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Svolta nell'omicidio Vannini? Vannicola sarà ascoltato in Procura | VIDEO

Il procuratore capo di Civitavecchia ha inviato a Davide Vannicola una richiesta ufficiale di convocazione, per chiedere di quelle clamorose dichiarazioni rilasciate al nostro Giulio Golia: il maresciallo Izzo gli avrebbe detto che a sparare non fu Antonio Ciontoli ma il figlio Federico

Ora è ufficiale: Davide Vannicola sarà sentito dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia.

È stato lo stesso procuratore capo Andrea Vardaro a inviare al legale di Vannicola la richiesta di ascoltare l’uomo che a Le Iene aveva rilasciato le clamorose dichiarazioni sul caso della morte di Marco Vannini, deceduto per un colpo di pistola la notte tra il 17 maggio e il 18 maggio 2015 a casa della sua fidanzata Martina Ciontoli (qui sopra potete vedere il servizio con le sue dichiarazioni).

Abbiamo conosciuto Davide Vannicola dopo che ad intervistarlo era stato lo stesso Giulio Golia (nel servizio che potete rivedere per intero qui sopra). Vannicola, un amico dell’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo, aveva raccontato a Le Iene di alcune presunte confidenze sul caso Vannini che gli avrebbe fatto lo stesso Izzo. Vannicola aveva riferito in particolare di tre dettagli, che avrebbe saputo dallo stesso Izzo: il carabiniere avrebbe ricevuto, subito dopo lo sparo a Marco, una telefonata di Antonio Ciontoli (nella quale Ciontoli avrebbe detto che i suoi familiari avevano “fatto un casino”) e lo stesso Izzo avrebbe raccontato a Vannicola di aver saputo da Ciontoli che a sparare a Marco non era stato lui ma il figlio Federico. E, terzo elemento, che sarebbe stato lo stesso Izzo a consigliare Ciontoli di prendersi le colpe dello sparo, per evitare guai più seri al figlio Federico.

Davide Vannicola aveva raccontato al microfono di Giulio Golia: "Un giorno Izzo mi viene a trovare in negozio e mi dice: 'Amico mio, forse ho fatto una cazzata,che forse a livello di coscienza non si può recuperare perché è morto un ragazzo. E' una cosa che mi porterò dentro tutta la vita'".

Poi l'ex comandante gli avrebbe chiesto: "Hai sentito parlare del caso Vannini?", e gli avrebbe confidato questo dettaglio clamoroso, come racconta Vannicola: “Ciontoli aveva chiamato Izzo dicendo 'Hanno fatto un guaio grosso, mi devi aiutare, c'è il ragazzo di mia figlia ferito nella vasca”. "Hanno fatto?", "Sì, gli aveva detto così", conferma Vannicola a Golia. Se la testimonianza venisse confermata dunque, Ciontoli avrebbe spiegato implicitamente di non essere stato lui a sparare, ma uno dei suoi familiari. 

E quella chiamata, racconta ancora Vannicola, sarebbe partita prima ancora delle due chiamate ufficiali messe agli atti. Una chiamata nella quale, racconta Vannicola, Izzo avrebbe preso del tempo per pensare, tempo forse utile e sprecato per i soccorsi a Marco Vannini.

Vannicola aveva anche provato a  spiegare il possibile motivo di quell’aiuto fornito da Roberto Izzo ad Antonio Ciontoli. Roberto Izzo avrebbe infatti detto a Davide di avere un rapporto speciale con Antonio Ciontoli, spiegando all’amico Vannicola: "Ho conosciuto una persona che quando andrò in pensione mi cambierà la vita. Entrerò finalmente in un corpo che ho sempre amato: i servizi segreti”. Dichiarazioni che adesso, dopo l’udienza di Vannicola alla procura di Civitavecchia, che potrebbe svolgersi la prossima settimana, apriranno nuovi scenari nella vicenda della morte di Marco Vannini?

Guarda qui sotto tutte le parti del nostro speciale dedicato al caso Vannini. 

Omicidio Vannini: la nuova testimonianza e lo speciale in sei parti

dopo il nostro servizio
Hatem Moustafa, il padre della ragazza italiana di origini egiziane morta dopo essere stata brutalmente picchiata in Inghilterra da un gruppo di giovanissime bulle come vi abbiamo raccontato con Pablo Trincia, commenta la condanna per due di loro a 8 e 12 mesi: “Una parente mi ha riso in faccia, sono in guerra da solo contro l’Inghilterra, per salvare la mia famiglia: perché l’Italia non mi aiuta?”

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