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Omicidio Marco Vannini, l'ex comandante Izzo denuncia Vannicola | VIDEO

L’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli in servizio la notte della morte di Marco Vannini avrebbe denunciato per calunnia Davide Vannicola. Il super testimone sostiene di aver ricevuto una confidenza da Roberto Izzo secondo cui a uccidere il ragazzo di Cerveteri non sarebbe stato Antonio Ciontoli, ma suo figlio Federico

Roberto Izzo avrebbe denunciato il super testimone Davide Vannicola. Questo sarebbe il nuovo sviluppo nell’inchiesta bis sulla morte di Marco Vannini. Da qualche settimana al centro delle indagini da parte della Procura di Ladispoli è finito l’ex comandante Izzo, in servizio la notte del 15 maggio 2015, quando morì il ragazzo di Cerveteri ad appena 20 anni. Per il luogotenente si è profilata la duplice accusa di favoreggiamento e falsa testimonianza dopo le clamorose dichiarazioni di Vannicola che a Le Iene ha parlato di una presunta confidenza ricevuta dallo stesso Izzo, come potete vedere nel servizio qui sopra. Una testimonianza che se confermata aggiunge ancora più domande senza risposte a questa vicenda, come ci hanno raccontato Giulio Golia e Francesca Di Stefano nello speciale “Bugie e verità” che potete rivedere in fondo all’articolo.

Il luogotenente avrebbe denunciato per calunnia Vannicola, in base a quanto riporta Il Messaggero. Solo pochi giorni fa l’ex comandante ha dichiarato: “Su di me sono state dette solo assurdità”, così si è sempre difeso Izzo concludendo due interrogatori in Procura solo nell’ultimo mese. Sarebbe stato chiamato dagli inquirenti per fornire ulteriori dettagli sull’omicidio di Marco Vannini e la testimonianza di Vannicola che è stato sentito a sua volta.

Al centro dell’inchiesta bis ci sono le sue clamorose rivelazioni, ai tempi stretto amico di Izzo, che a Le Iene ha raccontato di aver ricevuto delle presunte confidenze che potrebbero ribaltare l’esito del processo. Secondo Vannicola, Izzo gli avrebbe detto che a sparare non sarebbe stato Antonio Ciontoli (condannato a 5 anni in appello per omicidio colposo), bensì il figlio Federico.

In questa fase dell’inchiesta bis sono fondamentali i tabulati telefonici che potrebbero aiutare a ricostruire che cosa sia accaduto quella notte. La chiamata di cui parla Vannicola sarebbe stata fatta da Ciontoli subito dopo il colpo esploso contro Marco e prima dunque della chiamata del figlio Federico al 118 (alle 23.41) e di quella fatta poi dallo stesso Ciontoli, che ai soccorritori parla di un pettine che avrebbe bucato il ragazzo, alle 00.06. Vannicola avrebbe rincarato la dose parlando di una seconda chiamata tra i due quella notte. Le indagini procedono spedite per chiarire come siano andati realmente i fatti. Per questo sarebbero stati sentiti tre carabinieri in servizio quella notte, tra cui il brigadiere Manilo Amadori, la compagna di Vannicola e l’ex moglie di Izzo, l’ex maresciallo della Guardia di Finanza Giovanni Bentivoglio e Viola Giorgini.

Ecco qui sotto il nostro speciale dedicato all'omicidio Vannini e i principali aggiornamenti successivi.

Omicidio Vannini: le novità e lo speciale in sei parti

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