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Omicidio Vannini: sentita fidanzata di Federico Ciontoli. Perché gli dice “ti ho coperto le spalle”?

Viola Giorgini, la fidanzata di Federico Ciontoli, è stata ascoltata in procura a Civitavecchia. Al centro ci sarebbe stata un’intercettazione

La fidanzata di Federico Ciontoli, Viola Giorgini, è stata sentita in procura a Civitavecchia, dopo le novità emerse nell’inchiesta de Le Iene.  Al centro ci sarebbe stata un’intercettazione in caserma a Ladispoli del 18 maggio 2015, la notte dell’omicidio di Marco Vannini. “Ti ho coperto le spalle”, dice la ragazza al fidanzato Federico, come potete vedere nel servizio qui sopra (in fondo trovate lo speciale e i principali servizi successivi di Giulio Golia e Francesca Di Stefano).

Per il colpo di pistola che ha ucciso quattro anni fa Marco Vannini a 20 anni, a Ladispoli (Roma) è stato condannato in Appello a 5 anni per omicidio colposo Antonio Ciontoli, padre di Federico e della fidanzata di Marco, Martina

Nei giorni scorsi, gli inquirenti hanno sentito come persone informate sui fatti anche il maresciallo dei carabinieri Roberto Izzo e Davide Vannicola, che sarebbe stato testimone di una clamorosa confidenza, raccontata a Giulio Golia.

Il maresciallo Roberto Izzo, ex comandante della stazione dei carabinieri di Ladispoli sarebbe indagato ora per favoreggiamento e falsa testimonianza. Da quest’ultimo Davide Vannicola avrebbe ricevuto importanti confidenze che ha raccontato a Le Iene.

L’intercettazione di Viola Giorgini risale alla notte del 18 maggio del 2015.Marco è morto da poche ore. Tutta la famiglia Ciontoli sta per essere ascoltata dai carabinieri. La ragazza riferendosi a Federico dice: “Ti ho coperto le spalle”. Che cosa avrà voluto dire? Proprio per la sua presenza nella villetta di Ladispoli al momento del ferimento di Marco, Viola era stata iscritta nel registro degli indagati per omissione di soccorso. Inizialmente era stata chiesta per lei la condanna a tre anni di carcere, ma è stata assolta era stata assolta.

Davide Vannicola, commerciante amico di Roberto Izzo, ha raccontato a Giulio Golia di una confidenza che avrebbe ricevuto dall’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli. Il militare gli avrebbe detto che a sparare a Marco non sarebbe stato il padre della sua fidanzata, Antonio Ciontoli, ma il fratello Federico. Il carabiniere avrebbe ricevuto, subito dopo lo sparo a Marco, una telefonata di Antonio Ciontoli, nella quale gli avrebbe detto che i suoi familiari avevano “fatto un casino”.

Izzo avrebbe raccontato a Vannicola di aver saputo da Ciontoli che a sparare a Marco non era stato lui. Vannicola ha raccontato a Giulio Golia anche che lo stesso Izzo avrebbe consigliato a Ciontoli di prendersi lui le colpe dello sparo.

"Un giorno Izzo mi viene a trovare in negozio e mi dice: 'Amico mio, forse ho fatto una cazzata, che forse a livello di coscienza non si può recuperare perché è morto un ragazzo. È una cosa che mi porterò dentro tutta la vita'", così ha esordito Vannicola nell’intervista de Le Iene.

“Ciontoli aveva chiamato Izzo dicendo 'Hanno fatto un guaio grosso, mi devi aiutare, c'è il ragazzo di mia figlia ferito nella vasca’”. "Hanno fatto?", "Sì, gli aveva detto così", spiega Vannicola a Golia. Se la testimonianza venisse confermata, Ciontoli avrebbe spiegato implicitamente di non essere stato lui a sparare.

Prima ancora di sentire Vannicola, la Procura ha convocato anche il brigadiere dei carabinieri Manlio Amadori. Abbiamo parlato di lui ricordando la sua testimonianza in aula: la sera dell’omicidio Vannini Antonio Ciontoli avrebbe detto “Ora inguaio mio figlio”.

Guarda qui sotto tutti i servizi e gli articoli di Giulio Golia e Francesca Di Stefano dedicati al caso Vannini.

Omicidio Vannini: le novità e lo speciale in sei parti

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