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Cannabis light: "Salvini fa la guerra e noi imprenditori moriamo"

Con il giro di vite contro la cannabis light voluto dal ministro Matteo Salvini, molte aziende e start-up che lavorano la marijuana legale rischiano di ritrovarsi in crisi. Uno di questi è il pastificio di Salvatore Scuderi, in provincia di Enna: “Ora i contadini hanno paura a coltivarla e noi non abbiamo più materia prima”. Con Matteo Viviani abbiamo conosciuto EasyJoint, l’azienda che ha vinto il primo ricorso contro la chiusura dei canapa store

“Ora con la guerra alla cannabis light voluta da Matteo Salvini, i piccoli coltivatori dei semi di canapa hanno paura a coltivarla. E noi aziende siamo in crisi”.  A dirlo è Salvatore Scuderi, imprenditore della provincia di Enna che da tre anni ha investito tutto sulla coltivazione della marijuana legale. Non è il solo a essersi buttato nel business; con Matteo Viviani abbiamo conosciuto Luca Marola, cofondatore dell’azienda leader nel settore della marijuana legale EasyJoint, come potete vedere nel servizio completo qui sopra.

Ora con il giro di vite ai canapa store, molti imprenditori rischiano di ritrovarsi in ginocchio. Uno di questi è proprio Salvatore Scuderi, tornitore e professore di tecnologia meccanica. A Catenanuova in provincia di Enna ha il suo pastificio. “Qui facciamo tutto in maniera naturale e artigianale”, racconta a Iene.it. Poi tre anni fa arriva l’intuizione: Salvatore inizia con la coltivazione della canapa alimentare e avvia una cooperativa agricola. “Assieme ai funghi e alla liquirizia sono le nostre ricchezze su cui basiamo il nostro fatturato. Siamo un paradosso per l’agricoltura della Sicilia”, dice. Nell'isola infatti vanno per la maggiore gli agrumi e il frumento, ma bastano pochi mesi per accorgersi che la canapa garantisce il doppio del fatturato.

“Abbiamo investito in due laboratori per la spremitura dei semi di canapa e per avviare la produzione”, spiega. Oltre agli investimenti, tre anni fa Scuderi ha avviato la procedura per la coltivazione biologica. “Il 2019 doveva essere l’anno della svolta dopo un periodo di investimenti, ma così rischia di non essere”. Di traverso si è messa la lotta alla cannabis light promossa dal ministero dell’Interno. 

Sfoglia la gallery con le foto dell'attività di Salvatore Scuderi.

Cannabis light: il progetto di Salvatore Scuderi

 
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Questa ha bassissime percentuali di Thc, la sostanza responsabile dello “sballo” ed elevato valore di Cbd, il cannabinoide che ha invece effetti puramente rilassanti. Le forze di Polizia hanno fatto scattare i controlli negli store. Alcuni sono stati chiusi come a Macerata, Porto Recanati e Civitanova Marche, ad altri invece è stato contestato il mancato rispetto dell’articolo 100 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza. “I contadini si spaventano dei sequestri e della continua pubblicità contro la canapa. Ora nessuno vuole più coltivarla, senza semi come facciamo ad andare avanti?”, si chiede Scuderi.

E i segnali che vengono dalle istituzioni sono contrastanti. “Il ministero della Salute riconosce la qualità e l’utilità dei prodotti contenenti canapa per fini terapeutici. Mentre il ministero della Difesa deve rivolgersi all’estero per avere la cannabis terapeutica da usare per l’Istituto farmaceutico militare”. Senza contare che in Sicilia ci sono tante altre start-up sperimentali che utilizzano la canapa anche per fare mattoni in bioedilizia.

Noi siamo una società che viene dalla Chiesa con tabù e pregiudizi. Si sta alimentando l’odio verso una pianta”, continua Scuderi. “Sono favorevole a regolarizzare i negozi, ma le regole devono essere scritte bene perché non si può fare tabula rasa”. E Scuderi si rivolge direttamente a Matteo Salvini: “Deve informarsi e studiare. Il rischio è che mai come in questo caso di tutta l’erba si faccia un fascio. E noi moriamo”.

I produttori e commercianti di cannabis light hanno deciso di farsi sentire e sabato 22 giugno si troveranno a Milano sotto lo slogan “A raccolta! La cannabis risponde”, per fare chiarezza sul settore. 

Ci sarà anche Luca Marola di EasyJoint, che nei giorni scorsi è stato accusato di incitamento e istigazione a un uso illegale della cannabis rischiando così la chiusura temporanea di un negozio a Mantova. Lui ha presentato ricorso, ed è stato il primo a vincerlo. In meno di una settimana è arrivata la risposta dalla Questura di Mantova che ha ritenuto “di soprassedere all’adozione dei provvedimenti previsti in attesa di maggiore chiarezza sia nella normativa di riferimento che della giurisprudenza”.

Guarda qui sotto tutti i servizi e gli articoli che abbiamo dedicato alla cannabis a uso ricreativo, light e terapeutico. 

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