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Cannabis in terrazzo, “Bernardini non fu arrestata per evitare clamore mediatico” | VIDEO

A sostenerlo è un carabiniere, che ha anche presentato un esposto. Secondo il militare la decisione fu presa dalla procura di Roma per evitare clamore mediatico sul caso. Noi de Le Iene vi abbiamo raccontato la storia del mancato arresto questa estate e avevamo anche visitato la sua coltivazione

Coltivava piante di marijuana in casa e dopo esser stata scoperta non viene arrestata. Il motivo? La procura avrebbe voluto evitare risonanza mediatica sul caso.

A raccontare questa storia è il quotidiano La Verità secondo cui l’ex parlamentare ed esponente radicale Rita Bernardini, trovata in possesso di 32 piante di marijuana sul balcone di casa sua, non sarebbe stata arrestata su indicazione del procuratore di Roma Michele Prestipino. L’obiettivo sarebbe stato quello di evitare la risonanza mediatica che quell’arresto avrebbe potuto comportare, essendo la Bernardini da anni impegnata in battaglie per la legalizzazione della cannabis.

A sostenere questa tesi è un carabiniere del Nucleo radiomobile della compagnia Roma Cassia, Enrico Sebastiani, che quest’estate eseguì in un primo momento l’arresto della ex parlamentare. Il militare avrebbe anche presentato un esposto alla procura di Perugia. In sintesi, questa sarebbe la sua versione dei fatti: i carabinieri in un primo momento avrebbero arrestato Rita Bernardini per aver violato il Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti. Una volta giunta in caserma, però, le cose cambiano: il superiore di Sebastiani, che era tra i militari coinvolti nell’arresto, gli avrebbe ordinato di rilasciare la donna.

Questa indicazione, sempre secondo la sua ricostruzione, sarebbe arrivata direttamente dal procuratore della Repubblica in persona. La paura del procuratore sarebbe stata la seguente: un arresto di quel tipo avrebbe provocato una grande risonanza mediatica, e dunque era meglio evitare.

 

C’è un problema però: l’arresto di Bernardini, quando arriva l’intervento di Prestipino, sarebbe stato già “eseguito e comunicato” all’ex deputata. Si sarebbe però deciso di procedere in violazione delle regole, costringendo i militari ad accompagnare la donna al suo domicilio. Il militare Sebastiani però avrebbe protestato per questa decisione, ricevendo il mese successivo un procedimento disciplinare. L'accusa sarebbe quella di essersi intromesso inappropriatamente nell’accordo preso dal procuratore con il suo superiore.

Su questa versione è intervenuta anche la stessa esponente radicale, Rita Bernardini, che su Facebook ha scritto: “Sia chiaro, io sono dalla parte del carabiniere che ha protestato per il mio mancato arresto e sono contro la Procura di Roma che -violando la legge- da anni vanifica le mie disobbedienze civili per la legalizzazione della cannabis, in particolare, per il diritto effettivo di cura”.

Noi de Le Iene vi abbiamo raccontato la vicenda del mancato arresto di Rita Bernardini nell’articolo che potete leggere cliccando qui. "Sono stata denunciata a piede libero per la coltivazione di sostanze stupefacenti, 32 piante tra un metro e un metro e venti”, aveva dichiarato l’ex parlamentare, portata in caserma. “Esprimo tutto il mio disappunto per la decisione della Procura di Roma di non procedere al mio arresto, come accade a tutti i cittadini che vengono sorpresi a coltivare marijuana. Così si usano due pesi e due misure e la legge finisce per non essere uguale per tutti".

L’ex parlamentare radicale sperava infatti in un arresto, come ci aveva spiegato il suo avvocato, Giuseppe Rossodivita, che abbiamo contattato telefonicamente, “in modo che la questione possa essere portata, attraverso il processo, al centro di un dibattito pubblico”. Rita Bernardini, infatti, da anni si batte per la legalizzazione della cannabis. “In particolare nell’ultimo periodo si è specializzata su quella a scopo terapeutico”, dice l’avvocato e dirigente radicale. Già l’anno scorso, infatti, l'ex parlamentare ci aveva spiegato che "in Italia c’è una legge approvata nel 2007 sulla marijuana terapeutica che ancora oggi non riesce a entrare in funzione. Per i malati continua a essere un’odissea accedere alla cannabis come medicina".

Più di un anno fa eravamo stati proprio sul terrazzo dove Rita coltiva le sue piantine, come potete vedere nel video qui sopra. E già allora ci aveva detto: "La procura dovrebbe procedere nei miei confronti come si fa con chiunque altro faccia l’autocoltivazione: e cioè dovrebbe arrestarmi". Ma evidentemente, a differenza di quanto sarebbe probabilmente stato fatto con qualsiasi altro cittadino colto in flagranza, con l’ex parlamentare si è deciso di procedere diversamente: forse adesso abbiamo scoperto il perché.

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