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Lotta alla cannabis, primo ricorso vinto: “La legge è poco chiara”

Matteo Salvini ha dichiarato guerra alla cannabis light e ai canapa store. EasyJoint, azienda leader nel settore della marijuana legale, ha vinto il primo ricorso per un suo negozio a Mantova. Abbiamo conosciuto il suo fondatore in un servizio di Matteo Viviani

Scacco alla lotta alla cannabis light promossa dal ministero dell’Interno e da Matteo Salvini. “Easyjoint ha vinto il ricorso contro la Questura di Mantova che minacciava la chiusura temporanea del nostro store di Viadana”, ci spiega Luca Marola, cofondatore dell’azienda leader nel settore della marijuana legale a Mantova. Matteo Viviani ci ha parlato di questa realtà imprenditoriale nel servizio che potete vedere qui sopra.

A inizio maggio Matteo Salvini ha dichiarato guerra alla vendita della cannabis light. Questa ha bassissime percentuali di Thc, la sostanza responsabile dello “sballo” ed elevato valore di Cbd, il cannabinoide che ha invece effetti puramente rilassanti. Le forze di Polizia hanno fatto scattare i controlli negli store. Alcuni sono stati chiusi come a Macerata, Porto Recanati e Civitanova Marche, ad altri invece è stato contestato il mancato rispetto dell’articolo 100 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza.

“Siamo stati accusati di incitamento e istigazione a un uso illegale della cannabis rischiando così la chiusura temporanea del negozio”, dice Marola. Tutto è cominciato da un controllo da parte delle forze dell’ordine che hanno fotografato “accanto all’espositore di cannabis light la presenza di cartine e tritaerbe”.

Rischiando la chiusura del negozio da 15 a 30 giorni, Marola ha presentato le sue memorie difensive. “Ho spiegato anche che avrei fatto ricorso al Tar chiedendo un risarcimento economico per ogni giorno di chiusura”. In meno di una settimana è arrivata la risposta dalla Questura di Mantova che ha ritenuto “di soprassedere all’adozione dei provvedimenti previsti in attesa di maggiore chiarezza sia nella normativa di riferimento che della giurisprudenza”, come si può leggere qui sotto nel testo del dispositivo della questura.

A Marola sono stati consigliati degli accorgimenti “per mettere a conoscenza i clienti sui corretti modelli di utilizzo dei prodotti evitando di invitare subliminalmente la clientela stessa a consumare la merce acquistata tramite aspirazione per combustione”. Marola si sente di mandare un consiglio a tutti i titolari di cannabis shop alle prese con questa normativa poco chiara: “Qualora ci siano denunce è bene presentare memorie difensive o fare ricorso d’urgenza. Si rischia di interrompere attività legali”.

Le Iene seguono da tempo questo tema. Vi abbiamo parlato anche di una prima stretta sull’utilizzo della cannabis light da parte del vicepremier e ministro dell’Interno e leader della Lega. A settembre siamo entrati in possesso della circolare del ministero dell’Interno che fa rientrare nelle “sostanze stupefacenti” una bella fetta delle infiorescenze della canapa presenti sul mercato. Il ministro della Famiglia e Disabilità Lorenzo Fontana ha parlato di uso “potenzialmente pericoloso” della marijuana legale.

Guarda qui sotto tutti i servizi e gli articoli che abbiamo dedicato alla cannabis a uso ricreativo, light e terapeutico. 

 

Cannabis: i nostri servizi e articoli

dopo il nostro servizio

Rita Bernardini denunciata per le piante di cannabis coltivate sul terrazzo di casa sua. La radicale, che si era già autodenunciata e da anni combatte per la legalizzazione della cannabis, sperava in un arresto per portare la questione al centro del dibattito pubblico: “Così si usano due pesi e due misure e la legge finisce per non essere uguale per tutti”

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