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Vannini, la difesa: “Sentenza già scritta per accontentare gli italiani, sa di vendetta” | VIDEO

Nella terza udienza del processo di Appello bis per la morte di Marco Vannini parla la difesa dei Ciontoli che chiede l'assoluzione per tutti i componenti della famiglia e la condanna per omicidio colposo per Antonio Ciontoli, dopo che il pm ha chiesto 14 anni per tutta la famiglia. "Offensivo sentirli", dice in video la mamma del ragazzo ucciso, Marina Conte, al nostro Giulio Golia 

“La sentenza di questo Appello sembra già scritta perché la Corte sembra aver già deciso”. Si apre così, con l’intervento della difesa dei Ciontoli, la terza udienza di questo mese del processo d’Appello bis per la morte di Marco Vannini, ucciso nel 2015 da un colpo di pistola appena 20enne mentre si trovava nella casa della famiglia della sua fidanzata Martina Ciontoli. “Ogni cosa che potrebbe dire la difesa sarebbe vana. I media in questa vicenda hanno avuto un ruolo fondamentale per costruire un giudizio basato sull’emotività”, sostiene l’avvocato Andrea Miroli. Secondo la ricostruzione processuale a sparare quella notte del 17 maggio 2015 fu il padre della ragazza, Antonio Ciontoli. Con Giulio Golia e Francesca De Stefano ci siamo occupati di tutti i misteri e le contraddizioni di questo caso, come potete vedere in fondo nei principali servizi e articoli che gli abbiamo dedicato.

Oggi, 23 settembre, è il giorno dell’arringa dei difensori. “L’importante non è che Antonio Ciontoli venga condannato bensì che lo si faccia in base all’esito dell’accertamento della responsabilità”, ha detto l’avvocato Miroli. “Emettere una sentenza per accontentare il popolo italiano è ben altra cosa, cioè è una vendetta”. A questa frase gli zii e il cugino di Marco hanno abbandonato l’aula, sono rimasti invece i genitori del ragazzo. In aula è presente davanti ai giudici anche Antonio Ciontoli.

“Al momento dell’arrivo dei soccorsi in casa Ciontoli, tutti, compreso Antonio, non erano a conoscenza della reale gravità della situazione”, sostiene la ricostruzione dei difensori. “Entrambe le precedenti sentenze nel merito dicono che sul fatto vi è assenza di consapevolezza tra il Ciontoli e i suoi familiari”. Nel primo Appello il padre della fidanzata di Marco era stato condannato a 5 anni per omicidio colposo, dopo che in primo grado la condanna era stata a 14 anni per omicidio volontario. In Appello era stata confermata la condanna a 3 anni per omicidio colposo per la moglie Maria Pezzillo e i due figli Federico e Martina. Poi la Cassazione il 7 febbraio 2020 ha annullato l’Appello e disposto questo Appello bis.

La difesa ha parlato anche dell’arrivo dei Ciontoli al pronto soccorso. “Per la Corte d’Assise Antonio avrebbe chiesto al dottor Matera di omettere il colpo di pistola per sviare le indagini al momento della morte di Marco”, sostiene Miroli. “Ma non avrebbe potuto sviare responsabilità perché lo stesso Matera ha contattato i carabinieri. Inoltre Ciontoli all’arrivo dei genitori di Marco è andato loro incontro per dirgli che il dolo era stato causato da un colpo d’arma da fuoco”. La difesa ha chiesto l'assoluzione per tutta la famiglia Ciontoli e la condanna per omicidio colposo per Antonio Ciontoli. 

“Sentire dire all’avvocato che la sentenza è già stata scritta è stato offensivo. Per me è una provocazione ed è molto fastidiosa”, commenta così Marina Conte parlando con il nostro Giulio Golia. La mamma di Marco ricostruisce anche il suo arrivo al pronto soccorso quella tragica notte: “L’avvocato dice che quasi tutti hanno mentito in pronto soccorso. Io lì c’ero e non ho mentito: Federico stava insieme alla madre e al padre, Martina e Viola sono arrivate ben 20 minuti dopo. Loro avevano 110 minuti di lucidità per gestirsela e coprire il colpo d’arma da fuoco. Ma lo sapevano perché quando è arrivata Martina me l’ha detto”.

Nell’udienza precedente di questo processo d’Appello bis il pm ha chiesto 14 anni di carcere per tutti i componenti della famiglia Ciontoli per omicidio volontario, la stessa pena che era stata comminata in primo grado a Antonio Ciontoli. La medesima richiesta di condanna è stata formulata anche per la moglie Maria Pezzillo e i due figli Martina e Federico per concorso in omicidio volontario con dolo eventuale. In subordine, l'accusa ha chiesto per i familiari di Antonio Ciontoli, che ferì a morte Vannini, di ritenerli responsabili solamente di concorso anomalo in omicidio e di condannarli alla pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione.

Nel corso delle udienze è stata sentita Viola Giorgini, la fidanzata di Federico Ciontoli, unica assolta tra i presente nella villetta di Ladispoli durante l’omicidio. La ragazza ha ripercorso quella tragica notte mentre il giudice ha espresso apertamente i propri dubbi (qui l’articolo) e ha dato la sua versione sui tanti punti in sospeso delle ore successive all’omicidio. “La testimonianza di Viola Giorgini ha confermato che siamo in presenza di 11 menzogne e reticenze per falsificare prove che hanno caratterizzato tutto il processo e la Cassazione lo ha notato”, ha detto il sostituto procuratore della Corte d'appello di Roma.

Il 30 settembre è attesa la sentenza.

Ecco qui sotto i principali articoli e servizi che abbiamo dedicato all’omicidio di Marco Vannini.

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