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Vannicola, possibili importanti conferme sull'omicidio Vannini

È stato ascoltato dalla procura di Civitavecchia Davide Vannicola, che avrebbe confermato quanto raccontato a noi de Le Iene nell’inchiesta di Giulio Golia e Francesca Di Stefano sulla morte del giovane Marco Vannini, ovvero che Antonio Ciontoli avrebbe chiamato Izzo dicendo "Hanno fatto un guaio grosso, mi devi aiutare"

Davide Vannicola sembrerebbe aver confermato nei gironi scorsi alla Procura di Civitavecchia (Roma) quanto aveva dichiarato a noi de Le Iene nell’inchiesta di Giulio Golia e Francesca Di Stefano sul caso Marco Vannini. L'uomo è stato sentito dopo il nostro servizio del 4 maggio scorso, che potete vedere qui sopra.

Secondo quanto ci aveva raccontato nel servizio Vannicola, l’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo, avrebbe gli avrebbe confidato che a sparare al giovane morto nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 mentre si trovava a casa della fidanzata Martina Ciontoli, non sarebbe stato il padre di lei, Antonio Ciontoli, ma il fratello Federico. Il carabiniere avrebbe ricevuto, subito dopo lo sparo a Marco, una telefonata di Antonio Ciontoli, nella quale gli avrebbe detto che i suoi familiari avevano “fatto un casino”. Izzo avrebbe raccontato a Vannicola di aver saputo da Ciontoli che a sparare a Marco non era stato lui.

Una testimonianza clamorosa che, se confermata, potrebbe aprire nuovi scenari nella vicenda della morte di Marco Vannini. Il ragazzo si trovava a casa della fidanzata Martina Ciontoli quando è stato ucciso da un colpo di pistola. Per quella morte Antonio Ciontoli è stato condannato in secondo grado a cinque anni per omicidio colposo. 

Ma le cose che sembrano non tornare su cosa sia realmente successo quella notte a casa Ciontoli sono tante, come vi abbiamo raccontato nello Speciale di Giulio Golia e Francesca Di Stefano (clicca qui per vederlo integralmente). In casa quella sera erano presenti, oltre ad Antonio e Martina, anche la moglie di Antonio, Maria Pezzillo, Federico, il fratello di Martina, e la sua fidanzata Viola Giorgini.

Davide Vannicola ha raccontato a Giulio Golia che non solo Izzo gli avrebbe confidato che a sparare non sarebbe stato Antonio, ma anche che lo stesso Izzo avrebbe consigliato a Ciontoli di prendersi le colpe dello sparo.

Davide Vannicola aveva raccontato al microfono di Giulio Golia: "Un giorno Izzo mi viene a trovare in negozio e mi dice: 'Amico mio, forse ho fatto una cazzata, che forse a livello di coscienza non si può recuperare perché è morto un ragazzo. È una cosa che mi porterò dentro tutta la vita'".

Poi l'ex comandante gli avrebbe chiesto: "Hai sentito parlare del caso Vannini?", e gli avrebbe confidato questo dettaglio clamoroso, come racconta Vannicola. “Ciontoli aveva chiamato Izzo dicendo 'Hanno fatto un guaio grosso, mi devi aiutare, c'è il ragazzo di mia figlia ferito nella vasca”. "Hanno fatto?", "Sì, gli aveva detto così", conferma Vannicola a Golia. Se la testimonianza venisse confermata, Ciontoli avrebbe spiegato implicitamente di non essere stato lui a sparare. 

E quella chiamata, racconta ancora Vannicola, sarebbe partita prima ancora delle due chiamate ufficiali messe agli atti. Una chiamata nella quale, racconta Vannicola, Izzo avrebbe preso del tempo per pensare, tempo forse utile e sprecato per i soccorsi a Marco Vannini. 

Ecco qui sotto lo speciale dedicato all'omicidio Vannini e le rivelazioni successive.

Omicidio Vannini: le novità e lo speciale in sei parti

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