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Ore d'ansia per Mariano: è il giorno dello sfratto

Ipotesi e speranze di un rinvio per il novantenne, sfrattato dalla nipote, gravemente malato e appena rimasto vedovo. Ma fino alle 16 ogni sorpresa è possibile 

È il giorno previsto per lo sfratto per Mariano, il novantenne gravemente malato e malato e appena rimasto vedovo della moglie Filippa morta a 85 anni nella notte tra il 21 e il 22 maggio, di cui vi abbiamo raccontato per primi la storia con il servizio del 4 marzo della nostra Nina Palmieri (che vi riproponiamo più in basso assieme agli altri articoli e servizi che abbiamo dedicato al caso). “Mi ammazzano così”, ci diceva Filippa, che forse non ha retto allo stress di questi mesi. Con il marito molto malato e i medici che dicono che può morire in caso di cambio di casa, alla fine è stata lei ad andarsene per prima. 

Il calvario intanto per Mariano non è finito, oggi, 29 maggio, lo aspetta un nuovo verdetto: dovrà davvero lasciare la sua casa, dove ha vissuto per 60 anni, dove ha cresciuto le figlie Daniela e Leonarda e dove vorrebbe morire o ci sarà un nuovo rinvio? Voci, ipotesi e speranze puntano su questa seconda ipotesi ma la decisione finale è prevista dopo le 16.

Sfogliate la gallery qui sotto per le foto dei servizi.

Le foto dei servizi su Mariano

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Tutto nasce da una faida familiare che dura da 40 anni per questioni di eredità. Con liti continue all’interno di un’unica palazzina di Palermo. A volere lo sfratto è la nipote Isabella che, con il marito Pino, ha comprato l’intera casa all’asta dopo che era stata pignorata per debiti per le continue cause perse da Mariano. La casa era stata divisa in due alla morte di suo padre. Alla madre di Isabella era toccata la parte sotto, Mariano sopra alla sua ha costruito un ampliamento considerato abusivo. Da qui nasce l’interminabile lite, tra dispetti, derisioni, rintocchi a morto e urla continue nei corridoi.

Finora Isabella e Pino hanno rifiutato di lasciare Mariano morire nella sua casa, viste le sue condizioni (anche se poi Filippa lo ha paradossalmente anticipato), pagando un affitto di 400 euro. Noi non possiamo e non vogliamo entrare nel complesso merito legale e non solo di una diatriba familiare quarantennale. E abbiamo preso le distanze dalle centinaia di insulti che ha ricevuto, partendo da Facebook, la famiglia della nipote. Abbiamo proposto una mediazione con il secondo servizio di Nina e un nuovo articolo. Non è andata bene. Speriamo non vada in porto nemmeno lo sfratto. Noi come sempre vi terremo aggiornati.

Guardate qui in basso tutti gli articoli e i servizi che abbiamo dedicato al caso di Mariano.​

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