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Cannabis light: la Cassazione ribadisce il sì alla vendita

I giudici confermano il limite dello 0,2% di THC per poter vendere il fumo che rilassa e non sballa. Un mercato esploso in Italia dopo l'approvazione della legge del dicembre 2016

Sì alla vendita di cannabis light se con THC entro lo 0,2% e se di una delle varietà “cartellinate”, ovvero quelle la cui coltivazione è legalmente registrata e consentita in Europa.

Lo ha ribadito qualche giorno fa una sentenza della terza sezione penale della suprema Corte di cassazione.

Un tema caldissimo, esploso a seguito dell’entrata in vigore della legge 2 dicembre 2016, che ha dettato le norme sulla coltivazione e sulla filiera agroindustriale della canapa.

Parliamo di cannabis light, ovvero la canapa che ha bassissimo principio attivo (il THC, quello responsabile dello “sballo”, per intenderci) ed elevato valore di CBD (il cannabinoide che ha invece effetti puramente rilassanti).

E mentre la California ha inaugurato il 2018 approvando l’uso ricreativo della cannabis, nel nostro paese è scoppiato il mercato della canapa light, la “marijuana legale” che si sta sempre più diffondendo presso gli abituali consumatori della vecchia tradizionale marijuana da sballo.

Una marijuana che non si può considerare terapeutica, perché quella utilizzata per alleviare dolori derivanti da patologie anche molto gravi ha in realtà un principio attivo di molto superiore ai limiti di legge (e viene distribuita sotto rigorosissimo controllo medico).

Ma la legge, appunto, parla chiaro, e stabilisce che il THC presente nei prodotti (ormai venduti in tanti negozi dedicati e in erboristerie) non deve superare lo 0,2%, altrimenti sarebbe da considerarsi stupefacente. E dunque illegale da vendere e da possedere.

È nato così un nuovo mercato, dicevamo, con centinaia di aziende italiane che si sono letteralmente buttate nel nuovo business dall’oggi al domani. Una strada alternativa al vecchio fumo illegale, sia perché troppo forte per alcuni consumatori sia per gli ovvi problemi di natura giuridica.

Di cannabis light Le Iene si sono occupate moltissime volte. Vi abbiamo raccontato della liberalizzazione del fumo in Canada, delle critiche del Consiglio superiore di sanità sul fumo light, e ancora della cannabis terapeutica gratis in Lombardia, e del via libera al fumo illegale in California, attraverso il famosissimo reportage con Pupo “strafatto” nella California della liberalizzazione .

Vi avevamo infine raccontato proprio di questo nuovo mercato italiano della cannabis light, attraverso il servizio in cui Matteo Viviani ci mostrava la realtà produttiva dell’azienda EasyJoint messa in piedi da due amici, Luca Marola e Leonardo (una fabbrica che impiegava quasi 70 dipendenti e che aveva fatturato nell’ultimo anno oltre 1 milione di Euro!).

Guarda qui sotto il servizio di Matteo Viviani e tutti gli articoli e i servizi che abbiamo dedicato a cannabis terapeutica, light e a uso ricreativo.

 

Cannabis: i nostri servizi e articoli

dopo il nostro servizio

Rita Bernardini denunciata per le piante di cannabis coltivate sul terrazzo di casa sua. La radicale, che si era già autodenunciata e da anni combatte per la legalizzazione della cannabis, sperava in un arresto per portare la questione al centro del dibattito pubblico: “Così si usano due pesi e due misure e la legge finisce per non essere uguale per tutti”

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