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Omicido Vannini: Vannicola presto sentito dalla Procura?

Secondo Il Messaggero il procuratore di Civitavecchia Andrea Vardaro avrebbe fatto capire di essere pronto a sentire l’amico dell’ex comandante Izzo sulle clamorose dichiarazioni rilasciate a Giulio Golia

Davide Vannicola potrebbe essere sentito molto presto, come testimone informato dei fatti, dal procuratore di Civitavecchia. La notizia clamorosa, che potrebbe rappresentare un tassello importantissimo nella ricostruzione della verità sull’omicidio di Marco Vannini, arriva dal quotidiano Il Messaggero, che spiega come sia stato lo stesso procuratore capo Andrea Vardaro a lasciarlo intendere.                                              

Avevamo conosciuto Davide Vannicola dopo che ad intervistarlo era stato lo stesso Giulio Golia (nel servizio che potte rivedere per intero qui sopra). Vannicola, un amico dell’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo, aveva raccontato a Le Iene di alcune presunte confidenze sul caso Vannini che gli avrebbe fatto lo stesso Izzo. Tre, in particolare, i dettagli clamorosi che Vannicola aveva detto di aver saputo dallo stesso Izzo: il militare avrebbe ricevuto, subito dopo lo sparo a Marco, una telefonata di Antonio Ciontoli (nella quale Ciontoli avrebbe detto che i suoi familiari avevano “fatto un casino”) e lo stesso Izzo avrebbe raccontato a Vannicola di aver saputo da Ciontoli che a sparare a Marco non era stato lui ma il figlio Federico. E, terzo elemento, che sarebbe stato lo stesso Izzo a consigliare Ciontoli di prendersi le colpe dello sparo, per evitare guai più seri al figlio Federico.

"Un giorno Izzo mi viene a trovare in negozio – erano state le parole di Vannicola al microfono di Giulio Golia -  e mi dice: 'Amico mio, forse ho fatto una cazzata, che forse a livello di coscienza non si può recuperare perché è morto un ragazzo. E' una cosa che mi porterò dentro tutta la vita'". Poi l'ex comandante gli avrebbe chiesto: "Hai sentito parlare del caso Vannini?", e gli avrebbe confidato questo dettaglio clamoroso, come racconta Vannicola: “Ciontoli aveva chiamato Izzo dicendo 'Hanno fatto un guaio grosso, mi devi aiutare, c'è il ragazzo di mia figlia ferito nella vasca”. "Hanno fatto?", "Sì, gli aveva detto così", conferma Vannicola a Golia. Se la testimonianza venisse confermata dunque, Ciontoli avrebbe spiegato implicitamente di non essere stato lui a sparare, ma uno dei suoi familiari. 

E quella chiamata, racconta ancora Vannicola, sarebbe partita prima ancora delle due chiamate ufficiali messe agli atti. Una chiamata nella quale, racconta Vannicola, Izzo avrebbe preso del tempo per pensare, tempo forse utile e sprecato per i soccorsi a Marco Vannini.

Vannicola aveva anche provato a  spiegare il possibile motivo di quell’aiuto fornito da Roberto Izzo ad Antonio Ciontoli. Roberto Izzo avrebbe infatti detto a Davide di avere un rapporto speciale con Antonio Ciontoli, spiegando all’amico Vannicola: "Ho conosciuto una persona che quando andrò in pensione mi cambierà la vita. Entrerò finalmente in un corpo che ho sempre amato: i servizi segreti”.

Guarda qui sotto l'ultimo servizio di Giulio Golia e tutte le parti del nostro speciale dedicato al caso Vannini. 

 

 

Omicidio Vannini: le novità e lo speciale in sei parti

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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