedicare a mio figlio Luigi la mia vittoria mandando via il Cardinale Sepe affinché non si ripetano più questi episodi nella Chiesa”, ha detto Arturo.

Sfoglia qui sotto le foto della storia di Diego nella gallery.

"Io, vittima di pedofilia nella Chiesa": le foto

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Da tempo noi de Le Iene stiamo raccontando la sua storia. Nel servizio di Pablo Trincia del 7 marzo scorso ha raccontato gli abusi subiti, “per 3 anni, 2-3 volte alla settimana”, 30 anni fa dal professore di religione delle medie don Silverio Mura a Ponticelli, Napoli, e la sua lotta per veder riconosciute dalla Chiesa quelle violenze che ha incontrato di fatto, fino almeno all’appuntamento con il Papa, un muro di silenzio in particolare nella Curia napoletana (e Arturo ne dà la colpa soprattutto al cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita della città).

Diego dopo 25 anni, registrando tutto, aveva incontrato di nuovo don Silverio che non negava quanto avvenuto ma lo invitava solo a pregare. La Curia lo aveva fatto sottoporre a una perizia psichiatrica (registrata anche quella da Diego), che in realtà sembra incolpare lui per il fatto di essere andato a casa del sacerdote. 

Inizia ora una guerra non violenta”, ha ribadito dal pulpito Arturo. “A breve organizzeremo con tutti i permessi una manifestazione pacifica contro il sistema della Chiesa. Sabato prossimo vado a dormire fuori al Duomo finché Cardinale Sepe non va via. Dedicherò la vittoria a mio figlio”. Dopo il suo grido, un lungo applauso e il lancio di palloncini bianchi hanno salutato il feretro al termine della cerimonia funebre.

Guarda qui sotto il servizio di Pablo Trincia e gli altri articoli e servizi principali che abbiamo dedicato al caso.

 

Pedofilia nella Chiesa: i servizi e gli articoli su Diego

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